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La storia di Cassino
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L'Abbazia di Montecassino
L'abbazia, nella sua lunga storia, ha subito varie devastazioni e ben quattro distruzioni:
Dopo ogni distruzione la casa di S. Benedetto è risorta sempre più grande e più splendida di prima. Le bianche mura dell'abbazia dominano gran parte della "Terra di S. Benedetto", frutto di donazioni di re, imperatori, papi e principi, piccolo stato o baronia tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio. Ora la rinata casa di S. Benedetto è meta ogni anno di pellegrinaggio di pii visitatori, di reduci della seconda guerra mondiale, di amanti dell'arte, di studiosi di ogni parte del mondo. Chi sale a Montecassino puó ammirare dall'alto lo splendido panorama dell'antica Terra Sancti Benedicti, la sottostante città di Cassino e ciò che rimane della cinta muraria che univa l'antica Casinum con la sua acropoli. All'interno si puó ammirare: il chiostro d'ingresso al cui centro sorge il gruppo bronzeo di S. Benedetto morente, dono del cancelliere tedesco Adenauer; il chiostro del Bramante, con l'eccezionale scenografia del suo impianto rinascimentale e le statue di S. Benedetto e sua sorella S. Scolastica poste ai piedi dell'ampia gradinata; il chiostro dei benefattori, disegnato da Antonio da S. Gallo, con le statue di re, papi e personaggi illustri benemeriti nei confronti dell'abbazia; la facciata della basilica cattedrale con le tre porte bronzee: quella centrale fu eseguita a Costantinopoli nel sec. XI e reca scolpiti in argento i possedimenti dell'abbazia, quelle laterali, dono del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, furono eseguite dallo scultore P. Canonica nel 1954. All'interno della basilica, ricostruita secondo il disegno originario seicentesco con molti dei materiali recuperati dalle macerie, oltre le splendide cappelle laterali, gli affreschi di Pietro Annigoni, che hanno sostituito in parte quelli di Luca Giordano, andati distrutti nel 1944, l'altare maggiore interamente ricostruito con elementi originali al di sopra del sepolcro di S. Benedetto e S. Scolastica e consacrato da Paolo VI nel 1964, la sacrestia con le sue ricche decorazioni.
Infine il museo, allestito nei suggestivi locali inferiori del monastero: nelle numerose sale sono custodite le più preziose tracce della storia artistica, culturale e religiosa di Montecassino e del territorio circostante, compresi i resti della civiltà pagana, ritrovati nel recinto dell'antica acropoli, e alcune delle opere manoscritte dello scriptorium, vanto della civiltà monastica.
Tratto da "Cassino dalle origini ad oggi - E.Pistilli" ediz. IDEA STAMPA - Cassino - 1994.
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