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Il documentario, del 1943, è relativo alla battaglia di S.Pietro Infine avvenuta nel più ampio scenario della battaglia di Montelungo. Il filmato, girato dal grande regista americano John Huston, viene analizzato in queste pagine tratte da un lavoro di Marco Pellegrinelli. John Huston - SAN PIETRO, il documentario Premessa L'autore di questo lavoro si è recentemente laureato in STORIA DELLA CULTURA NORD-AMERICANA. Ti mando la parte della tesi relativa al documentario, sottolineando come questo rappresenti forse l'unico cortometraggio che testimonia realisticamente, attraverso riprese girate direttamente sul campo di battaglia, le difficoltà incontrate da alcuni reparti di fanteria alleata durante la guerra in Italia. La battaglia documentata dal grande regista americano John Huston è quella per la conquista della valle del Liri: viene ripreso, nello specifico, lo sforzo compiuto da una divisione americana per assicurarsi l'ultimo sistema montuoso prima di Cassino. Il paese conteso è San Pietro Infine, un piccolo villaggio dell'entroterra campano che ho avuto il piacere di visitare nel maggio di quest'anno. Ti consiglio di andarci anche perchè rappresenta l'unico paese al mondo non ricostruito dopo la guerra ma lasciato distrutto a memoria della tragedia del conflitto mondiale che, proprio in quei posti (Monte Lungo, Sammucro, la cosidetta "Stretta di Mignano") vide alcuni dei suoi più sanguinosi scontri. Le immagini impiegate per illustrare queste pagine sono in larga parte tratte dal documentario stesso. John Huston: il regista
San Pietro: il prologo Quando l'America entra in guerra, John Huston era (come abbiamo visto) tra i più giovani, promettenti registi statunitensi dell';epoca. Come Capra, anche Huston fu sollecitato dal governo americano per sostenere lo sforzo bellico e questi contraccambiò arruolandosi per documentare i vari aspetti della guerra. Fu così che nell'autunno del 1942, "aggregato a un reparto del Signal Corps, il tenente John Huston viene inviato a una base dell'aviazione nelle isole Aleutine, nel mare di Bering tra l'Alaska e la penisola del Kamciatka, per realizzare Report from Aleutians" (Morandini 34), documentario nel quale si descriveva "la vita e il lavoro delle truppe americane sull'isola con la costruzione delle piste d'atterraggio; la partenza e l'arrivo degli aerei sulle piste acquitrinose; e la cronaca del raid di nove bombardieri sull'isola di Kiska, occupata dai giapponesi" (34). Dopo questo documentario, Huston viene promosso a capitano e inviato in Inghilterra dove, agli ordini del tenente colonnello Frank Capra, ha l'incarico di "preparare con gli inglesi un film sullo sbarco alleato nel Nord Africa" (Morandini 35), dal momento che il materiale originario era andato perduto insieme a un mezzo da sbarco al largo della costa africana. Non fu un compito esaltante, come dichiarato dallo stesso Huston nella sua autobiografia: "come colonnello, Frank fu incaricato del progetto; io dovevo essere il suo aiuto. Andammo in una base d'addestramento dell'esercito nel deserto del Mojave (California), il cui paesaggio richiamava la Tunisia: Facemmo muovere le truppe su e giù per le colline sotto finti concentramenti di artiglieria: era un falso della peggiore specie" (Huston 129). Fu a questo punto (autunno del 1943) che Huston ricevette l'ordine di spostarsi in Italia, inizialmente "per documentare il trionfale ingresso delle forze americane a Roma" (Huston 135). La campagna d'Italia sembrava, infatti, dallo sbarco in Sicilia (10 Luglio dello stesso anno), passando per lo sbarco di Salerno e la presa di Napoli (1 Ottobre 1943), procedere speditamente. Tuttavia "dopo Caserta iniziò il maltempo, i tedeschi puntarono i piedi e gli attacchi alleati furono un disastro"(135); Huston fu allora incaricato di "fare un film che spiegasse perché fosse così dura la guerra nello Stivale, così difficile da percorrere la strada che doveva portare a Roma le truppe alleate" (Morandini 35). Come afferma lo stesso regista, "dovevamo dirigerci al fronte per fare un film che spiegasse al pubblico americano perché le forze statunitensi non avanzassero più" (Huston 137). Secondo il professor Lance Bertleson che insegna all'università del Texas a Austin, Huston ha realizzato "una delle più strazianti visioni di guerra di fanteria che sia mai stata filmata": Huston and his crew produced one of the most harrowing visions
of modern infantry warfare ever filmed: a documentary that conveys the raw
repetitive grind of battle and the grim vulnerability of the men who fought it
with a respect and bitterness unprecedent in the history of film. Dati articolo
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