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La battaglia per lo sfondamento della linea Senger-Riegel fa da sfondo alla ricerca condotta da Roberto Molle per individuare i luoghi in cui potrebbe ancora giacere il corpo di un maresciallo carrista tedesco.


AQUINO - "LE VALLI" - 23 MAGGIO 1944
il giorno più lungo della Linea Senger

Sulle tracce del maresciallo aspirante ufficiale Rudolph Haase, mi sono imbattuto nella battaglia per lo sfondamento della Linea Senger – Riegel in Aquino, località "le Valli", fine maggio 1944.

Da amici ero venuto a conoscenza che una famiglia tedesca sarebbe venuta in Italia nel mese di maggio 2001 per cercare il luogo dove era caduto il loro caro, appunto il maresciallo Rudolph Haase. Interessato da tale circostanza, acquisivo le informazioni che erano arrivate dalla Germania e con l’aiuto di Daniele Di Ruzza di Aquino, per ritrovare i luoghi, e di Walter Iannetta, per la traduzione dal tedesco, mi sono messo alla ricerca dei posti e di testimonianze. Dopo lo sfondamento della linea Gustav, avvenuto in più punti tra Esperia, Pignataro, S.Giorgio a Liri e Cassino, gli Alleati si riversarono nella Valle del Liri; dopo tanti mesi potevano manovrare liberamente e usare la loro schiacciante superiorità in fatto di mezzi corazzati e di truppe.

Dietro alla linea Gustav, il maresciallo Kesselring, comandante del Gruppo di armate "C" in Italia, aveva da tempo progettato e realizzato una linea di difesa arretrata di circa 5/8 chilometri; tale linea correva da Monte Cairo attraverso Piedimonte S. Germano, Aquino, Pontecorvo e Pico sino al mare. Dapprima venne chiamata "Hitler" ma poi, con i rovesci della guerra, per una questione di opportunità "psicologica", venne tramutata in "Senger – Riegel", dal nome del generale Fridolin Von Senger und Etterlin, comandante del XIV Corpo Corazzato (generale di stanza prima a Roccasecca e poi a Castelmassimo di Veroli). Alla realizzazione di tale linea difensiva contribuì molto l’organizzazione Todt, che faceva ampio ricorso ai civili italiani ed anche slovacchi, i quali venivano rastrellati e obbligati a scavare le trincee e costruire le opere di fortificazione.

Il simbolo più noto di tale linea difensiva è sicuramente la torretta fissa del Panther, chiamata dai tedeschi "Panzerturme"; si trattava di una base di cemento sotterrata composta di due camere, una era per i serventi e l’altra veniva usata come riservetta per le munizioni, sopra alle quali era posizionata la torretta di un Panther V brandeggiabile.

Queste torrette provenivano dal fronte russo ed appartenevano alla prima serie di Panther V che era caratterizzato da una elevata fragilità meccanica; molti di questi carri infatti rimasero vittima di rotture ancora prima di incontrare il nemico. Le torrette resesi così disponibili furono inviate sul fronte italiano e impiegate per costituire tale linea difensiva.

Ancora oggi ve ne sono in quantità, ed è facile trovare nelle campagne tra Aquino e Pontecorvo queste casematte di cemento armato interrate, naturalmente prive della torretta.

Tra Aquino e Pontecorvo i tedeschi avevano posizionato delle truppe scelte: Gruppo Heilmann composto da due battaglioni del III reggimento paracadutisti e il IV reggimento paracadutisti, tutti appartenenti alla 1ª Divisione di Heidrich; Gruppo Fabian, composto dal 2° e 3° battaglione del 361° Reggimento Panzer Grenadier; Gruppo Bode, composto dal 1° e 2° battaglione del 576° Reggimento Granatieri e 44° battaglione Ersatz.

Avrebbero venduta molto cara la pelle.

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