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Schede biografiche

Le schede biografiche di alcuni dei principali protagonisti delle battaglie per Cassino e più in generale della campagna d'Italia.
The biographies of some of the main protagonists of the battles for Cassino and in general of the Italian campaign.



Un omaggio per ricordare le persone che ci hanno raccontato le loro esperienze e della cui compagnia abbiamo goduto.

IN MEMORIA

Un omaggio per ricordare le persone che ci hanno raccontato le loro esperienze e della cui compagnia abbiamo goduto.

Bill Hawkins, Hermann Rapp, Carlo de Carlo, Vittorio Bonamore, Tony Kingsmill, Edward Hill Thomas, Douglas Earle Lyne, Michael Gibson Horrocks, Gianni Recchi, Leone Orioli, Amedeo Della Rosa, Rudolf Valentin, Ferdinand Foltin.

Bill Hawkins

Aprile 2012

Bill Hawkins era uno dei simboli dei Veterani di Cassino e in particolare del I Battaglione 4° Reggimento "Essex" con il quale partecipò agli attacchi al "Castello" e alla "Collina del Boia" nel marzo 1944.

Hermann Rapp

Novembre 2011

Estate 2011.
E' mancato Hermann Rapp, uno dei più conosciuti veterani di Cassino. Fu inquadrato nel Hoch-Gebirgsjäger-Bataillon 4; sul fronte di Cassino combattè a Colle S.Angelo, quota 575 ed infine a Pizzo Corno.
Chi ha partecipato negli anni alla manifestazione che ogni anno, al 19 maggio, si tiene su Colle Abate nel comune di Terelle, lo ricorderà benissimo; dignitoso e composto con il suo cappello da alpino e la giacca austriaca. Sempre cordiale e cortese con chi gli si avvicinasse, sempre pronto nel rispondere alle domande che immancabilmente gli venivano poste.
Portava sul cappello e sulla giacca i simboli degli altri corpi alpini; oltre all’Edelweiss tedesco, la piuma degli alpini italiani, il distintivo della 10ª divisione da montagna americana.
La fotografia lo ritrae proprio a Colle Abate durante la partecipazione alla cerimonia: assorto nel ricordo dei compagni caduti e dei terribili eventi che visse, con il sole che tramontando gli illumina il viso.
Partecipava anche alle commemorazioni negli altri cimiteri di guerra a Cassino, per rendere omaggio ai nemici di un tempo.
Caro Hermann il prossimo 19 maggio ti cercherò con lo sguardo a Colle Abate e sono sicuro che ancora riuscirò a vederti.

Roberto Molle

Carlo de Carlo

Marzo 2011

Siamo arrivati al momento del commiato, caro Dottore, ed è inutile prenderla con toni che a Lei in primis non piacerebbero, Lei che tanto spesso ci scherzava su e la metteva a ridere, come Suo costume. Ci salutiamo con la tristezza da parte mia di non averLa più come punto di riferimento e sicura fonte di giudizi assennati, analisi approfondite di fatti e misfatti, osservatore acuto e sagace di eventi vicini e lontani. Cerco di ricordare una qualche occasione in cui l’ho trovata dubbiosa o incerta nell’esprimere un giudizio o nel raccontare un evento, ed in quasi vent’anni me ne vengono in mente assai poche!
La sua innata curiosità accoppiata ad una ferrea disciplina lavorativa Le aveva permesso di creare un archivio di conoscenze a tutto tondo che spesso lasciava sbigottiti, tanto la cosa è inusuale o meglio incredibile. Ci voleva un po’ di tempo per realizzare quale tipo d’uomo Lei fosse. Quando io l’ho fatto, mi sono sfacciatamente incollato a Lei nell’ egoistica speranza di imparare qualcosa e fare del mio cervello uno strumento pensante, ma con quali risultati pudicamente mi astengo dal dire.
Le devo molto, mi aggiungo in coda alla folta schiera che può dire altrettanto.
Chiedeva tanto, a chi La frequentava, ma era anche pronto a dare tutto Se stesso quando occorreva, ed anche quando non occorreva. Perché era un uomo generoso, severo ma generoso.
La saluto però anche con la consapevolezza di aver perso un affetto grande, che non esito a definire paterno. Quante volte ha sostituito quel commilitone, conosciuto in gioventù indossando gli alamari cremisi e con cui ha condiviso un pezzo della peggior storia d’Italia vivendo vicende terribili e gloriose, venuto a mancare qualche anno fa. Io ho sentito quel calore, Dottore.
Quanto Le deve l’Associazione Reduci del LI° Btg. AUC “Montelungo 1943”? Tantissimo. Negli ultimi anni, da quando Si è impegnato in prima persona, è stato promotore di innumerevoli iniziative volte a preservare il ricordo, ad approfondire i fatti, a bastonare chi negava o solo obliava gli avvenimenti del Secondo Risorgimento. Le Sue lettere dai toni più variegati sono arrivate sui tavoli di politici e giornalisti di primo piano, con il Presidente della Repubblica è riuscito persino a farsi riconoscere in mezza alla folla, senza averlo mai incontrato prima di persona, in virtù della corrispondenza scambiata. Lei era capace di questo.
Con la lucidità che l’ha sempre contraddistinta, aveva da alcuni mesi propugnato un ricambio ai vertici dell’Associazione, un trapasso dolce delle cariche verso alcuni esponenti della generazione successiva, forze fresche. Uno degli ultimi lavori che ha preparato fin nei minimi particolari è stato proprio questo, lasciando tutte le carte ordinate, rigorosamente catalogate, amorevolmente pronte a cambiar mano. L’ultimo regalo di un Uomo eccezionale.
E quale miglior chiusura ci può essere se non il grido con cui il Suo grande amico, il Gen. Federico Marzollo, ha terminato nella chiesa gremita di gente un ricordo personale di quasi 70 anni di amicizia?

"ONORE A TE, CARLO!!!"

Paolo Farinosi – L’Aquila

Vittorio Bonamore

Dicembre 2010

Nato a Bergamo l’1/6/1923, Vittorio Bonamore era nel 1943 un giovane ufficiale imbarcato su un cacciatorpediniere della Regia Marina, preda bellica francese. Dopo l’8 settembre egli come molti altri si offrì volontario per riprendere le armi nel ricostituito Reggimento San Marco, rispondendo alla chiamata del Re e della Patria in cui fermamente credeva. Fu incorporato nel primo battaglione pronto per il fronte, il battaglione “Bafile”, e con esso giunse a Valvori il 9 aprile 1944. Rimase sul fronte di Cassino, nell’alta valle del Rapido, per cinquanta giorni alternandosi fra Valvori, la valle dell’Ancina ed il Mulino del Vado. Venne ferito da un colpo di mortaio e all’ospedale inglese gli venne estratta una scheggia da una coscia, con tecniche radioscopiche per quei tempi molto avanzate. Nella valle del Rapido (o meglio “a Cassino” come i reduci del Reggimento erano abituati a dire) ebbe il comando di un plotone e visse momenti di grande tensione che ricordò poi per tutta la vita. Dopo lo sfondamento della linea Gustav risalì la penisola assieme al suo Reggimento riuscendo infine, a guerra ormai finita, a tornare in Alto Adige dove prima della guerra risiedeva con la famiglia e dove, per una fortunata coincidenza, il San Marco si stabilì per diversi mesi con compiti di sorveglianza e di mantenimento dell’ordine pubblico. Fra i suoi ricordi di quel breve periodo post-bellico narrava di come avesse introdotto all’alpinismo il coraggioso comandante del Bafile, il Capitano di Corvetta Eugenio Manca di Villahermosa, di cui ebbe sempre un ricordo molto positivo. Ritornato alla vita civile fu dirigente della RAI e coltivò la passione per il mare e per l’archeologia. Ho avuto la fortuna di conoscerlo nel 2009 grazie al sito “Dal Volturno a Cassino” dove egli, con l’aiuto della figlia Silvia, aveva scoperto notizie di mio padre, Armando Balestrino, che aveva conosciuto a Cassino e che ricordava distintamente. Mi ha concesso l’onore ed il piacere di accompagnarmi a Valvori, a Vallerotonda e all’Ancina e di narrarmi, di persona e nel corso di lunghe telefonate, diverse vicende che lo videro protagonista col San Marco fra quelle montagne. Mi aveva generosamente proposto di ripercorrere con me anche il resto dell’itinerario del San Marco lungo la Penisola, ma sul finire del 2009, appena tre mesi dopo il nostro ultimo incontro, cadde ammalato improvvisamente e gravemente, e nella notte fra il 15 e il 16 dicembre 2010 ci ha lasciato. Lo ricordo come una persona franca, generosa, tenace, dall’intelligenza brillante e dalla memoria vivissima. Ora si è ricongiunto con il suo amico fraterno Augusto Cesare Albanesi, di cui trasportò il corpo senza vita dalla postazione montuosa dove era caduto fino al Comando a Valvori, con il Capitano Manca e con gli altri suoi compagni di allora. Ci ha lasciato i suoi ricordi, che mi riprometto di condividere al più presto con gli amici di questo sito, e la responsabilità di non dimenticarli.

Maurizio Balestrino

Tony Kingsmill

Maggio 2010

KINGSMILL, H.A.G. (Tony) P.Eng, MC January 22, 1920 - May 19, 2010
After a wonderful 90 years of truly great living, we're sad to announce that Hugh Anthony Gault (Tony) Kingsmill passed away peacefully on May 19th, surrounded by his loving family. Tony was born in Toronto, one of four brothers, who have predeceased him. He attended Upper Canada College, and then graduated from U of T in Chemical Engineering in 1941. After a short stint with Alcan in Arvida, Quebec, where he met the love of his life Tee, he went overseas in 1942 with the Royal Canadian Electrical and Mechanical Engineers, attached to the 14th Canadian Armoured Regiment (Calgary Tank Regiment). He landed in Sicily and fought through Italy and Holland. He was decorated with the Military Cross for his ingenuity in designing a bridge system (the Kingsmill Bridge) near Cassino, Italy. After returning from the war, Tony married Tee, and they settled in Montreal. Tony rejoined Alcan and spent 27 dedicated years working in many interesting positions. In 1967, work moved his family to the west coast. Tony fell in love with the ocean and mountains. For a keen sailor, skier and fisherman, BC was a perfect fit and he never looked back. Tony spent many happy years skiing in Whistler and cruising the coast with family and friends. He will be greatly missed by Tee, his beloved wife of 65 years, his two children, Judy and Michael, grandchildren Caroline, Katie, Peter and great-granddaughter, Charlotte and all of his extended family and close friends. We have all been blessed to have known Tony and our lives have been so enriched by knowing this kind and gentle man.
Here's to our hero Tony!

Join us for a Celebration of Tony's life at the Royal Vancouver Yacht Club, 3811 Point Grey Road, Friday, May 28th at 4pm.
In lieu of flowers, please consider a donation to the Red Cross or a charity of your choice.
Published in the Vancouver Sun and/or The Province from 5/22/2010 - 5/25/2010              

Edward Hill Thomas

Maggio 2010

Il Generale Edward Hill Thomas non è più con noi. Il Presidente Onorario della Associazione onlus Battaglia di Cassino ci ha lasciati. Il 3 dicembre 2003, in Mignano Montelungo, lo avevamo insignito della carica, con la seguente motivazione “Ufficiale della First Special Service Force, combattente su Monte La Difensa, dove venne ferito il 4 dicembre 1943, combattente della testa di ponte di Anzio, dal gennaio al maggio 1944, liberatore di Artena e ancora tra i primi ad entrare in Roma alla testa della sua unità, il 4 giugno 1944, il I Battaglione, Secondo Reggimento, FSSF”.
In tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, rimane vivo il ricordo di una persona schietta, di animo nobile e diretto; con modi gentili ed affabili; una assoluta disponibilità ad ascoltare ed a raccontare ciò che avvenne durante gli eventi bellici. Indimenticabile il pomeriggio passato ad Artena a mangiare ciliegie, ricordando i duri combattimenti per la liberazione della città. Era certamente tra i veterani americani più conosciuti ed intervistati. Testimone diretto dei duri combattimenti sostenuti dalla First Special Service Force durante la campagna d’Italia: la conquista di Monte La Difensa, la testa di ponte di Anzio, infine la conquista di Roma. L’ultimo viaggio in Italia avvenne nel 2004, dove lo incontrammo il 29 maggio al Memorial Day di Anzio. Ciao Generale, mancherai molto a tutti noi. Parafrasando il messaggio che gli uomini della FSSF lasciavano al nemico dopo un attacco.... il meglio deve ancora venire.

Roberto Molle

General Edward Hill Thomas is no longer with us. The Honorary President of the Cassino Battle Association has left us. On December 3rd 2003, in Mignano Montelungo, we awarded him the appointment with the following motivation: "An Officer of the First Special Service Force, a combatant on Mount La Difensa, where he was wounded on December 4th 1943, a combatant on the Anzio Beachhead, from January to May 1944, liberator of Artena and among the first to enter Rome at the head of his unit, 1st Batalion, 2nd Regimenti, FSSF, on June 4th 1944".
In all those who had the fortune to know him remains the memory of a frank person, nobel and straight at heart; friendly and polite in his manners, he was endowed with an absolute disposition to listening to others and to recounting what he witnessed during the war. The afternoon spent eating cherries in Artena and remembering the hard fighting to liberate the town will remain unforgettable. He was certainly among the most popular and most interviewed American veterans. He was a protagonist of the tough combat experienced by the First Special Service Force in the Italian campaign: first the taking of Mount La Difensa, then the Anzio Beachhead, finally the conquest of Rome. His last trip to Italy was in 2004, when we met him on May 29th at the Memorial Day Ceremony in Nettuno. Farewell General, we will all miss you very much. Paraphrasing the leaflet the men of the FSSF used to leave on the enemy after an attack....the best is yet to come.

Douglas Earle Lyne

Gennaio 2010

Douglas Earle Lyne, Gunner, Royal Artillery, from Alamein, through Cassino to the liberation of Rome.

It was a privilege to know and work with Douglas in recent years. His generosity of spirit and warm hospitality will remain with me and all those who knew him.
His passion for his work, together with his awareness of his own human frailties, saw him grooming the "next generation" to carry on his work of reconciliation and remembrance. He has passed on to us not only his goals, but also the challenge of working with as much dignity, understanding and vast knowledge of the human condition as he commanded. His attention to detail, wide net-working and determined belief that we will find the path to peace leaves us with a model to follow.
Author Albert Pine put it so well: What we do for ourselves dies with us. What we do for others and the world remains and is immortal.
Douglas, your work will continue; you have passed the torch that you carried into many far-reaching hands.

Kay de Lautour Scott

Pensando a Douglas Lyne mi tornano alla mente tre episodi: una passeggiata che facemmo nel 2005 in "jeep" sul Monte Cerasuolo e sul Monte Ornito, luoghi che lo videro combattere nei primi mesi del 1944; la cerimonia al cimitero del Commonwealth nel maggio 2004, durante al quale portò una corona di fiori, in nome dell’Associazione Veterani d’Europa che presiedeva, sulla tomba di William Doyle (vedi articolo n.d.r.). Infine ricordo due anni fa, al Cimitero del Commonwealth di Cassino, camminava silenzioso in mezzo alle tombe, con lo sguardo nascosto dagli occhiali da sole; ad un tratto si fermò e mi chiamò vicino a sé. Con un filo di voce mi disse: "lo sai Roberto cos’è che mi rattrista di più in questo momento? Pensare a quanti di questi giovani sono morti senza aver mai conosciuto l’amore".
Davvero un pensiero ed un sentimento di una grande persona come era Douglas Lyne.

Roberto Molle

Michael Gibson Horrocks

Ottobre 2009

Michael Gibson Horrocks non è più con noi. Pochi giorni fa è tornato al cielo dai suoi commilitoni. Il Maggiore, the Major, come tutti lo chiamavano.
Certamente uno dei veterani più conosciuti ed intervistati della Battaglia di Cassino; uno dei maggiori animatori di manifestazioni, cerimonie ed eventi. Presidente per molti anni dell’Associazione dei Royal Fusiliers, ogni anno organizzava la manifestazione a Sant’Angelo in Theodice dedicata alle battaglie del Fiume Gari.

Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di sentire le sue parole, aveva un accento ed una pronuncia profondamente “british”, ne ricorda la pacatezza, la serenità d’animo, la grande disponibilità. Modi garbati e gentili, che manifestavano una grande forza interiore. Non ha mai rifiutato una domanda, una stretta di mano; anche e soprattutto a coloro che erano stati i nemici di allora.
Il Maggiore, durante la Battaglia di Cassino, aveva attraversato nel maggio 1944 il fiume Gari sul famoso Amazon Bridge, venendo anche ferito seriamente. Negli anni del dopoguerra è diventato artefice di tante manifestazioni in ricordo dei caduti, collaborando attivamente alla riconciliazione con i vecchi nemici. Mi piace ricordare, ad esempio, l’incontro con Joseph Klein, Presidente dell’Associazione Paracadutisti tedeschi di Montecassino, tre anni fa (nella foto).

Per far capire i suoi modi, ricordo che lo scorso maggio, al Cimitero del Commonwelth, lo andai a salutare, era seduto insieme ad altri Veterani dei Royal Fusiliers; ebbene nello stringermi la mano si scusò per non essersi alzato in piedi.
Lo ricorderemo sempre così, con il suo blazer blu, il basco dei R.F. dal pennacchio bianco e rosso, mentre getta la corona di fiori ed i papaveri nel Fiume Gari. Ora sarà con i suoi commilitoni, davanti un bicchiere di buon brandy. Addio Maggiore, anzi arrivederci.

Roberto Molle

Gianni Recchi

Settembre 2009

Caro Gianni, ti salutano e ti ringraziano i tuoi compagni del LI° battaglione bersaglieri AUC Montelungo 1943.
Abbiamo speso insieme i nostri vent’anni per ideali che chiamavano lealtà, impegno, onore, sofferenza, senso del dovere e della giustizia e che oggi chiamano Italia.

Amedeo Della Rosa

Settembre 2009

Ci ha lasciato uno dei combattenti di Monte Lungo: Amedeo Della Rosa. Lo conobbi circa cinque anni fa grazie ad un amico che mi informò che a Cassino viveva un veterano del "67° Fanteria Legnano" che aveva partecipato sia alla battaglia dell’8 dicembre 1943 sia a quella del 16 dicembre 1943; poco dopo riuscii a rintracciarlo. Incontratolo, immediatamente mi colpì la sua disponibilità e cordialità.
Ogni anno si recava per la cerimonia al Sacrario di Monte Lungo, fino a quando però le sue condizioni di salute non peggiorarono notevolmente. Non potendo più partecipare di persona alle commemorazioni, inviava sempre comunque due mazzi di fiori per i suoi attendenti che caddero in combattimento.
Convinto sostenitore della Monarchia, negli anni successivi alla guerra rimase in costante contatto con il Re Umberto in esilio. Della Rosa era ufficiale di lungo corso ed alla fine della guerra gli si prospettava certamente una brillante carriera militare ma, dopo il referendum che sancì la svolta repubblicana, si rifiutò di giurare sulla costituzione ed uscì dall’esercito. Gli chiesi il perché di quel gesto, serenamente mi rispose: "un soldato giura fedeltà una volta sola".

Roberto Molle

Leone Orioli

Ottobre 2008

Il grande Leone Orioli ci ha lasciato ed ha raggiunto i suoi cari.
E' rientrato nei ranghi del grosso del LI° Btg. Bersaglieri e sicuramente ora, finalmente sollevato dalle pene della vita, con la solita serenità, simpatia e rettitudine morale, si sta stringendo in un abbraccio con il cap. Castelli, il ten. Moiso e gli altri.

Rudolf Valentin

Settembre 2008

Rudi, così lo chiamavano gli amici, è mancato nel settembre 2008. Fu uno dei paracadutisti tedeschi, veterano della battaglia di Cassino, tra i più conosciuti ed intervistati. Su questo sito è pubblicato un suo articolo sui sanguinosi combattimenti a cui partecipò nel marzo 1944 su "Rocca Janula".
Ricordo uno dei momenti più belli trascorso con lui: fu durante le manifestazioni del 60° anniversario della battaglia di Cassino, quando incontrò il nemico di allora Bill Hawkins, un veterano inglese del Reggimento "Essex".
Rudi era un vero "Signore", nei modi, nelle parole, nel raccontare gli episodi di guerra più intimi e sconosciuti. Chi ha avuto la fortuna di incontrarlo ne ha tratto grandi insegnamenti di vita.
A maggio 2004 arrivarono degli amici dalla Nuova Zelanda e un giorno, accompagnato da Rudi, decisi di andare a salutarli. Quando Peter Scott sentì il nome di Rudi esclamò "ma ho letto un libro di un medico neozelandese che parla di un tale Rudolf Valentin"; lui rispose serafico "sono proprio io!".
Un pomeriggio di maggio 2006 eravamo a casa mia e assieme passavamo in rassegna i vari reperti della mia modesta collezione e per ogni oggetto Lui ricordava una sua esperienza di guerra correlata: guardando il "kukri" (pugnale nepalese n.d.r.) disse di averne trovato uno sulla "Collina del Boia" e di esserselo messo alla cintura ma poco dopo dovette buttarlo perché lo impacciava nei movimenti; una canna da mortaio da 80 mm gli ricordò delle esercitazioni di lancio durante le quali i militari si dovevano caricare con i vari pezzi del mortaio. Ad un certo punto afferrò una baionetta tedesca; mostrò il gesto repentino e fulmineo con il quale erano stati addestrati ad usarla nel combattimento corpo a corpo: fu un gesto così "automatico e condizionato" che in un attimo rividi il soldato determinato di 60 anni prima e per un momento "mi si gelò il sangue".
Amava stare in compagnia e soprattutto amava le cose semplici; accettava ben volentieri gli inviti a tavola soprattutto se in "famiglia". Conservo gelosamente le sue lettere che mi ha scritto per ringraziarmi dell’ospitalità ricevuta.
Sono io…siamo noi, caro Rudi, che dobbiamo ringraziarti per il tempo che hai voluto spendere con noi.

Roberto Molle

Ferdinand Foltin

Maggio 2007

Il Generalmajor Ferdinand Foltin è deceduto lo scorso 18 maggio 2007. Era nato a Vienna il 30 novembre del 1916.

Per gli appassionati delle battaglie di Cassino questo nome è certamente molto conosciuto.
Il capitano Foltin era il comandante dei circa 300 uomini appartenenti al II battaglione, 3° reggimento Fallshirmjäger posto a difesa della città di Cassino nel giorno in cui la città fu bombardata: il 15 marzo del 1944.

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Le battaglie per Cassino
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