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Cassino, Montecassino, l’Abbazia, la Linea Gustav: nomi che tennero banco su tutti i giornali del mondo per mesi e mesi nel corso di quel 1944 con le notizie su una battaglia che sembrava non avere mai fine.
Ma la città di Cassino, o meglio le rovine di quello che una volta era stata la città di Cassino, come venne in possesso delle truppe alleate? Quando ebbe termine l’assedio della roccaforte tedesca, alle pendici di quel monte tanto famoso?

La fine della battaglia tra le rovine di Cassino e la 1st Guards Brigade tra l’11 ed il 18 maggio 1944

End of Battle among Cassino's Ruins and the 1st Guards Brigade, May 11-18, 1944

Introduzione

Cassino, Montecassino, l’Abbazia, la Linea Gustav: nomi che tennero banco su tutti i giornali del mondo per mesi e mesi nel corso di quel 1944 con le notizie su una battaglia che sembrava non avere mai fine.
Ma la città di Cassino, o meglio le rovine di quello che una volta era stata la città di Cassino, come venne in possesso delle truppe alleate? Quando ebbe termine l’assedio della roccaforte tedesca, alle pendici di quel monte tanto famoso?
Di Montecassino e dell’Abbazia si è già trattato in queste pagine. Nel maggio del 1944 non era più un obbiettivo tattico di primaria importanza e per i Polacchi era l’ultimo degli obbiettivi da raggiungere.
E lo stesso valse per le rovine di Cassino.
La grande manovra alleata, iniziata l’11 maggio, prevedeva che i Polacchi, superate le alture a nord-ovest di Montecassino, scendessero nella valle del Liri, mentre gli Inglesi dell’8ª Armata, superate le difese tedesche sul Gari, avanzassero verso Aquino, chiudendo in una morsa i difensori tedeschi della città e dell’Abbazia che sarebbero stati costretti ad arrendersi o a ritirarsi.
Non era quindi previsto nessun attacco diretto alle posizioni tedesche di Cassino, ma cosa successe nella città dalla vigilia dell’inizio dell’offensiva al 18 maggio 1944, quando gli ultimi difensori tedeschi abbandonarono le loro posizioni?

Occorre a questo punto fare un piccolo passo indietro per ricordare che durante le diverse fasi della battaglia, Cassino fu invece obbiettivo primario per le truppe alleate. In febbraio avevano tentato di impossessarsene gli Americani che ottennero un successo parziale, riuscendo ad attestarsi nei sobborghi settentrionali della città, sulla strada per Caira. A marzo fu la volta di Inglesi e Neo Zelandesi: i primi, al prezzo di gravi perdite, riuscirono ad impadronirsi della Rocca Janula, il "Castle", e della parte dell’abitato sottostante, ma senza ottenere un risultato definitivo. I Neo Zelandesi riuscirono, anche loro al costo di pesanti perdite, ad attestarsi tra le rovine e ad estendere la zona occupata lungo la via Casilina, ma ogni ulteriore sforzo per eliminare gli ultimi blocchi di resistenza tedesca fu vano. [1]
Alla fine di marzo il generale Alexander prese la decisione di sospendere ogni tentativo, di riorganizzare le proprie forze e di studiare un nuovo piano ad assai più larga prospettiva.
La 2ª divisione neo zelandese fu ritirata da Cassino e la linea in quel settore fu infine affidata ai tre battaglioni della 1st Guards Brigade, agli ordini del brigadiere JC Haydon. [2]

E’ proprio grazie alla relazione scritta da un ufficiale di questa brigata che è possibile ricostruire quanto accadde in città negli ultimi giorni della battaglia per Cassino. E’ vero, non ci furono gesti clamorosi, non ci furono scontri cruenti, ma attraverso poche pagine, scritte in uno stile sobrio e talvolta persino ironico, è possibile ottenere una descrizione, seppur per un breve periodo, di quale fu la vita dei soldati delle due parti, letteralmente sepolti fra le rovine.

La 1st Guards Brigade era sbarcata a Napoli a partire dal 5 febbraio 1944, assegnata alla 6th Armoured Division. I suoi uomini non ebbero neanche il tempo di ambientarsi, perché già l’8, dopo una breve sosta a Sessa Aurunca, il 2nd Battalion Coldstream Guards sostituiva in linea il 2/4 King’s Own Yorkshire Light Infantry a Monte Ornito, subendo le prime perdite sotto la pioggia, la neve e nel freddo delle montagne. Il fronte lungo il Garigliano era in quel mese oggetto dei tentativi di sfondare la Linea Gustav, ma anche oggetto di furibondi contrattacchi tedeschi. [3]
Il 9, il 17 e il 19 febbraio, le Guardie della 1ª brigata dovettero sostenere aspri scontri, sopportando uno stillicidio di perdite dovute non solo al fuoco tedesco, ma anche all’inclemenza del tempo. [4]
La brigata fu ritirata nella zona di Sessa Aurunca, poi di Campo, ma il 15 marzo rientrò in linea fra i monti Fuga, Ornito e Faito. Furono più fortunati che nella tornata precedente, perché in base alle disposizioni del generale Alexander il settore passava alle dipendenze del Corpo di Spedizione Francese e così, a partire dal 20 marzo, le posizioni furono rilevate da reparti del 6e Régiment de Tirailleurs Marocains.
La brigata fu trasportata in zona di riposo a San Potito Sannitico, passando alle dipendenze della 4th Infantry Division, ma, a partire dal 5 aprile, i battaglioni, seguendo la Casilina, raggiunsero Cassino. [5]
In città si fermarono fino alla notte dal 23 al 24 aprile, quando fecero ritorno a San Potito, sostituiti dalla 12th Infantry Brigade, ma il riposo durò poco. [6]

La relazione

"Il 4 maggio 1944 – inizia la relazione - lasciammo S. Potito, 15 miglia a nord di Capua, e arrivammo a Cassino, dove occupammo le stesse posizioni di dieci giorni prima. Per aumentare la presenza al "Castle" - la Rocca Janula - fu formata una “Castle Force” composta da due compagnie, una del “2nd Battalion Coldstream Guards” e l’altra del "3rd Bn Welsh Guards", che, a turni di 48 ore, dovevano salire sulle più scomode fra le posizioni di Cassino.
La brigata aveva solo due compagnie di riserva, tanto che non fu possibile rilevare tutte quelle in servizio sulla prima linea."

"Le condizioni di Cassino erano cambiate poco. Una postazione era stata rasa al suolo dai tedeschi, un’altra aveva ricevuto diversi colpi diretti che l’avevano semi distrutta ed una terza resisteva nel cratere di una bomba.
Il nemico aveva individuato con accuratezza le rovine che avevamo occupato (eravamo sicuri che sapesse su di noi quanto noi sapevamo su di lui) e nessun plotone era al sicuro dalle granate e dai colpi di mortaio.
C’era un cannone in particolare, da 150 mm. o di maggior calibro, che sparava regolarmente sul “Jail” – il carcere - la "Crypt" ed il "Castle"; le granate esplodevano con una forza che scuoteva l’intera città e potevano fare un buco pari al cratere di un medio calibro, buttando giù le mura. Comunque le cantine, alcune delle quali erano state rinforzate dagli stessi tedeschi, erano tanto robuste che anche queste bombe non riuscivano a penetrarvi."

Le rovine dell’Hotel Continental il cui vero nome era Hotel Excelsior.
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La carcassa di un carro, probabilmente del US 756th Tank Battalion, nella zona della
    "Prigione".
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"C’era sempre il pericolo che una di queste granate cadesse nel centro del cortile del Castello dove le nostre postazioni erano scavate intorno alle mura, perché una bomba da mortaio caduta appunto nel cortile aveva ucciso tre e ferito sei uomini della compagnia Coldstream, ma fortunatamente in quei giorni non successe niente di più grave.
Non solo dovevamo correre per evitare il fuoco delle mitragliatrici tedesche che sparavano dai ponti al di là della stazione, ma c’era costantemente il pericolo dell’improvviso arrivo di una salva di sei granate o razzi Nebelwerfer che cadevano sulla Casilina. Inoltre, più di un uomo fu colpito accidentalmente dalle nostre granate fumogene che cadevano troppo corte.
I portatori non potevano avvicinarsi in silenzio, dovendo salire con pesanti carichi tra le pietre, e quasi ogni notte erano esposti ad una pioggia di granate.
Una mitragliatrice tedesca che sparava su una linea fissa ogni notte contro un buco del muro del Castello, a circa dieci piedi al di sopra delle nostre teste, non ci causò mai dei danni e, a fronte di tanti pericoli, le perdite della Brigata furono molto lievi."

"Per i paracadutisti tedeschi che ci stavano davanti le condizioni dovevano essere ancor più spiacevoli. Con la loro stupidità (foolishness, nel testo originale n.d.r.) rivelavano le loro postazioni permanenti, le loro vie di rifornimento e le loro abitudini sempre uguali. Molto prima che calasse la notte, ma anche con la luna piena, uscivano a gruppi dall’Hotel des Roses e dal Continental per sgranchirsi le gambe e prendere aria fresca, mantenendo la più completa indifferenza per la loro incolumità [7]
Un prigioniero, catturato alla fine, ammise che erano obbligati dai loro ufficiali per mostrare il loro coraggio. In compenso, si diceva che ogni soldato tedesco che avesse trascorso due settimane o più a Cassino, automaticamente avrebbe ricevuto la Croce di ferro. Naturalmente lo "Ayrshire Yeomanry", i mortai e le mitragliatrici prendevano grande vantaggio da questo vezzo (habit) ed il risultato poteva essere visto dalla processione di barellieri tedeschi sotto la protezione delle bandiere della Croce Rossa. [8]
Alcune di queste processioni destarono sospetto perché le forme bianche sulle barelle sembravano più appartenere a cassette di munizioni che a corpi umani. Il sospetto fu svelato quando un barelliere scappò in cerca di riparo da alcune granate cadute per caso nelle vicinanze, lasciando cadere il carico.
Nonostante i sospetti, non sparammo mai sulla Croce Rossa, sapendo che avremmo potuto averne bisogno in ogni momento. Certamente alcuni feriti del Coldstream furono evacuati dal Castello in pieno giorno senza nessun intervento da parte dei tedeschi."

"I tedeschi non smisero mai i loro sforzi per migliorare le loro difese. Ogni notte e tutte le notti potevamo sentire il rumore delle martellate, delle esplosioni nel terreno e del rotolare delle pietre. Vedemmo mucchi di legname fra le rovine e nuove trincee. Si sentiva il carro nell’Hotel des Roses che provava saltuariamente il motore e persino alcuni piccoli pezzi d’artiglieria fecero la loro apparizione. Quando il piano dell’offensiva fu rivelato, fu un sollievo per tutti noi sapere che non era previsto nessun assalto diretto a Cassino."

L’interno di una cantina utilizzata dai paracadutisti tedeschi.
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Preparazione per l’offensiva

"Pochi di quelli che erano tornati a Cassino il 4 maggio avevano più che una vaga idea della portata dell’imminente offensiva e molti prevedevano un ritorno a San Potito dopo due settimane di linea.
Il segreto fu ben mantenuto.
Il 6 maggio, tutti gli ufficiali con incarichi di comando furono chiamati ad una riunione (sulla malaria fu annunciato ufficialmente) al Quartier Generale dell’8ª Armata. Lo stesso comandante generale spiegò il piano in dettaglio, ma la maggioranza degli ufficiali e degli uomini rimase all’oscuro fino all’imminenza dell’attacco.
Molta attenzione fu posta a non esporre gli ufficiali che erano stati informati al rischio di essere catturati e tutti gli ordini operativi furono portati all’interno della città con forti scorte e comunque non fu permesso di portare i documenti fino ai comandi di battaglione.
Pensando alla difficoltà di chiamare indietro gli ufficiali con incarichi di comando fino al comando di brigata, le riunioni furono tenute nella Cripta, dietro pesanti coperte di lana, a circa 400 yarde da un nemico che non sospettava nulla."

La città di Cassino e la Chiesa del Carmine in una foto del novembre 1943.
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La Chiesa del Carmine, dove si trovava la "Cripta", ed il convento delle Stimmatine, in
    una foto ripresa da Est. Sono ben visibili i crateri delle bombe, pieni d’acqua dopo le piogge
    di marzo.
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22 marzo 1944. La visuale che si offriva dall’ingresso della "Cripta".
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Un reduce Neo Zelandese fotografato all’ingresso della "Cripta".
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"Se i tedeschi se ne fossero andati o se si fossero arresi, Cassino doveva essere occupata dalla "10th Infantry Brigade" [9], supportata dal fuoco di fianco della "1st Guards Brigade". In ogni caso non si aspettava da noi che ci fossimo mossi dalle nostre posizioni prima che potessimo marciare attraverso la città in piena luce solare dopo la sua completa cattura.
E così andò a finire."

"Oltre al nostro ruolo principale, che era quello di mantenere le nostre posizioni in caso di attacco nemico, compito della Brigata era quello di simulare un attacco nella città, osservare da vicino ogni segno di imminente ritirata nemica e, in questo caso, di intervenire con ogni arma a nostra disposizione.
Tutto questo aveva bisogno di una pianificazione molto attenta e questa comportò discussioni con il comando della "10th Infantry Brigade" sugli itinerari da seguire, anche casa per casa, per evitare casi di fuoco-amico. Si decise che i nostri avrebbero sparato in continuazione per rendere visibili le nostre posizioni. Bisognava poi decidere cosa fare nel caso in cui i tedeschi avessero rotto l’accerchiamento quando l’anello di fosse chiuso, cosa che ritenevamo probabile. Bisognava scoprire quando esattamente il nemico stesse evacuando la città e che via avrebbe scelto."

"Il D-Day era stato fissato per l’11 maggio, alle 23.00.
La notte prima fu portata ai battaglioni una doppia dose di razioni, acqua e munizioni. Al calare del buio l’unico rumore che si avvertì fu quello dei passi degli ufficiali che portavano gli ultimi ordini alla Cripta o alla Prigione. Fu mantenuto un normale fuoco di artiglieria e in superficie quella notte apparve uguale a tutte le altre.
Ancora una volta si sentiva il gracidare delle rane, il canto degli usignoli e si vedevano le lucciole; si poteva sentire l’inciampare lungo lo stretto passaggio tracciato da molti piedi, visibile solo a quelli che lo conoscevano, tra i crateri e le macerie, facendo attenzione a quei segni familiari lungo la "Route Kay": la svolta alla "Pasquale Road", i tre alberi rinsecchiti, gli Sherman da dove salutavano i Neo Zelandesi, il cratere pieno d’acqua con i gradini e finalmente la cappella in rovina ed il buco, appena visibile, dal quale si entrava nella Cripta con il suo caldo benvenuto e le facce familiari.
Alle 22,45 ci fu una pausa al fuoco di artiglieria. Tutta la città era in attesa sotto terra e tutti quelli dietro le linee guardavano alle porte della "Farmhouse".
Un cannone sparò due secondi troppo presto, un colpo solitario il cui eco ebbe appena il tempo di morire lontano prima che settecento altri fendessero la notte con il più grande sbarramento di fuoco in cinque anni di guerra."

La caduta di Cassino

"I tedeschi, secondo i primi prigionieri catturati, furono sorpresi per il tempo, la direzione e la grandezza dell’offensiva. La loro immediata reazione fu quella di lanciare razzi colorati lungo tutta la linea, ma soprattutto in Cassino e dalle alture della collina del Monastero, come se aspettassero che il colpo principale cadesse lì. Incoraggiammo la loro sensazione sparando nella città tutta la notte, ma quando arrivò il mattino, il nemico aveva già scoperto la zona del primo attacco e tutte e due le parti ristettero in una calma densa d’allarme.
Un tedesco fu veramente visto mentre puliva il suo cortile con una scopa.
L’intera città fu coperta dal fumo proveniente dal campo di battaglia del fiume Gari e spesso durante l’intera giornata tutto quello che si vide fu il Monastero che navigava su un mare di nebbia umida.
L’osservazione sui movimenti del nemico si fece estremamente difficile e i nostri osservatori furono ripagati della fatica delle settimane che avevano passato nell’annotare le abitudini e le posizioni dei tedeschi.
Come prima cosa ci saremmo aspettati che la "Route Six" fosse tagliata dietro la città nella notte fra il 12 ed il 13 maggio e che l’inizio dell’avanzata fosse per il 13. Questa operazione non poteva però iniziare prima che i Polacchi si fossero stabilmente impadroniti del Monastero e quando si venne a sapere alla sera del 12 che il primo assalto era stato respinto e che la "4th Infantry Division" non aveva avuto successo nell’attraversare il Gari nelle prime 24 ore, fu evidente che la caduta di Cassino sarebbe stata rinviata per parecchi giorni. [10]
Dal 12 al 17 maggio guardammo con attenzione la lenta avanzata delle nostre truppe ed i movimenti del nostro immediato nemico in città."

...

"Eravamo in una buona posizione per valutare le intenzioni del nemico, ma fino alla fine rimanemmo incerti sulla reazione dei tedeschi, mentre i battaglioni erano costantemente bersagliati dalle domande "se ne sono andati?" oppure "se ne stanno andando?" alle quali non si poteva rispondere con certezza.
Sarebbe stato facile per il nemico, ora che la luna se ne era andata e la città era coperta dal fumo, scivolare via, lasciando indietro qualche mitragliatrice, qualche mortaio e qualche barelliere per simulare una normale attività.
Il mattino del 13, per esempio, durante una sosta del fumo, circa quaranta tedeschi furono visti correre a due a due da una casa all’altra, verso la parte meridionale della città. Era un momento di panico, l’inizio di una ritirata o era solo un attimo di nervosismo dei difensori del Colosseo e del Palazzo del Barone?" [11]

...

"Un giorno le "Welsh Guards" disegnarono un vivace ritratto del Führer e lo issarono con un bastone verso il nemico: la pioggia di granate che provocò, dimostrò che i buoni nazisti non avevano ancora lasciato le loro posizioni!
Così andò formandosi la convinzione che, almeno fino alla sera del 17 (quando gli automezzi riuscirono a transitare sulla "Route Six" e i Polacchi fecero progressi verso il Monastero), il nemico si assottigliasse in città, ma che si mantenesse in forze e questa opinione si dimostrò corretta."

"Il 10 maggio una batteria di dieci altoparlanti fu posta in una casa in rovina proprio davanti all’Hotel des Roses, il posto più forte della difesa nemica, dal plotone di difesa della brigata. Era connessa con un cavo lungo un miglio ad un automezzo con trasmettitore, parcheggiato nel posto più vicino alla città dove lo si potesse lasciare.
Notte dopo notte, i Genieri della brigata avevano riparato questo cavo. La prima notte fu spezzato in 26 punti dalle granate, solo nel tratto fra l’automezzo e la Cripta, e la notte successiva il cavo fu quadruplicato. Questo complesso apparato fu installato sotto la supervisione del “8th Army Psycological Warfare Branch” per minacciare, persuadere, istruire e spaventare i tedeschi, e convincerli ad arrendersi prima che l’accerchiamento di Cassino si fosse concluso.
Alle 20,50 del 17 maggio arrivò l’ordine dal Quartier Generale della "4th Infantry Division" di cominciare la trasmissione, mentre i Polacchi non erano ancora nel Monastero e c’era ancora un varco di circa un miglio da dove potevano passare i tedeschi. Tutte le indicazioni dei prigionieri segnalavano che una ritirata generale dalla città avrebbe avuto luogo in quella notte e quindi allora o mai più c’era la possibilità di persuadere qualcuno fra i nemici a salvarsi disertando.
Il fuoco d’artiglieria fu sospeso sulla città e in un posto dove c’era sempre stata la tendenza a parlare bisbigliando, il silenzio fu rotto da una voce enorme che ripeteva in tedesco: "Se vuoi arrenderti, vieni fuori con le mani alzate. Vieni fuori finché c’è luce seguendo la via Casilina dalla parte est della città. Se ti arrendi al buio potremmo non sapere le tue intenzioni e sarai probabilmente abbattuto. Combattere è senza senso. Guardati alle spalle. I Polacchi sono alle porte del Monastero. Se non ci credete, mandate delle pattuglie. Cassino è persa per la Germania. Due polacchi che avete catturato sono tornati indietro con i denti e le costole rotti. I Polacchi hanno i coltelli.
La reazione a questo discorso fu immediata: pallottole traccianti furono sparate contro gli altoparlanti e uno o due tedeschi furono visti lasciare le loro posizioni ed avviarsi verso la casa con l’intento di distruggere l’impianto. Non saltò fuori nessun disertore."

"Circa alla mezzanotte fra il 17 ed il 18 maggio, i tedeschi cominciarono a lasciare Cassino. Furono visti muoversi a gruppi sulle pendici rocciose di “Hangman’s Hill”, lasciando il Monastero alla loro destra. L’intera area fu sottoposta ad un incessante fuoco di mortai, artiglieria e mitragliatrici per tutta la notte, ma indubbiamente la maggior parte passò indenne sotto lo sbarramento. Circa un’ottantina di paracadutisti scese verso la via Casilina troppo presto e furono catturati dalla "78th Infantry Division". Raccontarono che dovevano raggiungere l’aeroporto di Aquino e solo una piccola retroguardia era stata lasciata nella città. [12]
Alle 8 del 18 maggio, la radio tedesca annunciò, con qualche giustificazione, che Cassino era stata evacuata con successo."

"Alle prime luci dell’alba gli altoparlanti ricominciarono e produssero migliori risultati della notte precedente. Sei tedeschi vennero fuori dalla casa 41 A e si consegnarono alle "Welsh Guards"; poco dopo, altri sei si arresero alla Cripta. Un’ora dopo, quattro paracadutisti, che erano scivolati attraverso la città, arrivarono fino all’automezzo dello speaker! Questa fu la somma totale dei prigionieri presi a Cassino." [13]

"Alle 10,05, la "10th Infantry Brigade", che aveva occupato il "Baron’s Palace" e il "Colosseum" durante la notte senza trovarvi resistenza, cominciò ad avanzare nella città. Il loro fianco destro era la strada, la loro sinistra a circa metà della salita verso "Hangman’s Hill". Non trovarono opposizione, a parte uno o due cecchini.
La "1st Guards Brigade", dopo aver sparato molte munizioni verso bersagli indefiniti allo scopo di indicare le proprie posizioni, si sfogò tirando razzi fumogeni gialli.
Alle 10,20 fu occupato l’Hotel Continental e alle 10,30 fu vista la bandiera polacca sventolare sul Monastero.
Poco dopo, il "3rd Welsh Guards" mandò una pattuglia nella casa 41 A, una potente postazione tedesca a meno di 25 yarde dalla nostra prima linea, che trovò vuota. Dopo di che s’incontrarono nel centro della città con la "10th Infantry Brigade".
Alle 11,30 fu trasmessa la parola in codice "WYE: Cassino è nelle nostre mani".
Il messaggio fu comunque un po’ prematuro. Verso mezzogiorno il comandante della brigata e l’ufficiale del genio si spinsero in macchina fin dove era possibile arrivare e quindi si avviarono a piedi giù per la "Route Kay", verso la Cripta. Avevano appena percorso un centinaio di yarde, quando un cecchino aprì il fuoco su di loro dalle pendici di "Castle Hill" e se quell’ora di trionfo non si trasformò in tragedia fu dovuto solo alla fila di crateri di bombe ... .[14]
Questi, per quanto se ne sa, furono gli ultimi spari a Cassino.
Per la prima volta gli uomini poterono uscire al sole e guardare attorno a loro la scena della devastazione nella quale erano vissuti così a lungo senza poter mai scorgere nulla se non una piccola parte delle rovine. Di giorno, Cassino era molto diversa. Durante i viaggi notturni, uno non poteva vedere l’erba verde che cresceva sui bordi dei crateri, il chiostro di rose all’entrata della prigione e neanche la piccola statua della Vergine, sopravvissuta intatta nella sua nicchia vicino alle tre piante scheletriche. Le distanze sembravano, ma lo erano veramente, sorprendentemente brevi. Sulle pendici di "Castle Hill" gli edifici di pietra si mischiavano alle rocce polverose e l’intero grande ammasso di rovine scintillava bianco sotto il sole. Anche il suolo desolato era coperto da un denso strato di polvere, rotto da grandi caldaie di acqua nera dove erano cadute le bombe."

Cassino 18 maggio 1944, i primi soldati inglesi del East Surrey Regiment entrano in Cassino.
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Genieri Sud Africani al lavoro per sgomberare la via Casilina all’interno della città di Cassino.
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Sherman tanks and infantry in the ruins of Cassino, 18 May 1944. McConville (Sgt). ©IWM (NA 15009)
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Genieri Sud Africani al lavoro proprio di fianco alla Chiesa del Carmine.
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"Per circa un’ora si raccolsero gli equipaggiamenti accumulati in due settimane, comparando le trincee tedesche con le nostre. Furono rinvenute formidabili opere di ingegneria, ma terribilmente squallide. Poi arrivarono i giornalisti, seguiti dagli artiglieri, dai genieri, dai carristi, da quelli dei servizi e persino da quelli della RAF. Tutti coloro che avevano preso parte agli assalti o contribuito alla difesa vennero a vedere le rovine. I genieri sud africani cominciarono a costruire la tanto a lungo progettata strada nella città.
Il comandante dell’Armata fu invitato per un tè nella Cripta e nel pomeriggio sul tardi i battaglioni, come si erano ripromessi tante volte, marciarono fuori da Cassino in piena luce del giorno."

Una veduta della via Casilina e della citt‡ di Cassino.
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Paracadutisti tedeschi prigionieri avviati verso le retrovie.
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* * *

Pochi giorni dopo, il 27 ed il 28 maggio 1944, la 1st Guards Brigade fu impegnata nella sanguinosa battaglia per il possesso di Monte Piccolo e Monte Grande, vicino ad Arce. I tre battaglioni subirono la perdita di 18 ufficiali e 365 uomini tra caduti e feriti.

La brigata partecipò quindi all’intera campagna d’Italia e finì la guerra in Austria. [15]

Si ringraziano i signori Giancarlo Langiano, Sandro Vazon Colla, Valentino Rossetti, Livio Cavallaro, Emilio Pistilli.

Note

  1. ^ Per una dettagliata descrizione degli avvenimenti si rimanda a Livio Cavallaro, Cassino, Le battaglie per la Linea Gustav, 12 gennaio-18 maggio 1944, Mursia, Milano, 2004. Pag. 160 e seguenti.
  2. ^ Dal 3 febbraio al 29 luglio 1944, la brigata fu comandata dal Brigadier J. C. Haydon (1898-1970), DSO and Bar, OBE, 2 Mid Essa era composta dal 2nd Battalion Coldstream Guards, dal 3rd Battalion Welsh Guards e dal 3rd Battalion Grenadier Guards.
  3. ^ Vedi, Livio Cavallaro, Cassino, Op. Cit., Pag. 40 e seguenti.
  4. ^ Quando, il 2nd Coldstream Guards fu sostituito il 20 febbraio, in sole due settimane passate al fronte aveva perso 2 ufficiali caduti e 7 feriti; 31 uomini caduti, 145 feriti e 5 dispersi (due considerati morti). Inoltre si erano verificati 200 casi di malattia (bronchiti e polmoniti) e 75 casi di congelamento.
  5. ^ In questo primo “soggiorno” a Cassino il 2nd Bn. Coldstream Guards si dispose con il comando e la compagnia comando alla Cripta, nel vasto sotterraneo della Chiesa del Carmine.
  6. ^ La 12th Infantry Brigade, agli ordini del Brigadiere A.G.W. Heber-Percy, era formata dal 2nd Bn. Royal Fusiliers, 6th Bn Black Watch, 1st Bn Queen’s Own Royal West Kent.
  7. ^ La città di Cassino era difesa dal II./Fs.Jg. Regiment 4 e da elementi del Fs.Jg. MG Btl., da una compagnia del Fs.Pz.Jg. Btl. 1 e da una compagnia del Fs. Pi. Btl. 1.
  8. ^ Ayrshire (Earl of Carrack’s Own) Yeomanry, reggimento scozzese. Nel 1940 trasferito alla Royal Artillery, dove formò due reggimenti, il 151st (Ayrshire Yeomanry) Field Regiment RA e il 152nd (Ayrshire Yeomanry) Field Regiment RA. Il 152nd fu assegnato alla 6th Armoured Division nel 1942, partecipando alla campagna di Tunisia e quindi all’intera campagna d’Italia.
  9. ^ La 10th Infantry Brigade era formata dal 2nd Bt Bedfordshire and Hertfordshire”, 1/6 East Surrey e 2nd Duke of Cornwall’s Light Infantry.
  10. ^ Vedi, Livio Cavallaro, Cassino, Op. Cit., Pag. 239 e seguenti.
  11. ^ Questo movimento può essere stato motivato dal crearsi della "Kamfgruppe Schultz" (II. e III./Fs. Rgt. 1, II./Jaeg. Rgt. 114, Geb. Aufk. Btl. 85, 11./Geb. Art. Rgt. 96) che intervenne contro gli Inglesi a sud di Cassino.
  12. ^ La 78th Infantry Division, agli ordini del maggior generale V. Evelegh, comprendeva la 11th, 36th e 38th Infantry Brigades.
  13. ^ La casa 41 A potrebbe essere prossima alla quota 41, lungo la strada che dalla stazione arrivava al centro di Cassino.
  14. ^ Secondo il diario dei Coldstream Guards, quel giorno morirono anche due giornalisti che saltarono in aria su una mina neozelandese.
  15. ^ Cfr. Angelo Santangelo, Le Guardie inglesi nella campagna d’Italia, 1943-1945, in www.arsmilitaris.org/pubblicazioni/guardie.pdf.

Bibliografia

Sitografia

* * *

Diario del 2nd Battalion Coldstream Guards dal 1 al 21 maggio 1944

Diario del 2nd Battalion Coldstream Guards dal 1 al 21 maggio 1944 (www.ww2talk.com/forum/coldstream-guards/20643-second-battalion-coldstream-guards-ww2-war-diary-1944-a.html.)

May 1944
Bn at San Potito.

1st May:
Coys at the disposal of O.C’s Coys.
I.O. goes to CASSINO to arrange details about the take over with 6 B.W.

2nd May:
Coy comds conference ref taking over CASSINO central sector. W.C.’s and Colour Sergeants are again defeated by the officers by 4 goals to Nil.

3rd May:
Coy Comds conference ref CASSINO, and promotions.

4th May:
1530:
Bn leaves SAN POTITO (H.3304).

1630:
Bn arrives at Rd June 1199 (41° 17' 37'' N 14° 07' 53'' E). Dinners.
Bn Watches Canadians playing Baseball.

4th May:
Moved up to debussing pt (Cemetery 877208). Bn Marches into CASSINO, but experienced considerable delay before the smoke screen was good enough to hide the relief of fwd Coys.

5th May:
0238:
Relief complete. 6 B.W. all clear of the town. Coy dispositions as follows:
No 2 Coy: Left Fwd
3 Coy: Right fwd
4 Coy: Castle force u/c 3 W.G.
S Coy Reserve

2100:
120 Germans seen moving out of Hotel des Roses to night posns. The guns already laid on, and D.F. task ‘Scuttle’ is brought down to good effect.
Pioneer pl, (Lt, R.H. Hyde) lay mines in front of fwd Coys. (left) Maj. R.E.J.C. Coates leaves the Bn to go to the army Commander’s conference on Malaria the next day. Maj. H.J.L Green assumes command.
Casualties Nil.

6th May:
Quiet day except for a little Nebelwerfer fire. Evening smoke screen for porters very bad, and ration parties did not finish before 0445 hrs, even then they were unable to get sups to 4 men in fwd posns.
Pioneer PL lays more mines and trip flares.

7th May:
Smoke screen much better and ration parties finished in good time.
Casualties: Nil.

8th May:
‘S’ Coy takes over from No 2 Coy left fwd. we hear that No 4 Coy suffered casualties in the castle owing to own grenades which exploded near Coy HQ.
Casualties: x – 1 (Lt Sharpe, S.G.) and 1. Y – 1 (Lt Callender and 4). Z – Nil.

9th May:
P.W.B. make recce for loudspeaker sites which are to be installed for the benefit of the Germans in CASSINO when they are surrounded.

10th May:
The brigade commander comes up to the crypt and gives out orders for the big attack which is to start the next night. There is a coy comds conference after this. Porters have now built up a 3 day reserve of water and food in coy areas, and a corresponding amount of amn is case they are unable to get up during the following nights. Casualties: x – Nil Y- Nil and 1 Z – Nil.

11th May:
2300:
900 guns, firing over 1,000 shells each, open up on our left. All mortars and MG’s have been brigaded, and fire on CASSINO to indicate an attack in that direction. The enemy show little reaction. Smoke screen is laid, though no porters are brought up.
Casualties: x- Nil. Y- Nil and 1. Z- Nil.

12th May:
A.m.:
Smoke from GARI crossing drifts over CASSINO. Visibility nil. We hear Poles have captured their first two objectives, but with the sixth counter attack the germans pushed them back to their start line. Crossings over the GARI have been fairly successful. Portering is continued without a smoke screen, which is only possible because of late moonrise.

13th May:
1700:
Onwards. Small parties of Germans consisting of about 60 in all are seen leaving CASSINO by Rout 6. Wild speculation as to whether CASSINO is being evacuated. But it is thought that the Germans are thinning out in the town to protect their right flank.
2130:
A direct hit on No.3 Coy right hand strong point killed one man and buried 5 others. Red cross flags were ready to be used in case it became light, but bad visibility made it possible to dig every one out before its use became necessary. Right hand Pl of 3 coy is relieved by a Pl of No 2 Coy.
Casualties:
x- Nil and 1. Y – Nil and 6. Z – Nil

14th May:
Left hand Pl and coy HQ of 3 coy are relieved by No 2 Coy.
p.m.:
Army photographer takes photograph of crypt. Abnormal crowd of visitors arrive that night who have heard of this.
Casualties:
x- Nil and 2, Y- Nil. Z- Nil.

15th May.
P.m.:
Res Pl of 3 coy are relieved by a pl of 2 coy, which completes coy relief. It was thought necessary to relieve 3 coy a pl at a time owing to the likelihood of a sudden german reaction. Maj. H.G. Cuthbert, O.C. ‘S’ Coy has very successful Piat mortar shoot, partially destroying a German house.
Casualties:
x- Nil. Y – Nil and 1. Z – Nil.


16th May:
Higther formations appreciate that German paratroops will pull out of CASSINO tonight. Very careful watch is kept and incessant sitreps are called for.

17th May:
0400:
Coys quiet certain that there are still Germans in the town. Very quiet day. ‘S’ Coy has another very successful Piat shoot with even better results.
1930:
Loudspeakers are turned on telling the germans that they are surrounded and that surrender is their only course. This is greeted by bursts of Spandau fire, which knocks out most of the loudspeakers. Movement and noises are still heard and reported by fwd coys up to midnight, after which it is abnormally quiet.

18th May:
At first light the D.C.L.I. and Beds and Morts (4 div) send patrols up Rout 6 from the WEST and report the town clear of enemy. 12 German P.W., who were left behind by the Germans are brought in.
1000:
Swarms of sightseers, pressmen, and recce parties from the south African task force, which is to reinstate route 6 arrive in CASSINO. 2 pressmen walk on a Mk V mine, laid by the new Zealanders when they were in the town, and are killed.
Germans shell the town which sends everyone back to their holes. The Div commander directs that nobody will enter the town except the south African sappers.
1030:
Coys are ordered to make dumps of food and amo, they then march to reserve coy posns.
1330:
Lt Col. H.R. Norman D.S.C. arrives in the town, followed by the Eighth army commander, (who gives out cigarettes to many members of the bn).
Both have a cup of tea in the Crypt.
1630:
Last member of the Bn leaves CASSINO. South African task force has already got a jeep track through the town. They employ the most ruthless methods to achieve their object. Anything and everything including Sherman tanks; are bulldozed into bomb craters.

19th May:
1100:
Conference at Bde Hq.
1215:
Bn moves from res Coy posnsn by SPADE rout arriving at 7719 (41° 28' 25'' N 13° 43' 28'' E) at 1800 hours. Owing to the fact that AQUINO had not yet fallen, this previously recced cone area is thought to be too close to the enemy. Bn Turns round and moves to 821116 (41° 24' 25'' N 13° 47' 09'' E), arriving 2100 hrs. Tail of coln does not get in until 0330 hrs and track are completely jammed with tpt.

20th May:
A day of rest and reorganization, which is badly needed. Our area is in the middle of 78 div gun lines, who keep a continual rear all day.

21st May:
Baths and rest

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