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Questo articolo è tratto da un pieghevole che l'associazione Historia realizzò nel 1998 in occasione di un raduno di mezzi militari dell'IMVCC sezione centro Italia.


Nel dicembre 1943 sulla 'Linea d'Inverno', i tedeschi occupavano le masse montuose del sistema Maggiore-Camino e tutte le montagne che si stendevano verso la catena principale degli Appennini.


LA BATTAGLIA DI SAN PIETRO

Nel dicembre 1943 sulla Linea d'Inverno, i tedeschi occupavano le masse montuose del sistema Maggiore-Camino, gli sbocchi verso la breccia di Mignano, il monte Sammucro e, oltre questa linea, "una massa disordinata di montagne" ampia circa 16 chilometri tra le valli del Rapido e del Volturno, che si stendevano verso nord dal monte Sammucro oltre Venafro, verso la catena principale degli Appennini.

Le condizioni atmosferiche erano pessime ed ostacolavano entrambe i movimenti dei contendenti: freddo pungente ed abbondanti piogge si aggiungevano alle difficoltà incontrate nell'operare attraverso un terreno montuoso, ove pioggia e fango inibivano le attività belliche e l'afflusso dei rifornimenti, già precari per gli alleati a causa delle massicce demolizioni operate dal nemico. Per di più, con il passare dei giorni, la linea Gustav veniva sempre più rafforzata.

Esisteva un solo settore nel quale gli Alleati potevano muoversi in forze: quello oltre la stretta di Mignano, la valle del Liri, che portava direttamente alla capitale. Ma per raggiungerla essi dovevano prima cacciare i tedeschi dal massiccio del Camino che comprendeva i monti Lungo, La Difesa, La Remetanea, il monte Maggiore ed un piccolo paese chiamato San Pietro Infine.
A metà novembre gli alleati erano ancora a circa 16 chilometri dallo sbocco della valle del Liri: dovevano passare sei mesi prima di sfondare oltre Cassino.

La penetrazione della Linea d'Inverno doveva avvenire in tre fasi: prima l'occupazione di monte Camino e delle altre quote dominanti la statale n. 6 Casilina; a seguire si sarebbe proceduto all'occupazione del monte Sammucro con puntata verso Atina; infine, solo dopo la conclusione di queste operazioni, il II° Corpo sarebbe stato in grado di avanzare nella valle del Liri con la prima divisione corazzata in testa.

L'assalto al massiccio collinoso del Camino, doveva essere lanciato dal X° Corpo, seguito da un attacco sferrato dalla Prima Forza Speciale e da parte della 36ª divisione che avrebbe dovuto effettuare una finta puntata verso San Pietro. L'azione principale verso monte Camino, che doveva essere sferrata dalla 56ª divisione inglese, fu preceduta dal fuoco di sbarramento di 925 cannoni che spararono 165.000 colpi sulle posizioni tedesche nelle montagne, mentre il 2 dicembre vennero effettuate 274 missioni aeree seguite da altre 612 il giorno successivo. La divisione attaccò con due brigate e all'alba conquistò l'estremità orientale della cresta che, circa un mese prima, aveva respinto l'attacco della 201ª brigata delle Guardie.

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Dati articolo

  • Titolo: LA BATTAGLIA DI SAN PIETRO
  • Autore: VARI
  • Sezione generalista: Accadimenti
  • Gruppi tematici:
    1. Le battaglie
    2. I luoghi
  • Data di pubblicazione sul sito: 03-12-2001
  • Visitatori che hanno letto questo articolo: 3306
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