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In memoria
Un ultimo omaggio per le persone che ci hanno lasciato i loro ricordi e la loro compagnia. Le persone | |||||||
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MAGGIO 2010
Tony Kingsmill
KINGSMILL, H.A.G. (Tony) P.Eng, MC January 22, 1920 - May 19, 2010
MAGGIO 2010
Edward Hill Thomas
Il Generale Edward Hill Thomas non è più con noi. Il Presidente Onorario della Associazione onlus Battaglia di Cassino ci ha lasciati. Il 3 dicembre 2003,
in Mignano Montelungo, lo avevamo insignito della carica, con la seguente motivazione “Ufficiale della First Special Service Force,
combattente su Monte La Difensa, dove venne ferito il 4 dicembre 1943, combattente della testa di ponte di Anzio, dal gennaio al maggio 1944,
liberatore di Artena e ancora tra i primi ad entrare in Roma alla testa della sua unità, il 4 giugno 1944, il I Battaglione, Secondo Reggimento, FSSF”.In tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, rimane vivo il ricordo di una persona schietta, di animo nobile e diretto; con modi gentili ed affabili; una assoluta disponibilità ad ascoltare ed a raccontare ciò che avvenne durante gli eventi bellici. Indimenticabile il pomeriggio passato ad Artena a mangiare ciliegie, ricordando i duri combattimenti per la liberazione della città. Era certamente tra i veterani americani più conosciuti ed intervistati. Testimone diretto dei duri combattimenti sostenuti dalla First Special Service Force durante la campagna d’Italia: la conquista di Monte La Difensa, la testa di ponte di Anzio, infine la conquista di Roma. L’ultimo viaggio in Italia avvenne nel 2004, dove lo incontrammo il 29 maggio al Memorial Day di Anzio. Ciao Generale, mancherai molto a tutti noi. Parafrasando il messaggio che gli uomini della FSSF lasciavano al nemico dopo un attacco.... il meglio deve ancora venire. Roberto Molle
General Edward Hill Thomas is no longer with us. The Honorary President of the Cassino Battle Association has left us. On December 3rd 2003, in
Mignano Montelungo, we awarded him the appointment with the following motivation: "An Officer of the First Special Service Force, a combatant on
Mount La Difensa, where he was wounded on December 4th 1943, a combatant on the Anzio Beachhead, from January to May 1944, liberator of Artena and
among the first to enter Rome at the head of his unit, 1st Batalion, 2nd Regimenti, FSSF, on June 4th 1944".
GENNAIO 2010
Douglas Earle Lyne
Douglas Earle Lyne, Gunner, Royal Artillery, from Alamein, through Cassino to the liberation of Rome.It was a privilege to know and work with Douglas in recent years. His generosity of spirit and warm hospitality will remain with me and all those who knew him. His passion for his work, together with his awareness of his own human frailties, saw him grooming the "next generation" to carry on his work of reconciliation and remembrance. He has passed on to us not only his goals, but also the challenge of working with as much dignity, understanding and vast knowledge of the human condition as he commanded. His attention to detail, wide net-working and determined belief that we will find the path to peace leaves us with a model to follow. Author Albert Pine put it so well: What we do for ourselves dies with us. What we do for others and the world remains and is immortal. Douglas, your work will continue; you have passed the torch that you carried into many far-reaching hands. Kay de Lautour Scott
Pensando a Douglas Lyne mi tornano alla mente tre episodi: una passeggiata che facemmo nel 2005 in "jeep" sul Monte Cerasuolo e sul Monte Ornito, luoghi
che lo videro combattere nei primi mesi del 1944; la cerimonia al cimitero del Commonwealth nel maggio 2004, durante al quale portò una corona di fiori, in nome
dell’Associazione Veterani d’Europa che presiedeva, sulla tomba di William Doyle (vedi articolo n.d.r.). Infine ricordo due anni fa, al Cimitero del Commonwealth di Cassino, camminava silenzioso in mezzo alle tombe, con lo
sguardo nascosto dagli occhiali da sole; ad un tratto si fermò e mi chiamò vicino a sé. Con un filo di voce mi disse: "lo sai Roberto cos’è che mi
rattrista di più in questo momento? Pensare a quanti di questi giovani sono morti senza aver mai conosciuto l’amore". Roberto Molle
OTTOBRE 2009
Michael Gibson Horrocks
Michael Gibson Horrocks non è più con noi. Pochi giorni fa è tornato al cielo dai suoi commilitoni. Il Maggiore, the Major, come tutti lo
chiamavano.Certamente uno dei veterani più conosciuti ed intervistati della Battaglia di Cassino; uno dei maggiori animatori di manifestazioni, cerimonie ed eventi. Presidente per molti anni dell’Associazione dei Royal Fusiliers, ogni anno organizzava la manifestazione a Sant’Angelo in Theodice dedicata alle battaglie del Fiume Gari. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di sentire le sue parole, aveva un accento ed una pronuncia profondamente “british”, ne ricorda la pacatezza, la serenità d’animo, la grande disponibilità. Modi garbati e gentili, che manifestavano una grande forza interiore. Non ha mai rifiutato una domanda, una stretta di mano; anche e soprattutto a coloro che erano stati i nemici di allora. Il Maggiore, durante la Battaglia di Cassino, aveva attraversato nel maggio 1944 il fiume Gari sul famoso Amazon Bridge, venendo anche ferito seriamente. Negli anni del dopoguerra è diventato artefice di tante manifestazioni in ricordo dei caduti, collaborando attivamente alla riconciliazione con i vecchi nemici. Mi piace ricordare, ad esempio, l’incontro con Joseph Klein, Presidente dell’Associazione Paracadutisti tedeschi di Montecassino, tre anni fa (nella foto). Per far capire i suoi modi, ricordo che lo scorso maggio, al Cimitero del Commonwelth, lo andai a salutare, era seduto insieme ad altri Veterani dei Royal Fusiliers; ebbene nello stringermi la mano si scusò per non essersi alzato in piedi. Lo ricorderemo sempre così, con il suo blazer blu, il basco dei R.F. dal pennacchio bianco e rosso, mentre getta la corona di fiori ed i papaveri nel Fiume Gari. Ora sarà con i suoi commilitoni, davanti un bicchiere di buon brandy. Addio Maggiore, anzi arrivederci. Roberto Molle
SETTEMBRE 2009
Gianni Recchi
Caro Gianni,
ti salutano e ti ringraziano i tuoi compagni del LI° battaglione bersaglieri AUC Montelungo 1943.Abbiamo speso insieme i nostri vent’anni per ideali che chiamavano lealtà, impegno, onore, sofferenza, senso del dovere e della giustizia e che oggi chiamano Italia.
SETTEMBRE 2009 ?
Amedeo Della Rosa
Ci ha lasciato uno dei combattenti di Monte Lungo: Amedeo Della Rosa. Lo conobbi circa cinque anni fa grazie ad un amico che mi informò che a
Cassino viveva un veterano del "67° Fanteria Legnano" che aveva partecipato sia alla battaglia dell’8 dicembre 1943 sia a quella del 16 dicembre 1943;
poco dopo riuscii a rintracciarlo. Incontratolo, immediatamente mi colpì la sua disponibilità e cordialità.Ogni anno si recava per la cerimonia al Sacrario di Monte Lungo, fino a quando però le sue condizioni di salute non peggiorarono notevolmente. Non potendo più partecipare di persona alle commemorazioni, inviava sempre comunque due mazzi di fiori per i suoi attendenti che caddero in combattimento. Convinto sostenitore della Monarchia, negli anni successivi alla guerra rimase in costante contatto con il Re Umberto in esilio. Della Rosa era ufficiale di lungo corso ed alla fine della guerra gli si prospettava certamente una brillante carriera militare ma, dopo il referendum che sancì la svolta repubblicana, si rifiutò di giurare sulla costituzione ed uscì dall’esercito. Gli chiesi il perché di quel gesto, serenamente mi rispose: "un soldato giura fedeltà una volta sola". Roberto Molle
OTTOBRE 2008
Leone Orioli
Il grande Leone Orioli ci ha lasciato ed ha raggiunto i suoi cari.E' rientrato nei ranghi del grosso del LI° Btg. Bersaglieri e sicuramente ora, finalmente sollevato dalle pene della vita, con la solita serenità, simpatia e rettitudine morale, si sta stringendo in un abbraccio con il cap. Castelli, il ten. Moiso e gli altri.
SETTEMBRE 2008
Rudolf Valentin
Rudi, così lo chiamavano gli amici, è mancato nel settembre 2008. Fu uno dei paracadutisti tedeschi, veterano della battaglia di Cassino, tra i
più conosciuti ed intervistati. Su questo sito è pubblicato un suo articolo sui sanguinosi combattimenti a cui partecipò nel marzo 1944 su "Rocca
Janula".Ricordo uno dei momenti più belli trascorso con lui: fu durante le manifestazioni del 60° anniversario della battaglia di Cassino, quando incontrò il nemico di allora Bill Hawkins, un veterano inglese del Reggimento "Essex". Rudi era un vero "Signore", nei modi, nelle parole, nel raccontare gli episodi di guerra più intimi e sconosciuti. Chi ha avuto la fortuna di incontrarlo ne ha tratto grandi insegnamenti di vita. A maggio 2004 arrivarono degli amici dalla Nuova Zelanda e un giorno, accompagnato da Rudi, decisi di andare a salutarli. Quando Peter Scott sentì il nome di Rudi esclamò "ma ho letto un libro di un medico neozelandese che parla di un tale Rudolf Valentin"; lui rispose serafico "sono proprio io!". Un pomeriggio di maggio 2006 eravamo a casa mia e assieme passavamo in rassegna i vari reperti della mia modesta collezione e per ogni oggetto Lui ricordava una sua esperienza di guerra correlata: guardando il "kukri" (pugnale nepalese n.d.r.) disse di averne trovato uno sulla "Collina del Boia" e di esserselo messo alla cintura ma poco dopo dovette buttarlo perché lo impacciava nei movimenti; una canna da mortaio da 80 mm gli ricordò delle esercitazioni di lancio durante le quali i militari si dovevano caricare con i vari pezzi del mortaio. Ad un certo punto afferrò una baionetta tedesca; mostrò il gesto repentino e fulmineo con il quale erano stati addestrati ad usarla nel combattimento corpo a corpo: fu un gesto così "automatico e condizionato" che in un attimo rividi il soldato determinato di 60 anni prima e per un momento "mi si gelò il sangue". Amava stare in compagnia e soprattutto amava le cose semplici; accettava ben volentieri gli inviti a tavola soprattutto se in "famiglia". Conservo gelosamente le sue lettere che mi ha scritto per ringraziarmi dell’ospitalità ricevuta. Sono io…siamo noi, caro Rudi, che dobbiamo ringraziarti per il tempo che hai voluto spendere con noi. Roberto Molle
MAGGIO 2007
Ferdinand Foltin
Il Generalmajor Ferdinand Foltin è deceduto lo scorso 18 maggio 2007. Era nato a Vienna il 30 novembre del 1916.Per gli appassionati delle battaglie di Cassino questo nome è certamente molto conosciuto. Il capitano Foltin era il comandante dei circa 300 uomini appartenenti al II battaglione, 3° reggimento Fallshirmjäger posto a difesa della città di Cassino nel giorno in cui la città fu bombardata: il 15 marzo del 1944. |
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