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Questo articolo è tratto da un pieghevole che l'associazione Historia realizzò nel 2000 in occasione di un raduno di mezzi militari dell'IMVCC sezione centro Italia.
Alle ore 23:00 del 11 maggio 1944, dopo una preparazione d'artiglieria effettuata da oltre 1600 cannoni, che aprirono il fuoco su ogni postazione tedesca conosciuta, le truppe alleate del V ed VIII Corpo d'armata, mossero all'attacco della linea Gustav che da oltre 6 mesi bloccava l'avanzata attraverso la penisola italiana. Era iniziata l'operazione "Diadem".
LO SFONDAMENTO DELLA LINEA GUSTAV
La Battaglia sui monti Aurunci del Corpo di Spedizione Francese.
L’assalto alla linea Gustav
Alle ore 23:00 dell'11 maggio 1944, dopo una preparazione d'artiglieria effettuata da oltre 1600 cannoni, che aprirono
il fuoco su ogni postazione tedesca conosciuta, le truppe alleate del V ed VIII Corpo d'armata, mossero all'attacco
della linea Gustav che da oltre 6 mesi bloccava l'avanzata attraverso la penisola italiana.
Era iniziata l'operazione Diadem, l'assalto decisivo che doveva portare le formazioni anglo-americane alla conquista
di Roma. Il generale Alexander
aveva così strutturato il piano d'attacco: l'8ª Armata doveva fare irruzione in
direzione della valle del Liri e proseguire lo sforzo offensivo a cavallo della via Casilina, mentre alla sua sinistra
la 5ª Armata si sarebbe spinta in direzione di Roma, seguendo il percorso della via Appia. Al momento buono avrebbe
ordinato alle divisioni ferme ad Anzio, di irrompere fuori della testa di sbarco, tagliando così la ritirata dei
tedeschi.
L'assalto del settore centrale, in direzione dell'abbazia di Montecassino, era affidato al II Corpo di
Spedizione Polacco, costituito dalle divisioni Karpazia e Kresowa, al comando del generale
Anders. Più a sud erano
schierate le unità del Corpo di Spedizione Francese, costituite da 4 divisioni di fanteria più 12.000 Goumiers
marocchini, al comando del generale Juin.
Sulla costa tirrenica l'attacco era affidato alla 85ª ed 88ª divisione americana mentre, di fronte a Cassino, la 4ª
divisione britannica e la 8ª indiana avevano il compito di attraversare il fiume Rapido, li dove a gennaio la 36ª
divisione americana Texas aveva subito una durissima sconfitta.
Mentre le operazioni intraprese dalle due divisioni americane di fronte a Minturno non ottenevano alcun risultato di
rilievo, nella valle del Liri le unità impegnate riuscivano con grandi sforzi a guadare il fiume Rapido. Sul saliente
montano dell'Abbazia, le due divisioni polacche convergevano sugli obiettivi loro assegnati, ma si dissanguavano per
la conquista delle quote poste all'intorno del monastero e venivano decimate dal tiro dei paracadutisti tedeschi
della I Divisione. Al contrario, l'avanzata delle truppe coloniali francesi in direzione dei monti Aurunci, otteneva
subito un rapido, quanto inatteso successo. L'assalto violento e deciso delle unità venne subito rivolto verso gli
aspri pendii del monte Maio e del monte Petrella, che si ergevano a guardia della breccia di Ausonia, da dove si poteva
accedere a Pontecorvo e quindi, superando circa 20 chilometri di brulle montagne, raggiungere la strada Pico-Itri-Fondi
che separava gli Aurunci dagli Ausoni. Quello era l'obiettivo assegnato alle truppe del Corpo di Spedizione Francese
che, con grande impeto, si lanciarono in direzione del varco di Ausonia, per poi premere in direzione di Esperia e di
monte d'Oro, una ripida altura che domina dall'alto il piccolo centro e la stessa Pontecorvo, caposaldo della successiva
linea difensiva, denominata Hitler.
Di fronte a loro erano schierate le unità della 71ª divisione di fanteria, appoggiate da 3 battaglioni della 44ª con al
loro fianco la 94ª divisione che difendeva le posizioni del settore costiero fino a Scauri. I tedeschi, che avevano
considerato il settore montano un terreno troppo difficile per consentire un'avanzata in grande stile, non presidiavano
in forze tale zona e subirono immediatamente forti perdite, sorprese dallo slancio offensivo della 4ª divisione di
montagna marocchina in direzione di Castelforte ed in particolare della 2ª, che assaltò il monte Maio.
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