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Chiamata anche Colle di Venere, a causa della presunta presenza di un tempio romano dedicato alla dea Venere, durante la III Battaglia di Cassino i Gurkha si dissanguarono su tale sperone roccioso, dove riuscirono a costituire un caposaldo isolato che distava appena 350 metri dal Convento.


I GURKHA SULLA “COLLINA DELL'IMPICCATO” (Q.435)
III Battaglia di Cassino (15-23 marzo 1944)

Nel rispetto della visione Alleata sulla suddivisione delle Battaglie, che ne distingue quattro, quanto di seguito riportato, vuol essere semplicemente una spiegazione di come fu conquistata, tenuta e abbandonata la “Collina dell'Impiccato”, ossia quota 435, così chiamata dai soldati Alleati per la presenza dei resti dei piloni della cabinovia, che fino a pochi mesi prima aveva unito il Cenobio Benedettino con la città di Cassino e che ora ricordavano una forca, un patibolo.

NOTA: La distruzione del cavo della cabinovia si deve ai tedeschi che decisero di tagliarlo, data ormai la sua inutilità, dopo che tra settembre e ottobre del 1943, un velivolo germanico, passandovi sotto senza nessuna tragione apparentemente valida, forse una bravata, si schiantò al suolo nei pressi dell'attuale Villa Comunale.

Testimonianza orale del sig. Vano Antonio, funzionario dell'Ufficio Tecnico del Comune di Cassino nel periodo 1943-1944.

Chiamata anche Colle di Venere, a causa della presunta presenza di un tempio romano dedicato alla dea Venere, durante la III Battaglia di Cassino i Gurkha si dissanguarono su tale sperone roccioso, dove riuscirono a costituire un caposaldo isolato che distava appena 350 metri dal Convento. Tutt'oggi la  “Collina dell'Impiccato” si stacca maestosa e imponente dalle pendici di Montecassino. Tale obiettivo fu denominato in codice “BAALAM” (*)

Conquistare questa posizione era vitale in quanto da lì doveva partire un attacco al Monastero, coordinato con quello dei carri provenienti dall'Albaneta e con quello di fanteria proveniente dalle quote 165 e 236. Quest'ultimo non si attuò in quanto la 3ª Compagnia paracadutisti respinse ogni tentativo di avanzata Alleata e ciò fu possibile perchè la loro posizione aveva permesso che i suoi componenti si salvassero in toto dai bombardamenti  anglo-americani, del Monastero prima e della città poi.
Questi tre attacchi contemporanei avevano lo scopo di impegnare su tre diversi fronti i paracadutisti tedeschi, in modo da negare loro la possibilità di rinforzare altri settori del fronte, facilitando così l'avanzata Alleata.

“Freyberg voleva conquistare […] contemporaneamente le pendici di Montecassino, per neutralizzare da quella posizione il caposaldo sistemato tra le macerie dell'abbazia che lo minacciavano sul fianco. L'attacco principale al centro doveva essere accompagnato da una manovra a tenaglia. Un braccio di questa doveva puntare dalla posizione in quota a ovest del monastero in direzione sud, mentre l'altro doveva spingersi dalla periferia meridionale della città di Cassino in direzione ovest, verso la via Casilina.”

(*) Il nome in codice è tratto direttamente dal diario della 4ª Divisione indiana ed è reso noto per la prima volta.

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