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Oggi la realizzazione dei manufatti per tutti i cimiteri militari del Commonwealth nel mondo, è affidata ad una ditta di Rezzato (BS), una realtà produttiva che più di trent'anni fa ha assunto il ruolo di referente della Commonwealth War Graves Commission, nel solco di una tradizione inaugurata nell'immediato dopoguerra e grazie alla competenza degli scalpellini rezzatesi formatisi alla Scuola delle Arti e dei Mestieri R. Vantini. E' BRESCIANA LA PIETRA DELLE SILENT CITIES
NOTA DI AUTORIZZAZIONE
Nel 1918, alla fine delle ostilità, il Commonwealth affidò ad una commissione formata dagli architetti inglesi Herbert Baker, Reginald Blomfield ed Edwin Lutyens il compito di progettare e realizzare i cimiteri britannici in Francia e Belgio. All'architetto scozzese Sir Robert Lorimer spettò invece il compito di svolgere la medesima attività nel nostro paese. Quest'ultimo si distingueva, rispetto ai due colleghi, per la sua ammirazione verso William Morris e il Movimento Arts and Crafts (1) del quale condivideva quei principi rintracciabili nei suoi progetti di case di campagna, giardini, arredi d'interni. Oggi del suo lavoro di progettista e costruttore di cimiteri di guerra nel nostro paese, nulla si è perso, grazie a una costante e rigorosa attività di manutenzione tutto è perfettamente conservato "dov'era e com'era". Semplicità e perfezione sono gli aggettivi che definiscono lo stato attuale di questi luoghi agli occhi di un turista che intendesse visitare almeno uno dei diciassette cimiteri sparsi per l'Italia settentrionale (2), ciscuno contrassegnato all'ingresso, da un'epigrafe che recita: "Il suolo di questo cimitero è stato donato dal Popolo italiano per l'eterno riposo dei soldati delle armi alleate cadutio nella guerra 1914 - 1918 e che saranno qui onorati". La realizzazione di questi "spazi della memoria" è, da sempre, vincolata all'impiego di un ristretto repertorio formale accuratamente definito in ogni dettaglio dal suo ideatore. Ancor meno diversificato è l'uso dei materiali impiegati nella realizzazione dei manufatti e degli apparati decorativi/scultorei.Nei primi progetti, per assicurare l'omogeneità linguistica, furono adottati alcuni caratteristici elementi fissi, in particolare: le lapidi (che la
tradizione vuole ottenute direttamente dalle bianche scogliere di Dover) sono bianche, tutte uguali, perfettamente allineate, erette in file tra le
bordure fiorite; l'altare monolitico, scolpito in pietra di Portland con incia la frase scelta da
Kipling Their Name Liveth for Evermore e, in
omaggio alla tradizione inglese, una "croce del sacrifico" di pietra, collocata su una base ottogonale, con sovrapposta la spada di bronzo, unico
elemento destinato ad evocare il carattere militare del cimitero.
Attualmente la commissione che fu istituita dal Commonwealth nel 1918 continua ad essere operativa, gestisce più di un milione di tombe di guerra
e centinaia di monumenti dedicati a vittime senza nome. I suoi compiti riguardano la manutenzione, l'adeguamento delle strutture; il monitoraggio
periodico dello stato di conservazione delle lapidiper garantire sempre la completa leggibilità delle scritte e l'integrità dei manufatti la cui
realizzazione è affidata ad una ditta di Rezzato (BS), una realtà produttiva che più di trent'anni fa ha assunto il ruolo di referente della storica
Commissione (originariamente composta da Sir Baker, Sir Blomfield e Sir Lutyens) nel solco di una tradizione inaugurata nell'immediato dopoguerra
grazie alla capacità imprenditoriale di alcuni famosi nomi della realtà economico-produttiva locale ma anche alla competenza degli scalpellini
rezzatesi formatisi alla Scuola delle Arti e dei Mestieri R. Vantini. La qualità del lavoro è puntualmente controllata da un responsabile della Commissione (con incarico a tempo determinato per garantire la totale correttezza del giudizio) e i manufatti vengono sottoposti anche a particolari accorgimenti nella fase di imballaggio, per garantire la perfetta fornitura anche dopo un lungo periodo di deposito. Qui la fretta non esiste, in piena controtendenza con le regole imperanti del mercato globale la tempistica non è l'elemento determinante, vale, prima di qualsiasi altra considerazione, la qualità del prodotto finito.
Note
Collegamenti Dati articolo
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