logo
COME L'ESERCITO ITALIANO ARRIVO' SUL FRONTE DI CASSINO
Data: 28-06-2002Autore: MARCO MARZILLICategorie: SpigolatureTag: italia, unità-reparti
5
4
3
2
1

Operazioni del Corpo Italiano di Liberazione

Il Corpo Italiano di Liberazione continuò l'opera del I Raggruppamento Motorizzato ma con sempre maggiori possibilità per l'accresciuta consistenza dei suoi ranghi. Esso, infatti, raggiunse ben presto l'apprezzabile forza di 15 battaglioni di linea, diversi gruppi di artiglieria, oltre a numerosi reparti a livello compagnia (mortai, motociclisti, minatori artieri, ecc.) con un totale di oltre 25 mila uomini: un vero e proprio Corpo d'Armata, su una divisione e due brigate.
Il C.I.L. combatté ininterrottamente per oltre quattro mesi, dall'ultima decade di aprile alla fine di agosto. In un primo tempo venne impiegato nella zona delle Mainarde che era gia' stata teatro delle operazioni svolte dal febbraio all'aprile dal Raggruppamento Motorizzato. Partendo dalle Mainarde, nel mese di maggio, partecipò alle operazioni che recarono valido contributo alla manovra offensiva delle grandi unità alleate per la liberazione di Cassino e di Roma. Successivamente la sua opera ebbe particolare importanza nel settore adriatico, dove in una entusiasmante avanzata, con una serie di travolgenti azioni portò le sue Bandiere da Lanciano a Urbino, attraverso l'Abruzzo e le Marche.

0508
Posto a fianco delle unità angloamericane doviziosamente fornite delle armi più potenti e dei più moderni mezzi, il C.I.L. continuò a combattere con quelle medesime armi e con quegli stessi mezzi che nei precedenti trentanove mesi della guerra perduta si erano rivelati inferiori sia nel confronto con gli alleati sia con i tedeschi; e continuò anche a portare con molta dignità la vecchia uniforme grigio verde, ormai sdrucita e a consumazione.
Si è illustrato nelle pagine precdenti come nel I Raggruppamento Motorizzato fossero presenti tutte le Regioni italiane, dal Piemonte al Friuli, al Lazio, alla Sardegna, alla Sicilia.
Il C.I.L. ebbe ancora un'altra caratteristica: in esso era rappresentato tutto l'Esercito, poiché nelle sue file vi erano fanti di linea, bersaglieri, alpini, paracadutisti, artiglieri, genieri ecc. Per le Armi e Specialità che non avevano in seno al C.I.L. unità organiche, come la Cavalleria, i Granatieri e i Carristi, erano presenti nei vari reparti singoli cavalieri, granatieri e carristi, che combattevano come fanti.
Del C.I.L. fece parte anche la Marina Militare col Reggimento S. Marco (battaglioni Bafile e Grado) i cui reparti combatterono a terra come le unità di fanteria. I marinai dell'Esercito di Liberazione lottarono con tale ardimentoso slancio e con così consumata perizia da gareggiare in bravura con gli esperti fanti, bersaglieri, alpini, paracadutisti.

Azioni nella zona delle Mainarde

Inquadrato nel X Corpo d'Armata britannico il C.I.L. venne inserito tra la 2ª Divisione Neozelandese e la 24ª Brigata Guardie.
Alla sua responsabilità venne affidato il tratto di fronte Colle delle Mainarde - Monte Curvale.
Fino al 26 maggio gli italiani mantennero su questo fronte una intensa attività di pattuglie, eseguendo colpi di mano ed effettuando altre azioni per rettificare e consolidare la linea occupata. Con una siffatta attività operativa essi concorsero alla grande offensiva alleata che ebbe inizio la notte sul 12 maggio 1944 e che portò allo sfondamento del fronte di Cassino e alla liberazione di Roma, svolgendo una efficace opera di fiancheggiamento delle operazioni in atto nella valle del Garigliano.
Successivamente, dal 27 al 30 maggio, il C.I.L. effettuò un breve ciclo di operazioni offensive nel Parco Nazionale d'Abruzzo allo scopo di tenere agganciati i reparti tedeschi in ripiegamento.

Esse portarono:

  • alla occupazione di S. Biagio Saracinisco, Monte Mare, Colle dell'Altare, Balzo della Cicogna, Monte Cavallo (27-28 maggio). Gli obiettivi furono raggiunti attraverso notevoli difficoltà, causate dal carattere alpino del terreno e dalla violenta resistenza opposta da alcuni capisaldi germanici;
  • alla esecuzione di puntate offensive per la Valle del Canneto e Valle di Fondillo per raggiungere Opi, allo scopo di tagliare la strada di Alfedena. L'operazione fu affidata al Battaglione alpini Piemonte; più ad est il 68° Fanteria Legnano muoveva parallelamente.

Erano ancora in corso i combattimenti in questa zona, quando pervenne l'ordine di trasferimento del C.I.L. sull'ala destra dell'Armata, nel settore adriatico.
Si concludeva così la permanenza dei Reparti italiani nella zona delle Mainarde, ove erano rimasti circa quattro mesi (da febbraio a maggio), e dove la lotta da essi sostenuta, salvo qualche periodo movimentato, aveva avuto carattere eminentemente statico.
Trasferendosi nei settore adriatico, i reparti del C.I.L. avrebbero potuto meglio assecondare lo slancio che li animava, effettuando una lunga avanzata nell'Italia centrale.

Azioni nel settore Adriatico, dall'Abruzzo alle Marche.

Il settore assegnato agli italiani era delimitato: a sinistra dalle propaggini nord orientali del massiccio della Maiella; a destra dalla congiungente Paglieta-Crecchio-Chieti, cioé dalla linea marginale da cui ha inizio il tratto pianeggiante costiero. In questa zona il C.I.L. sostituí la 4ªDivisione indiana. Ultimate le operazioni di schieramento in linea, i suoi reparti vennero ad essere inquadrati tra la 4ªDivisione indiana, a destra, e la "D. Force" a sinistra.
Le forze tedesche contrapposte, secondo il servizio informazioni, facevano parte della 278ªDivisione di fanteria formata dal 992°, 993° e 994° Reggimento fanteria, dal 278° Battaglione da ricognizione e di un numero imprecisato di artiglierie. Nel settore tenuto dal C.I.L., lungo circa 35 km., i punti maggiormente difesi erano: il tratto costiero, gli abirati di Tollo, Crecchio, Orsogna, Guardiagrele e Pennapiedimonte. Sulla Maiella un battaglione di alpini tedeschi era sistemato a difesa fra Monte Amaro e Tavola Rotonda Una seconda linea difensiva correva lungo il fiume Foro, organizzata durante l'inverno allo scopo di contenere e ritardare eventuali successi alleati nel sertore costiero.
La sistemazione difensiva dei tedeschi aveva carattere campale e semipermanente. Postazioni per armi automatiche, lavori in scavo e numerosi campi minati consentivano loro di tenere la linea con poche forze. Nel complesso, le posizioni avversarie erano appoggiate ad ostacoli naturali bene organizzati. I lavori di fortificazione erano già in atto da tempo ed erano stati collaudati dai precedenti attacchi svolti dagli alleati.

Avanzata sino al fiume Pescara (8-11 giugno). Liberazione di Orsogna~Crecchio, Canosa, Guardiagrele, Bucchianico e altre località.

Quando da vari indizi si intuí che era imminente il ripiegamento dei tedeschi, l'8 giugno venne ordinata l'avanzata generale. La penetrazione nel dispositivo avversario fu particolarmente dura; e anche quando, in conseguenza dell'andamento favorevole delle operazioni alleate sul fronte di Cassino, i tedeschi dovettero iniziare la manovra in ritirata, forti retroguardie e agguerriti nuclei ritardatori contrastarono decisamente l'avanzata del C.I.L.
Tuttavia, reparti della Nembo occuparono l'8 giugno Crecchio, Canosa, Orsogna; il giorno 9 il 68°Fanteria Legnano entrò in Guardiagrele, nonostante l'accanita resistenza tedesca.
L'avanzata poté in seguito svilupparsi in profondità più celermente. Fu raggiunta Bucchianico e si proseguí in direzione di Villamagna, San Rocco, San Giuliano. Nella stessa giornata furono liberate anche Rapino e Ari.
Nel pomeriggio dello stesso giorno 9 una compagnia in avanguardia della Nembo, passando di iniziativa a guado il fiume Foro, puntó direttamente su Chieti, che raggiunse all'imbrunire entrandovi dopo una serie di scaramucce con i tedeschi. L'impresa del reparto italiano valse tra l'altro a salvare da sicura distruzione alcune opere pubbliche. Da rilevare che Chieti non era compresa nel settore d'azione del C.I.L., ma di fronte al valido risultato del fatto compiuto al Comandante del V° Corpo inglese non restò che modificare di buon grado i limiti settoriali entro cui operavano gli italiani, includendovi anche la città. L'11 giugno, mentre un reparto raggiungeva Sulmona, veniva oltrepassato il fiume Pescara.

Operazioni di rastrellamento - Liberazione de l'Aquila e di Teranio (13 e 15 giugno).

Dal 12 al 16 giugno i reparti del C.I.L. eseguirono operazioni di rastrellamento delle zone occupate e di quelle antistanti, catturando prigionieri e armi varie. Il giorno 13 raggiunsero l'Aquila degli Abruzzi e il 15 Teramo.
I Tedeschi, ritirandosi, avevano operato distruzioni su larga scala interrompendo tutte le comunicazioni stradali, causando in tal modo serie difficoltà al movimento in avanti delle unità italiane le quali non erano dotate di materiale da ponte o da traghetto. Tuttavia, anche con lo spontaneo concorso della popolazione, fu provveduto a riattivare le interruzioni con materiali di circostanza evitando ritardi nell'avanzata.
Il 17 giugno il C.I.L. fu posto alle dipendenze operative del II Corpo polacco. In questo periodo operavano sul fronte del C.I.L. anche alcune formazioni partigiane, tra le quali la Brigata Maiella alle dirette dipendenze del II Corpo polacco col quale combatté fino alla fine della guerra.

Liberazione di Ascoli Piceno (18 giugno) Macerata e Tolentino (30 giugno).

Il compito del II Corpo polacco, nel quale operava il C.I.L., era quello di inseguire i tedeschi in ritirata e raggiungere Ancona.
Per assolvere tale compito doveva muovere su due direttrici: una costituita dalla strada statale costiera n. 16, che sarebbe stata percorsa dalle unità polacche, con l'incarico di proteggere il fianco sinistro del Corpo polacco e di occupare varie località.
Ascoli Piceno fu raggiunta dai motociclisti italiani il 18 giugno alle 12,30. Il movimento del C.I.L. verso nord venne rallentato a sud di Macerata. Risultò che l'avversario occupava le alture antistanti Macerata, con distacca- menti avanzati a Caldarola Tolentino e Camerino, e che nella zona teneva schierati un migliaio di uomini con mitragliatrici, mortai, artiglieria leggera e autoblindo. Pattuglie tedesche erano state inoltre notate in tutta la zona; i ponti sui torrenti e sui fiumi non erano stati interrotti, dal che si poteva presumere che i tedeschi avessero intenzioni controffensive, magari a breve raggio. Per saggiare la consistenza delle posizioni dell'avversario, il 26 giugno fu decisa una puntata esplorativa in direzione di Macerata che venne svolta da due battaglioni della Nembo in collaborazione di reparti polacchi agenti più ad est. La puntata fu respinta dai tedeschi con dolorose perdite per gli italiani (9 morti e 24 feriti).
Mentre si stava montando un regolare attacco della città, la notte sul 30 i tedeschi ripresero il movimento in ritirata.
Nel pomeriggio dello stesso giorno unità del C.I.L. entravano in Macerata tra le festose accoglienze della popolazione.

Le azioni per la conquista di Filottrano (7, 8 e 9 luglio).

Dopo violenti combattimenti sostenuti sul torrente Fiumicello, che causarono sensibili perdite, al Corpo italiano fu affidato il compito di attaccare e occupare Filottrano (nord di Macerata), sulla strada per Iesi. L'abitato di Filottrano era stato sistemato a caposaldo dai tedeschi ed i reparti che lo presidiavano avevano avuto la consegna di difenderlo ad oltranza. Malgrado le difficoltà che l'azione avrebbe presentato a causa delle caratteristiche tattico-topografiche dell'obiettivo (la cittadina di Filottrano é posta su un colle alto 270 m. ed ha un largo dominio sulla zona collinosa circostante, tra il fiume Musone e il torrente Fiumicello, intercettando di conseguenza ogni possibile via d'attacco), l'azione venne ugualmente decisa dal comando alleato allo scopo di disarticolare e rompere il sistema di resistenze ritardatrici dei tedeschi appoggiate ai grossi abitati dominanti, come Cingoli, Filottrano, etc. .
L'operazione venne effettuata dalla Divisione Nembo, col concorso di artiglierie e con l'appoggio di carri della Divisione polacca Kresowa. Dopo una serie di azioni preliminari svolte il 6 e 7 luglio, la Nembo lanciò all'attacco cinque battaglioni, di cui 4 della forza di 500 uomini e 1 di 300. L'operazione, iniziatasi poco dopo le 7 dell'8 luglio, progredì attraverso molte difficoltà ed una durissima lotta durata due giorni, durante la quale si combatté nelle strade, nelle case, nelle cantine, respingendo i numerosi e violenti contrattacchi tedeschi. Quando il 9 luglio la bandiera tricolore veniva alzata su Filottrano il conto delle perdite dava:

  • da parte italiana 50 morti e 286 feriti;
  • da parte tedesca oltre 300 tra morti e feriti.
Queste perdite non indicano solamente l'asprezza della lotta, ma rivelano altresì come da entrambe le parti si fosse combattuto con la risolutezza e la tenacia degne delle migliori tradizioni degli eserciti contrapposti.

Il forzamento del fiume Musone (17-18 luglio)

Il forzamento del Musone comportò due giorni di aspri combattimenti da parte di tutte le unita' del C.I.L.
L'operazione, iniziata il mattino del 17 luglio sotto il violento tiro di interdizione delle artiglierie avversarie, fu duramente contrastata nel suo svolgimento dalle armi automatiche, dai mortai e dagli uomini dei reparti tedeschi che occupavano a coppie buche profonde intervallate 50-80 metri, perfettamente dissimulate e mimetizzante nelle siepi e nelle culture, che l'artiglieria del C.I.L. non aveva potuto neutralizzare. La lotta si spezzò in una serie di azioni individuali condotte con vigore, ma lente e sanguinose. I combattimenti durarono tutto il giorno e a sera il fiume fu superato in due punti: sulla destra, da parte dei Battaglioni I e II del 68° Reggimento Fanteria Legnano e del IX Reparto d'assalto, che giunsero fino a Rustico; sulla sinistra del XXXIII Battaglione bersaglieri che costituì una testa di ponte nella zona di Castel Rosino.
L'operazione venne ripresa all'alba del 18, continuó contrastatissima per tutta la giornata impegnando le altre unità del C.I.L. e si concluse alle prime ore del 19 con l'occupazione di S.Maria Nuova per azione avvolgente. Il passaggio del Musone costò ai reparti italiani 46 morti e 94 feriti.
Intanto, il 18 luglio, dopo strenua lotta, Ancona, sulla destra del C.I.L. venne liberata dalle Unità del Corpo polacco.
L'avanzata continuò ed il 20 vennero occupate Jesi e Belvedere Ostrense. Un reparto del 68° Fanteria, conquistata Vaccarile, subì un contrattacco concentrico dei tedeschi; combatté tutta la notte sul 28 luglio, sino a quando un'altra compagnia dello stesso reggimento penetrò nel paese dopo aspri combattimenti, disimpegnando i commilitoni che vi si erano asserragliati.

Occupazione di Montale, Ripalta, Ostra Vetere, Corinaldo, Castelnuovo di Suasa (4-11 agosto)

La dorsale tra i fiumi Misa e Cesano, sulla quale si trovavano le località sopra citate, fu occupata tra il 4 e l'11 agosto, forzando l'avversario nel suo ripiegamento e superandone le retroguardie. con buoni risultati di ordine tattico.
Le perdite furono sensibili da. entrambe le parti.
Nel periodo dall'11 al 17 agosto, in seguito ad un nuovo schieramento assunto dall'8ª Armata, il C.I.L. venne spostato ad occidente ed avviato sulla direttrice: Sassoferrato-Pergola-Urbino.

Liberazione di Urbino (28 agosto)

Tra il 18 ed il 29 agosto l'avanzata del C.I.L. progredì dal Cesano al Metauro, a Urbino che venne liberata il 28 agosto, seguita da Urbania il 29 agosto e da Peglio il 30.
I combattimenti proseguirono contro retroguardie tedesche talvolta di notevole consistenza; riuscite azioni di pattuglie, colpi di mano redditizi e soprattutto la pressione incalzante esercitata dal C.I.L. permisero di accelerare la liberazione di taluni centri e di non dar tregua all'avversario.
In tre mesi di operazioni nell'Italia centrale, dal giugno all'agosto 1944, le Armate alleate erano giunte a contatto con gli elementi avanzati della posizione difensiva predisposta dai tedeschi sull'Appennino tosco-emiliano, vale a dire in prossimità della Linea Gotica.
Il Corpo Italiano di Liberazione era ininterrottamente in linea ormai da quattro mesi e si era portato combattendo da Lanciano a Urbino, dando un valido contributo al buon andamento delle operazioni dell'8ª Armata britannica nella quale operava.
Il deciso comportamento in battaglia di tutti indistintamente gli uomini del C.I.L. aveva anche contribuito a dissipare i residui dubbi e le ultime perplessità degli alti comandi alleati circa la volontà degli italiani di continuare a combattere. Occorre dire però che gli ufficiali e i soldati alleati operanti a contatto diretto con gli italiani, non hanno mai nutrito dubbi e perplessità di sorta poiché i soldati del C.I.L. non si battevano meno valorosamente di loro, anche se l'armamento meno potente e l'equipaggiamento ridotto all'essenziale di cui erano dotati li esponeva maggiormente al rischio e all'imprevisto.
Si deve dunque ritenere che le riserve dei comandi alleati a concedere che l'Esercito Italiano intervenisse con maggiori forze nella lotta al loro fianco, fossero di natura politica e mirassero, in sostanza, a tenere l'Italia in posizione di penitente.
Tuttavia, il 30 agosto 1944 pervenne al Comando del C.I.L. l'ordine di sospendere l'attività operativa e di trasferirsi indietro per predisporsi a dar vita a due delle sei grandi unità italiane che i comandi alleati avevano finalmente deciso di allineare al loro fianco sui fronte di combattimento.

Si concludeva in tal modo l'eroico ciclo operativo del Corpo italiano di Liberazione il cui nome, insieme con quello del I° Raggruppamento Motorizzato, resterà nella storia dell'Esercito come mirabile esempio di fedeltà al giuramento di devozione alla causa della Patria e di tenace obbedienza alle leggi dell'onore militare.

Ricerca iconografica a cura di Mauro Lottici.

Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.

5
4
3
2
1

Articoli associati

MONTE MARRONE E GLI ALPINI DEL BATTAGLIONE "PIEMONTE"

... Sostando davanti al monumento, nel silenzio che è proprio di quel luogo, è persino difficile pensare che sia stato contaminato dalla furia della guerra, ma anche che il monte possa essere stato conquistato in una sola notte, grazie ad una magistrale arrampicata di centinaia di uomini...

15/02/2013 | richieste: 4044 | ALBERTO TURINETTI DI PRIERO
Le battaglie | #marzo 1944, alpini, italia, monte-marrone, unità-reparti

MIGNANO MONTELUNGO 1943, ISTANTANEE NELLA STORIA - GUERRA REALE E GUERRA SIMULATA

La distruzione del paese di Mignano Montelungo e il suo impiego come set per le riprese propagandistiche degli alleati.

26/09/2012 | richieste: 2905 | GIUSEPPE ANGELONE
ESTERNI AL SITO | I luoghi | #dicembre 1943, filmografia, mignano, usa
[PDF]

LETTERA AL PADRE DI UN CADUTO, ALFREDO AGUZZI DEL LI BATTAGLIONE BERSAGLIERI

Alfredo Aguzzi, il primo caduto nella Battaglia di Montelungo.

06/01/2011 | richieste: 3513 | VALENTINO ROSSETTI
Testimonianze | bersaglieri, italia, monte-lungo

LA BATTAGLIA DI MONTE LUNGO VISTA DA UN INGLESE

Un articolo già pubblicato su "Il Secondo Risorgimento d'Italia", rivista mensile dell'Associazione Combattenti Guerra Liberazione.

01/12/2010 | richieste: 3534 | GIANNI MORO
Le battaglie | #dicembre 1943, monte-lungo

LA BATTAGLIA DI MONTELUNGO

Montelungo, nel dicembre del 1943, era un nome sconosciuto. Esso aveva senso soltanto per i "locali" dell'alto bacino del Volturno. Dal punto di vista operativo il significato di questa località non ha aumentato la sua importanza neanche dopo i fatti d'arme del dicembre 1943. I combattimenti che vi si sono infatti svolti, specie se posti accanto a quelli di Cassino, che ben altra importanza assumono nella storiografia militare, hanno uno scarso peso nell'economia della campagna d'Italia.

01/06/2010 | richieste: 4425 | GIUSEPPE CONTI
Le battaglie | #dicembre 1943, italia, monte-lungo

PER CAPIRE IL MONUMENTO AL LI BTG. BERSAGLIERI AUC MONTELUNGO

08/05/2010 | richieste: 3202 | CLAUDIO VIGNA
Cronache | #today, bersaglieri, monte-lungo, monumenti

LA VITA AVVENTUROSA DI GIANNI RAS

L'autore dell'omonimo libro fu al comando 2ª sezione (3° e 4° pezzo), 6ª Batteria, 2° Gruppo dell'11° Artiglieria del 1° Raggruppamento Motorizzato. Riportiamo qui le parti del libro che narrano degli episodi vissuti dall'autore durante il periodo bellico.

10/01/2010 | richieste: 4242 | GIANNI MORO
Testimonianze | italia, veterani-reduci

REGGIMENTO SAN MARCO - BATTAGLIONE BAFILE

Il "Bafile" fu uno dei primi tasselli del rinato Esercito Italiano dopo gli avvenimenti dell'8 settembre 1943. Reggimento “San Marco”, battaglione “Bafile”: 9 aprile 1944, primo impiego il fronte di Cassino.

30/09/2009 | richieste: 3685 | VALENTINO ROSSETTI
Spigolature | #aprile 1944, italia, san-marco, unità-reparti

I CINQUANTA GIORNI DEL REGGIMENTO SAN MARCO SUL FRONTE DI CASSINO

L'8 aprile 1944, Sabato Santo, i marinai del San Marco stavano per arrivare al fronte di Cassino. Venivano da tre giorni in treno, dalla Puglia a Napoli, e avrebbero trascorso questo giorno e il giorno di Pasqua a piedi e in autocarro per raggiungere la prima linea.

06/09/2009 | richieste: 9250 | MAURIZIO BALESTRINO
Ricerche | #aprile 1944, #maggio 1944, diadem-op, italia, san-marco, unità-reparti, valvori

GENIERI PER 6 MESI AL FRONTE DI CASSINO

Trascrizione di una memoria del geniere Giancarlo Poletti, inquadrato nel 108° battaglione Fortificazioni Campali 'B. Grilli', 1ª compagnia, 3° plotone, 6ª squadra.

05/01/2009 | richieste: 4845 | VALENTINO ROSSETTI
Testimonianze | genieri, italia, rsi

DA MIGNANO MONTELUNGO A MONTE MARRONE - LA RINASCITA

Cronaca del convegno tenutosi a Mignano Montelungo il 7 dicembre 2008.

10/12/2008 | richieste: 3800 | GIULIANO CENCI
Cronache | #today, alpini, bersaglieri, manifestazioni, mignano, monte-lungo, monte-marrone

DAL VOLTURNO A CASSINO: I CADUTI DELLA R.S.I., FRA DUBBI E INCERTEZZE

Quanti furono i militari italiani caduti nel corso dei combattimenti tra il Volturno e Cassino, e poi sulla Linea Gustav, dalla parte tedesca? E chi sono stati?

04/12/2008 | richieste: 7047 | ALBERTO TURINETTI DI PRIERO
Ricerche | italia, rsi

DAL DON A MONTELUNGO, IL MAGGIORE RANIERI CAMPELLO

La sua conoscenza dell’inglese si rivelò essenziale ed il generale Vincenzo Dapino se lo tenne stretto come interprete e ufficiale di collegamento con i comandi americani, ma il 14 dicembre una salva di mortai tedeschi si abbatté sulla linea italiana. Rimasero feriti un ufficiale e sei militari di truppa, cita il Diario Storico dell’unità.

L’ufficiale era il maggiore Ranieri di Campello!

27/10/2008 | richieste: 5066 | ALBERTO TURINETTI DI PRIERO
Spigolature | #dicembre 1943, italia, monte-lungo, protagonisti

DIARIO DI GUERRA - SERGENTE A.U.C. FRANCO BUSATTI

Il diario di guerra del sergente A.U.C. Franco Busatti, appartenete alla 2ª compagnia, 108° Battaglione Genio “B. Grilli”, 51° Reggimento Fanteria. Tenuto tra il 6 dicembre 1943 e il 14 giugno 1944.

Questo battaglione era posto alle dipendenze del 791° Battaglione Pionieri tedesco, di stanza nelle immediate retrovie della linea Gustav.

07/09/2004 | richieste: 8079 | VARI
Testimonianze | #dicembre 1943, #gennaio 1944, #febbraio 1944, #marzo 1944, #aprile 1944, #maggio 1944, #giugno 1944, genieri, italia, rsi

DIARIO DI GUERRA - SERGENTE A.U.C. GINO DAMIANI

L'amico Ernesto Damiani ci fa partecipi di un documento veramente importante: il diario di guerra di suo padre, il sergente AUC Gino Damiani, appartenente alla 8ª Compagnia Bersaglieri A.A., 29° Btg. Bersaglieri ciclisti, 4° Regg. Bersaglieri, 1° Raggr. Motorizzato, tenuto nel periodo compreso tra il 31 gennaio 1944 e il 27 luglio 1944.

26/09/2002 | richieste: 6228 | ERNESTO DAMIANI
Testimonianze | #gennaio 1944, #febbraio 1944, #marzo 1944, #aprile 1944, #maggio 1944, #giugno 1944, #post giugno 1944, bersaglieri, italia

ÿ ?