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Livio Cavallaro approfondisce le fase del contrattacco tedesco al castello di Rocca Janula, il 19 marzo 1944. CONTRATTACCO AL CASTELLO DI ROCCA JANULA E’ il 18 marzo 1944. La terza battaglia di Cassino è iniziata da tre giorni con il terribile
bombardamento della città stessa. Sebbene le truppe neozelandesi ed indiane partite all’attacco abbiano incontrato
un’inaspettata quanto determinata resistenza da parte dei paracadutisti tedeschi, alcuni punti chiave del campo di
battaglia sono stati raggiunti ed conquistati, tra cui il castello di Rocca Janula, la quota 202 e l’importante
quota 435 (Hangman’s Hill). nota: 1/4 Essex sta per 1° battaglione del 4° reggimento Essex, come 4/6 Rajputana sta per 4° battaglione del 6° reggimento Rajputana, etc Per i tedeschi, invece, I./FJR 4 sta per 1° battaglione del 4° reggimento paracadutisti.
Situazione: 18 marzo 1944 -
19 marzo 1944. Il cambio durò molto più del previsto e le compagnie B e D dell’Essex lasciarono il castello per
avviarsi su quota 435 soltanto alle 05.30 del 19 marzo. Quel ritardo fu fatale sia per il battaglione Essex che
per l’esito dell’intera battaglia. Dentro le mura del castello e sul pendio est della rocca, la guarnigione era composta dalle compagnie A e C dell’Essex (meno il 14° plotone annientato a quota 165) che non avevano avuto il tempo di partire per la Hangman’s Hill, la compagnia di formazione del 4/6 Rajputana (meno il plotone annientato a quota 165), due plotoni della compagnia del 1/6 Rajputana (giunti al castello proprio mentre iniziava il contrattacco tedesco), il maggiore Oswald ed il suo gruppo di osservazione del 1° reggimento artiglieria britannico ed alcuni genieri. Erano in totale circa 150 uomini, comandati dal maggiore Frank. J. Kettley, il comandante della compagnia A dell’Essex. WEBMASTER - Le direttrici di attacco dei paracadutisti: Inglesi ed indiani si disposero in formazione di difesa, ma sporgersi per sparare era un rischio
mortale. Da un varco nel muro il caporale Eddie Parker sparava continue raffiche con la sua mitragliatrice Bren.
In breve fu individuato da un cecchino tedesco che lo colpì uccidendolo. In quella situazione il fuoco difensivo
di un Bren era di importanza vitale, il soldato Huggett corse subito a spostare il corpo del compagno caduto,
ma non sparò neanche un colpo perché anche lui fu colpito tra gli occhi dallo stesso cecchino. Un terzo uomo, il
soldato Ken Smith, fece funzionare ancora una volta la mitragliatrice dopo un momento di pausa e a sua volta colpì
il cecchino tedesco. Nel frattempo il comandante del 1/4 Essex, il tenente colonnello Arthur Noble, aveva comunicato alle compagnie B e D, già in marcia verso la Hangman’s Hill, di ingaggiare i paracadutisti tedeschi sul loro fianco destro, ma il comandante della brigata indiana, il brigadiere Bateman, annullò quell’ordine e stabilì che le due compagnie dovessero continuare la loro salita. Alla fine, soltanto settanta uomini di cui trenta feriti raggiunsero i Gurkha sulla Hangman’s Hill e l’attacco all’abbazia fu prima rinviato, poi annullato. E in quello stesso pomeriggio si sarebbe effettuato il disastroso attacco dei carri armati verso Masseria Albaneta, privo della coordinazione con la fanteria. Con grande tenacia e spirito di sacrificio, i paracadutisti del I./4° reggimento effettuarono un terzo assalto al castello alle 08.38, preceduti da una cortina fumogena che avvolse le tutta la rocca ed accompagnati dal un tiro di mitragliatrici particolarmente intenso. Questa volta però, sia l'artiglieria indiana che i mortai da 76 mm e le mitragliatici Vickers della compagnia di supporto dell'Essex (la S) sulla vicina quota 175 poterono intervenire, anche perché era ormai chiaro che al tornante di quota 165 non potevano esserci truppe amiche superstiti. Quell’assalto fu respinto con relativa facilità, ma al maggiore Beckett, ferito per la seconda volta, restava una guarnigione alquanto ridotta: soltanto tre ufficiali e sessanta soldati erano ancora in grado di combattere alla fine del terzo assalto tedesco. Intorno alle 09.00 il castello fu minacciato da un’altra direzione. Una formazione valutata dagli inglesi in circa quaranta uomini, partì dalle case di Cassino alla base sud di Rocca Janula per attaccare il castello. Anche quel gruppo d’assalto (probabilmente del 1° FJR) si avvicinarono al punto di poter lanciare bombe a mano entro le mura. Gli uomini di Beckett reagirono con il tiro delle armi portatili e, mezz'ora dopo l'inizio dell'attacco, alcuni carri Sherman neozelandesi intervennero dal centro città facendo fuoco con il cannone di bordo. Anche quell’assalto fu respinto. Verso le 09.30, il I./4° attaccò il castello da quota 165 per l’ultima volta. La loro tenacia li portò nuovamente sotto le mura perimetrali, mentre i carri neozelandesi intervenivano colpendo l’area della Casa Gialla. Una squadra di otto guastatori della 3a compagnia, I battaglione genio paracadutisti, riuscì a minare il muro nord, l’esplosione aprì una larga breccia che seppellì venti uomini della compagnia A dell’Essex. Attraverso il varco entrarono altri paracadutisti, ma furono accolti da un uragano di fuoco da parte dei difensori, tra cui il maggiore Beckett che fu ferito per la terza volta. Altri genieri tedeschi di quella stessa compagnia avevano portato avanti alcuni lanciafiamme, ma al momento dell’utilizzo i congegni risultarono difettosi e quelle terribili armi furono gettate via. Intorno alle 15.40 si stabilì una tregua per il recupero dei feriti intorno al castello. La pausa durò un’ora e mezzo, i portaferiti inglesi e tedeschi lavorarono alacremente per salvare i feriti sparsi sul terreno, non un colpo venne sparato, le due parti si aiutarono cavallerescamente nella pietosa opera. All'interno delle mura, anche cinque paracadutisti, presi prigionieri dopo il primo assalto, collaborarono in modo esemplare al soccorso dei feriti. Uno di quei paracadutisti buttò a terra un ufficiale inglese, che era sotto il tiro di un cecchino tedesco, salvandolo. Un sergente maggiore paracadutista anch’egli prigioniero, non si offrì volontario per la raccolta dei feriti, ma complimentandosi formalmente per come era stata organizzata la difesa, regalò i suoi guanti da paracadutista al maggiore Beckett in segno di compiacimento.
Documenti ufficiali dal Public Record Office, Londra:
Sito Internet www.fallschirmartz.com Dati articolo
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