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AQUINO "LE VALLI" 23 MAGGIO 1944 - Il giorno più lungo della Linea Senger



Gli Highlanders si spinsero avanti senza l’appoggio dei carri e alle ore 08:40 il maggiore J.C. Allan della compagnia "B" informava il comando che aveva riunito sotto di se quanto rimaneva delle altre quattro compagnie per un totale di circa 100 uomini, con i quali aveva consolidato le posizioni raggiunte; in tarda mattinata undici carri riuscirono a superare lo sbarramento e per mezzogiorno si portarono vicino al loro obiettivo: la strada Aquino – Pontecorvo. A questo punto tali carri furono sottoposti ad un fuoco di fila e solo quattro riuscirono a disimpegnarsi e a riunirsi con l’altro squadrone posto nel settore dei Patricias.

Durante quel giorno di 58 carri armati impegnati nell’attacco, ne furono distrutti 41.

Il piano di attacco prevedeva che quando fosse stata presa la strada Aquino – Pontecorvo, nome in codice "Aboukir" il Reggimento Loyal Edmonton sarebbe passato in testa per iniziare la seconda fase dell’attacco. Il Reggimento Patricias avrebbe rinforzato il fianco nord e i Seaforth Highlanders dovevano rinforzare il fianco sinistro.

Ma il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati comportò un ritardo nei programmi e alle ore 08:00 il tenente colonnello R.C. Coleman, comandante degli Edmontons, ordinò di avanzare, con l'ausilio dei carri del 51° Royal Tanks, per tentare di raggiungere "Aboukir" in tempo per l’inizio della seconda fase.

Questa nuova spinta offensiva era destinata a fallire. Il Reggimento Loyal Edmonton e i carri del 51° Royal Tanks avanzarono lungo i fianchi delle Forme d’Aquino e raggiunsero i Patricias inchiodati nella gola e nei campi aperti. I carri si riunirono con i restanti del North Irish Squardon; la compagnia "A" degli Edmontons si spinse in avanti tra l’alto grano che celava le linee nemiche. Tale attacco si rilevò suicida, in quanto si scatenò un fuoco concentrato di mitragliatrici pesanti, mortai ed anche dei cecchini che, nascosti sopra gli alberi più alti, fecero strage tra le truppe. Le comunicazioni radio con i battaglioni si interruppero e alle ore 08:50 il colonnello Coleman comunicava al Quartier Generale di Brigata che aveva perso il controllo delle sue compagnie. Poco dopo venne ferito e sostituito dal maggiore F.H. McDougall. I tentativi di portare avanti i carri fallirono e sulla destra del fronte di attacco si creò una situazione di stallo.

Il brigadiere Gibson, comandate della seconda brigata, sfortunatamente non era al corrente del successo del Reggimento Seaforth sulla sinistra e, mandando all’attacco prematuramente il Reggimento Loyal Edmonton, era rimasto senza riserve da convogliare su sul settore dove i progressi erano più promettenti.

Sulla estrema sinistra dello schieramento, invece, la terza brigata aveva seguito al meglio lo schema prefissato; i Reggimenti Carleton e Yorks avevano esplorato attentamente tutti i passaggi attraverso i reticolati e i campi minati; l’unico ostacolo alla loro avanzata veniva dal concentramento del tiro dei mortai, dei Nebelwerfer e della artiglieria.

La compagnia di destra del tenente colonnello Damby raggiunse in orario "Aboukir" e fu raggiunta dalle compagnie di fucilieri. Dietro di loro infuriò una violenta battaglia di carri armati; lo squadrone di supporto del 51° Royal Tanks fu bloccato dalle mine sopra una altura di terra chiamata "Campo Vincenzo" e fu impegnato duramente sia dalle torrette di Panther della linea Senger sia da carri armati e anticarro che si erano avvicinati senza essere visti attraverso la vegetazione fitta. Ebbero pesanti perdite prima di riuscire a neutralizzare le torrette e a ricacciare indietro le forze nemiche; alle dieci la fanteria si attestava sulla strada Aquino – Pontecorvo.

A questo punto il Reggimento West Nova Scotia, comandato dal tenente colonnello R.S.E. Waterman, si mosse dalle posizioni nemiche distrutte pronto ad iniziare la seconda fase dell’attacco; però la situazione critica della seconda Brigata lo costrinse a trincerarsi con molte perdite a causa del continuo martellamento dei mortai e razzi. In quella posizione esposta, i carri erano bersaglio per le bocche da fuoco nemiche e ovunque vi erano carri Churchill che bruciavano.

Il generale Vokes aveva ordinato di posticipare la seconda fase sino a quando anche sul settore destro fosse avvenuto lo sfondamento, in modo da far avanzare le truppe contemporaneamente su tutta la linea del fronte. Nel pomeriggio dello stesso giorno apparve chiaro che l’attacco della seconda brigata era fallito; la resistenza tedesca non mostrava alcun cedimento ed aumentavano considerevolmente le perdite. Nel pomeriggio, per giunta, carri armati tedeschi contrattaccarono dalla direzione della città di Aquino con Panzer IV e Stug III; tale attacco venne sventato solo per l’alto concentramento di artiglieria che gli alleati riversarono su tale posizione.

Visitando il campo di battaglia si comprende facilmente il perché di tale situazione. L’area posta a destra dello schieramento d’attacco era molto accidentata, vi è una vasta depressione del rio Forme d’Aquino con degli alti costoni rocciosi da dove i tedeschi potevano facilmente difendersi, per giunta arrivati oltre tali avvallamenti i carri e le truppe venivano prese d’infilata dalla forti posizioni difensive; tale situazione non si verificava sul settore sinistro dove si trovano soltanto dei leggeri declivi collinari.

A questo punto il generale Vokes ritenne che l’unica cosa da fare fosse sfruttare lo sfondamento del settore della terza brigata e con l’appoggio del brigadiere Bernatchez, ordinò il proseguimento dell’attacco. Due squadroni del Three Rivers avanzarono per rimpiazzare i malconci carri della 25ª Brigata e il 22° Royal si dispose nell’area dove era avvenuto l’attacco della terza brigata.

La West Novas, che per tutto il giorno aveva sopportato l’intensità del fuoco nemico sulle sue posizioni avanzate, ebbe l’assicurazione che erano in arrivo i carri di rinforzo e che l’attacco sarebbe iniziato alle 16:40. Stava piovendo intensamente quando le compagnie "A" e "B" dei Waterman irruppero nella prima linea. L’attacco travolse lo sbarramento nemico. Le riserve tedesche che si stavano preparando ad un contrattacco furono duramente colpite in campo aperto dall’artiglieria. In breve tempo dopo le 18:00 le truppe d’assalto si riportarono sull’obiettivo finale e mentre la compagnia "B" si rafforzava sulla strada laterale, la compagnia "A" avanzava. Accadde che i panzergranatieri, lungi dall’essere sbaragliati, contrattaccarono con alcuni carri e presero molti prigionieri della compagnia "A". Ben presto tali prigionieri vennero liberati in quanto coloro che li avevano catturati, non conoscendo la portata dell’attacco canadese, marciarono diritti verso le posizioni della compagnia "B" dove vennero a loro volta presi prigionieri.

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