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Durante la guerra erano edite numerose riviste illustrate. In particolare alcune di queste erano o diventeranno famose anche grazie ai servizi
fotografici relativi alla guerra, eseguiti da grandi fotografi.
Altre riviste sono elencate nella sezione Giornali, riviste ed opuscoli.
- LIFE
Famosa rivista americana che per anni ha pubblicato i servizi di Robert Capa.
- YANK
Il settimanale delle forze armate americane.
- The War Illustrated
Rivista inglese, nacque come "la registrazione per immagini della prima guerra mondiale.
- La Domenica del Corriere
Supplemento settimanale del Corriere della Sera, fu senz'altro la più popolare rivista periodica italiana.
- The Illustrated London News
La più famosa rivista illustrata britannica che uscì durante la II guerra mondiale.
Bellissime fotografie; la qualità di questa famosissima rivista americana è impressionante.
Belle ed interessanti anche le inserzioni pubblicitarie, che permettono di capire il grande divario dello "stile" e della qualità di vita tra l'Italia e
gli USA a quel tempo.
La qualità della stampa e della carta si mantengono inalterate nel tempo. Tra le firme più prestigiose che collaborarono con la rivista troviamo quelle di Robert Capa e di
Margaret Bourke-White ma anche quelle di Carl Mydans, George Silk e George Rodger; i servizi fotografici sono tutti di altissimo livello.
I numeri che trattano del fronte italiano e di Cassino si concentrano tra il 1943 e il 1945; vi sono però alcuni numeri negli anni successivi, dedicati
alla ricostruzione di Cassino e del Monastero.
3 gennaio 1944
Importante articolo dedicato alla situazione sul fronte italiano.
Numerosi schizzi ritraggono la zona del Volturno con alcune fotografie.
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31 gennaio 1944
"IT’S A TOUGH WAR" (pag.17), 7 pagine di sole fotografie, tutte di Robert Capa, scattate sulla "Linea d’Inverno" (Mignano, San Pietro e Monte
Pantano).
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14 febbraio 1944
Servizi di Margaret Bourke-White (pag.21) e Robert Capa (pag.28). Entrambi gli articoli
trattano la Linea d’Inverno (Mignano, San Pietro e San Vittore).
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6 marzo 1944
Su un’unica pagina una grande fotografia del bombardamento di Montecassino.
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10 aprile 1944
"THE STOPPED US AT CASSINO" (pag.27).
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5 giugno 1944
"THE RUINS OF CASSINO" (pag.25), 5 pagine di sole fotografie.
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12 giugno 1944
Straordinario servizio fotografico in 3 pagine, relativo alla colonna tedesca distrutta ad Esperia.
Altre 2 pagine sono dedicate alla presa di Roma.
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3 luglio 1944
Su due pagine grandi fotografie illustrano la tragedia delle Fosse Ardeatine a Roma.
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14 agosto 1944
4 pagine di un eccezionale reportage a colori dedicato alla liberazione di Esperia.
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17 settembre 1945
8 pagine relative ad artisti impegnati sul fronte italiano.
Alcune opere a colori ritraggono Cassino e Montecassino.
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5 febbraio 1945
Bel servizio dedicato all’illustratore e vignettista americano Bill Mouldin.
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LIFE Photographers in Cassino
Bellissime serie di immagini realizzate da famosi fotografi nella zona di Cassino, tra febbraio e maggio 1944, per la rivista LIFE.
LIFE su Google Libri
Spuntate "cerca in tutti i numeri" e nella casella "cerca" digitate il termine di ricerca voluto.
Avrete così la possibilità di sfogliare virtualmente le riviste una per una, pagina per pagina, spostandovi direttamente sulle pagine che contengono il termine cercato.
Il settimanale delle forze armate americane. Fu pubblicata dal 17 giugno 1942 al 30 dicembre 1945.
Si tratta di una rivista nello stile di "LIFE". Le fotografie sono molto belle. I numeri che trattano di Cassino si concentrano nel 1944/45, due di
essi hanno la copertina dedicata alla battaglia. Peccato per la pessima qualità della carta che tende a spezzarsi.
13 febbraio 1943
Articolo dedicato ai reparti approvvigionamenti sul fronte italiano.
In copertina il paese di Conca Casale.
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28 gennaio 1944
Da non credere: su due pagine, interamente fotografiche, alcuni Alpini italiani insegnano le tecniche di arrampicata su roccia ad un reparto
statunitense.
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26 marzo 1944
Contiene un articolo dal titolo: "The town that was Cassino", con alcune fotografie non di Cassino.
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21 maggio 1944
Ecco il primo YANK con copertina ed articolo fotografico dedicato a Cassino.
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25 febbraio 1945
Ad un anno dal bombardamento di Montecassino. Numerose e inedite fotografie.
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2 marzo 1945
Ampio servizio fotografico dedicato a Roma, a circa un anno dalla Liberazione. Tra il pittoresco ed il drammatico.
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16 marzo 1945
Lungo articolo dedicato alla 10ª di montagna sulla Linea Gotica; numero con molte illustrazioni.
Presentazione del film "The story of G.I. Joe" con belle fotografie.
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18 maggio 1945
Numero monografico quasi interamente dedicato alla campagna d’Italia.
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Le varie edizioni dello stesso numero di YANK (continentale, britannica, Oceania ecc), potevano variare molto sia per qualità
tipografica sia per numero di pagine.
YANK The Musical
YANK Magazine The Army Weekly
The War Illustrated nacque come "la registrazione per immagini della prima guerra mondiale".
Allo scoppio della seconda guerra mondiale la rivista riprese ad essere pubblicata, offrendo fotografie, notizie e speculazioni ai lettori
avidi di informazioni.
21 gennaio 1944
Numero 172: una sola pagia fotografica su Ortona e Conca Casale.
In quarto di copertina bella fotografia degli inglesi sul Monte Camino.
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7 marzo 1944
Numero 176: articolo su 3 pagine con fotografie su Cassino ed il bombardamento di Montecassino.
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14 aprile 1944
Numero 178: una sola pagina fotografica su Cassino.
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28 aprile 1944
Numero 179: una sola pagina fotografica su Ortona e altro.
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12 maggio 1944
Numero 180: 5 pagine fotografiche dedicate al fronte italiano.
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23 giugno 1944
Numero 183: vari articoli con fotografie sullo sfondamento della "Linea Gustav" e l’occupazione di Montecassino.
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4 gennaio 1945
Numero 223: un paio di pagine, ma con bellissima fotografie del rinato mercato a Cassino.
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Supplemento settimanale del Corriere della Sera, fu senz'altro la più popolare rivista periodica italiana.
Le pubblicazioni furono sospese nel settembre del 1943 per essere riprese dopo poche settimane, conquistando una larga diffusione
sotto il controllo del Ministero della Cultura e Propaganda della Repubblica Sociale Italiana.
Alcune tavole come molti servizi interni sono dedicati al fronte italiano.
La Domenica del Corriere è nota soprattutto per le copertine, la maggior parte volte opera di Achille Beltrame
prima e di Walter Molino poi. In realtà, la vicenda del corredo illustrativo
della testata è ben più complessa e ricca di sorprese; essa ha ospitato le prove di molti altri grandi artisti dell’illustrazione,
sia nelle copertine che nelle pagine interne.
Oltre ai due autori più noti, hanno disegnato per la rivista altri grandi artisti come Aldo Raimondi, Giorgio De Gaspari,
Averardo Ciriello, Aldo Di Gennaro, Ugo Guarino, Giovanni Mosca, Brunetta, Maria Pezzi, Giorgio Tabet, Mario Tempesti, Alessandro
Biffignandi, Mario Uggeri, Carlo Jacono. Così come si possono ammirare lavori più rari ma intensi di Alberto Martini, fino
ai disegni umoristici di Tullio Pericoli e di Benito Jacovitti.
2 gennaio 1944 - XXII
Anno 46 numero 1: la celebre copertina che riporta le gesta del battaglione "Cozzarini".
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16 gennaio 1944 - XXII
Anno 46 numero 3: un singolare esempio di propaganda dell'epoca.
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27 febbraio 1944 - XXII
Anno 46 numero 9: la distruzione dell'abbazia di Montecassino.
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2 aprile 1944 - XXII
Anno 46 numero 14: i soldati tedeschi resistono tra le macerie di Cassino.
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9 aprile 1944 - XXII
Anno 46 numero 15: la quarta di copertina dedicata alla morte dei due fratelli Vannini.
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Achille Beltrame
L’8 gennaio del 1899 esce il primo numero de La Domenica del Corriere: trentamila copie di tiratura, dodici pagine per 10
centesimi, copertina e un disegno interno di Achille Beltrame, sottratto al settimanale concorrente L’Illustrazione Italiana.
Nel disegno di copertina una bufera di neve scuote il Montenegro, mentre all’interno si rende onore alle opere di beneficenza
della ricca Milano con la tavola imbandita per il pranzo natalizio offerto dalla Società di patronato degli spazzacamini.
Nel 1896, terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera e deciso ad essere pittore, il giovane Beltrame si era
recato nel Montenegro sperando, invano, di ritrarre la principessa Elena, futura regina d’Italia. Qui aveva eseguito diversi
bozzetti sui costumi del Paese, caduti sotto gli occhi del pittore e illustratore Eduardo Ximenes, inviato de L’Illustrazione
Italiana e suo direttore artistico fin dal 1882. Ximenes intuisce la straordinaria attitudine per l’illustrazione di Beltrame,
aprendogli le pagine del giornale e affidandogli alcune tavole di copertina. Come gran parte degli artisti del suo tempo,
che vedranno legata la loro fama e la stessa vita professionale all’illustrazione, anche Beltrame era, e soprattutto si
sentiva, pittore. Nel 1923 un acuto protagonista del mondo delle arti e della cultura quale fu Ugo Ojetti ne ricorderà gli
esordi: “Beltrame entra all’Illustrazione nel 1896 quando i documenti fotografici ormai sono abbondanti, seppure non ancora
tutti riproducibili allo zinco. Il suo disegno prima timido e rotto si fa presto veloce e sicuro. Ma egli è prima di tutto
un immaginativo. Più lo spettacolo è lontano, più si sente che egli su pochi documenti fotografici di luoghi, di volti,
di costumi, magari su niente, con l’aiuto della sua memoria e fantasia, è felice di ricrearselo verosimile e palpitante
sulla pagina...”
La notizia di cronaca, l’evento politico internazionale, il campo di battaglia lontano, si trasformavano in racconti abbreviati,
nei quali dettagli fantastici si fondevano con accurate ricostruzioni. La sfida maggiore di Beltrame fu quella di adeguare
le sue indiscusse doti pittoriche alle esigenze della cronaca giornalistica e soprattutto della tecnica tipografica disponibile
al momento, ovvero ai processi tipografici di stampa per la riproduzione delle immagini su fogli di alta tiratura. Le tavole
originali e i materiali grafici del processo di stampa de La Domenica, offrono la straordinaria opportunità di seguire in
ogni fase la produzione dell’immagine: dal disegno al pubblicato. La tecnica di riproduzione imponeva la preparazione in
bianco e nero del disegno originale. Certamente in accordo con i tipografi, Beltrame sceglie infatti, tranne rarissime eccezioni,
la china nera acquerellata, che assicurava la migliore resa dei successivi passaggi colore in tipografia. Questi erano realizzati
in base alle tonalità indicate dalle campiture colorate ad acquarello e tempera che lo stesso artista dipingeva su tavole
aggiuntive, ovvero le bozze tipografiche derivate dalla riproduzione fotomeccanica del disegno a china originale.
Fin dai primi numeri, nelle tavole di Beltrame ricorrono ambiti tematici e soggetti che caratterizzeranno il periodico anche
in seguito. Tra questi, accanto alle vicende delle famiglie reali, cui sempre era riservata la copertina, alla predilezione
per uniformi e divise militari, alle ‘catastrofi’, agli incidenti spettacolari, che diverranno un segno distintivo della
‘quarta’, spicca per la frequenza con cui il pittore affronta il tema, il mondo dello sport, inteso nell’accezione più ampia.
Beltrame sa presentare e fare accettare ai lettori anche temi di assoluta attualità attraverso la mediazione della sua vena
narrativa, stimolandone da un lato la curiosità per le infinite situazioni e costumi, dall’altro saturandolo di dettagli,
anche fantasiosi, e di colori. E riesce a risolvere, nel breve tempo concessogli, anche le questioni artistiche: le proporzioni
e l’ambientazione delle figure. E in questo sta la sua grande, leggendaria abilità. L’artista predilige inquadrature pittoriche,
con piani prospettici differenziati, in cui ama inserire dettagli di paesaggio con cui contestualizza la scena.
Walter Molino
In piena guerra, nell’uscita del 26 gennaio 1941, per la prima volta sulla tavola di copertina del giornale, compare invece
la firma di Walter Molino, che inizia così ad alternarsi a quella di Beltrame sulle prime e le quarte di copertina: I nostri
soldati è il titolo della tavola. Molino disegna anche la quarta di copertina: uno dei soliti, disastrosi e al contempo
caramboleschi incidenti ferroviari, cui Beltrame aveva abituato i lettori. Molino lavorava per La Domenica almeno dal 1932,
ma fu assunto solo il 1° aprile 1941 come “praticante”, rimarrà al Corriere venticinque anni, fino al 1966. Molti anni dopo
l’artista ricorderà l’incontro con Beltrame nel 1932, sollecitato dal padre pittore dilettante, alla redazione de La Domenica,
e l’accoglienza favorevole, così come anni dopo la personale designazione, decisiva, a suo successore. L’alternanza di Molino
con Beltrame segnerà gli anni tra il 1941 e il 1944.
Nato nel 1915 a Reggio Emilia, privo di una formazione pittorica accademica, Molino era noto come illustratore per la stampa
periodica almeno dalla metà degli anni Trenta: dalle sue “donnine” sul Bertoldo alle ben più grevi composizioni politiche
per il mensile Gerarchia. Rassegna mensile della rivoluzione fascista, fondato nel 1922 da Benito Mussolini e poi edito
fino al 1943.
Nel gennaio 1949 La Domenica stampava 32.000 copie all’ora per una tiratura di 850.000 copie ad uscita, nel 1956, grazie
anche alla nuova tecnica di stampa a rotocalco, si toccheranno le 1.178.000 copie. La stampa a rotocalco, liberava, almeno
in parte, gli illustratori dal bianco e nero. Ora l’illustrazione poteva dispiegare tutta la sua forza cromatica, per la
prima volta anche nelle pagine interne. In precedenza, all’illustratore era consegnata la prova di stampa in bianco e nero,
da colorare a mano e poi da consegnare in tipografia per la riproduzione.
“Il lavoro funzionava cosi” - raccontava Molino - “Alla Domenica sceglievano la notizia, anzi le notizie perché si doveva
fare anche la contro - copertina. Era il caporedattore Dino Buzzati che le scovava, a volte tra quelle più curiose (la lepre
che spara al cacciatore piuttosto che Gassmann conteso tra Shelley Winters e Anna Maria Ferrero) perché questo era il suo
gusto. Mi davano il ritaglio di giornale e io tornavo a casa. Lungo la strada già avevo immaginato tutta la scena; i volti
dei personaggi assumevano le loro espressioni, di terrore, di stupore, di dolore e così via. Disegnavo la tavola a china
e la riconsegnavo. Il rotocalco non esisteva, naturalmente, così il giorno dopo ricevevo lo stampone da colorare. La sopra-copertina
di carta azzurrina serviva per non far sbiadire i colori: alle edicole la gente sbirciava sotto per vedere che cosa mi ero
inventato. In quegli anni la Domenica vendeva un milione di copie. E veniva conservata: quelle copertine erano meglio della
televisione, proprio perché non erano immagini fuggevoli, e non erano fotografie: stimolavano chi le guardava a immaginare
qualcosa di più, ad andare oltre, ad inventarsi una altra realtà”.
Riguardo al lato immaginativo e all’esasperazione iperrealistica delle sue figurazioni, sempre più evidente nella fase matura,
Molino insisterà spesso sulle suggestioni tratte dal cinema: “Ero come un interprete simultaneo, il passaggio dalla lettura
della notizia alla sua visualizzazione grafica e pittorica era immediato. Su questo mi ha aiutato moltissimo il cinema:
io, in realtà, ho studiato al cinema, fin da bambino. Vedevo ogni film due volte: la prima come spettatore, la seconda come
disegnatore. Tornato a casa, ridisegnavo le scene più significative. Ho imparato così le inquadrature, la composizione della
tavola, le espressioni, il movimento”.
Completavano la narrazione delle tavole di prima e quarta di copertina i lunghi testi delle didascalie, che indicavano una
precisa chiave di lettura alle immagini. Testi che saranno sempre più accurati e simili a brevi racconti; li scriveva Dino
Buzzati, giornalista, scrittore e pittore, al Corriere dal 1928, anima de La Domenica dal 1948 (come vicedirettore dal 1950)
al 1964.
A Buzzati si deve l’ingresso nel settimanale di artisti giovani, innovatori e sperimentali, lontani dalla tradizione dell’illustrazione
di matrice ottocentesca, cui egli offriva una tribuna eccezionale per il loro lavoro.
Le informazioni relative a "La Domenica del Corriere", sono tratte dal saggio di presentazione della mostra: "La Domenica del Corriere Il Novecento illustrato" (Milano, Palazzo Reale.
22 novembre 2007 - 3 febbraio 2008), scritto dalla curatrice Giovanna Ginex e pubblicato nel catalogo della mostra edito
da Skira.
The Illustrated London News
La più famosa rivista illustrata britannica che uscì durante la II guerra mondiale con l'orgoglioso sottotitolo "The war completely and exclusively
illustrated", offrendo ai lettori eccezionali servizi fotografici sui vari fronti.
8 aprile 1944
La foto di copertina è la migliore cosa, oltre ad un articolo con varie foto del fronte in Italia.
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3 giugno 1944
Numero 5485 - Nella terza pagina di copertina veniva pubblicata una delle più famose e terribili immagini delle rovine dell'Abbazia di Montecassino, sovrastate
dalle bandiere polacca e britannica. Nelle pagine interne si trova un altro servizio dedicato a Montecassino dove si può leggere che "Il generale Alexander, avendo
accertato che i tedeschi stavano impiegando lo storico Monastero di San Benedetto come osservatorio per impiegare tutta la forza della loro artiglieria contro gli
Alleati e che avevano usato le sue massicce mura per appostare mortai e mitragliatrici, pur con riluttanza fu costretto ad iniziare un assedio dal 18 febbraio."
The Illustrated London News
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