4 PASSI SULLA GUSTAV 2006
Data: 09-05-2006Autore: VARICategorie: CronacheTag: #today, manifestazioni

4 PASSI SULLA GUSTAV 2006 (5ª edizione)

Venerdì 21/04/2006 partiamo da Livorno in tre, accomunati da un'insopprimibile passione per la Seconda Guerra Mondiale e specialmente per gli eventi della Campagna d'Italia di cui la battaglia di Cassino rappresenta, a mio modesto parere, il momento determinante. In particolare il mio amico Gabriele si è addirittura portato dietro l'impareggiabile "Cassino" di Livio Cavallaro in modo da rileggerne attentamente le pagine con lo straordinario arricchimento derivante dalla visione diretta dei luoghi della battaglia.
Siamo talmente entusiasti e già immersi nelle nostre dissertazioni che incredibilmente sbagliamo treno.
Uno stupito controllore ci avverte, mentre discutiamo appassionatamente dell'attacco a Massa Albaneta, che il "nostro" treno era il successivo rispetto a quello in cui siamo saliti.
Momenti di panico, ma per fortuna è un errore rimediabile in quanto siamo ancora in tempo a prendere dalla stazione di Grosseto il treno per Roma.

Arriviamo la sera a Roccasecca dove ci aspetta il nostro amico Roberto, il quale dopo averci accompagnato all'agriturismo dove pernotteremo durante questa due giorni, ci dà appuntamento per le 22,00 per una vista della cittadina.
In particolare vengo a sapere che Roccasecca, cosa da me ignorata, è il luogo di nascita di San Tommaso.
La sera si presenta alla nostra vista un grazioso borgo medievale, ma ciò che mi preme sopratutto vedere sono quei luoghi raffigurati in diverse foto sulle battaglie di Cassino. Ricordiamoci che all'epoca questo paese si trovava nelle immediate retrovie del fronte e alla sua stazione ferroviaria arrivavano i rinforzi ad esso destinati.
Apprendo che nel luogo in cui si trovava il cimitero dei soldati tedeschi sono state costruite nel dopoguerra delle abitazioni mentre il punto in cui si trovava il famoso carro armato tedesco panther, poco fuori il centro abitato, non è per niente cambiato.

La mattina successiva la prima tappa è una visita al paese di S. Angelo e sopratutto al fiume Gari, luogo del disastroso attacco della 36^ divisione USA "Texas" del gennaio 1944.
La curiosità di vedere questo fiume descritto in modo impareggiabile nel libro di Nardini era veramente tanta ed in particolare, osservandolo, non è difficile rendersi conto come in una fredda e piovosa notte dell'inverno 1944 le sue acque vorticose e ingrossate insieme alle micidiali sventagliate delle MG42 tedesche rappresentarono per quei giovani ed inesperti "yankees" un ostacolo insormontabile.
A questo punto la mia attenzione viene attirata da un cippo commemorativo riguardante il battaglione Nippo-americano della 34^ divisione USA "Red Bull", dato che furono gli elementi di questa formazione ad entrare per primi nella mia città, Livorno, il 19 Luglio 1944.
Successivamente ci rechiamo nel paesino di Antridonati, una frazione di S.Angelo, dove ascoltiamo dalla viva voce di alcuni anziani i loro ricordi di quel periodo. In particolare al nostro arrivo nella piccola piazza del paese troviamo un simpatico e gradevolissimo "Comitato di accoglienza" con una tavola imbandita di delizie gastronomiche tipiche del luogo e tanto di cuoco intento a preparare una polenta con salsa di carne e funghi che da sola varrebbe la pena del viaggio.

Dopo questo "piccolo spuntino" ci rechiamo al cimitero tedesco di Caira, dove riposano i combattenti tedeschi, caduti a Cassino e in tutta l'Italia Meridionale, esclusa la Sicilia.
La visione di questa distesa interminabile di croci, dove l'età media oscilla tra i 20 e i 30 anni rende veramente appieno, senza dilungarci in retorici commenti, l'assurdità e la tragicità della guerra. Tuttavia ciò che colpisce è la grande cura con cui questo luogo è tenuto, indice dell'esigenza, sentita sopratutto all'estero e molto meno, purtroppo, in Italia, di conservare in modo nitido la memoria storica di questi avvenimenti e di quello che possono insegnare alle future generazioni.

A questo punto saliamo sul colle Abate dove si infranse l'attacco del C.E.F. e dove sostiamo per un pranzo "al sacco".Ci troviamo proprio nella zona dove si trovavano le difese tedesche, sulla sommità di pendii rocciosi con poca vegetazione che mi ricordano moltissimo il paesaggio del Carso. E proprio i connotati delle sanguinose "spallate" Cadorniane della prima guerra mondiale assunsero gli attacchi francesi contro questa posizione difensiva, dove il generoso impeto sprigionato dal desiderio di riscattare l'onore della Francia non fece altro che moltiplicare le loro perdite.
Nel pomeriggio Roberto ci porta davanti al Monte Castellone, luogo simbolo del coraggio e delle dolorose vicende della 34^ divisione U.S.A. . Riesce difficile immaginare come la pace e la bellezza naturale di questi luoghi sia stata sessant'anni fa infranta e sconvolta da eventi così devastanti e sanguinosi.
Chi, come colui che scrive, è appassionato di queste vicende prova delle sensazioni inebrianti nel vedere per la prima volta direttamente quei luoghi che conosce solo dalla lettura ed in particolare ciò che è stato recepito di quest'ultima è come se si arrichisse ed animasse con la conoscenza diretta.

Il giorno successivo, dopo aver visitato il cimitero del Commonwealth presso la città di Cassino, ci portiamo prima sul Castello, dove il racconto di Roberto sul sanguinoso scontro tra "i diavoli verdi" e il Battaglione Essex mi fa scoprire tutta una serie di particolari che non conoscevo, e successivamente su quota 593, uno dei luoghi simbolo del massacro dei polacchi nell'offensiva dell'11 maggio 1944.
Da tale cima abbiamo potuto vedere nella piana sottostante le rovine di Massa Albaneta , uno dei punti chiave della difesa tedesca.

La "due giorni" si conclude con un' ottima mangiata a base di piatti locali al ristorante del museo, degno finale gastronomico di un fine settimana veramente stimolante sotto tutti mi punti di vista.
In conclusione, un elogio particolare al Cassino War Memorial, dove in un ambiente sobrio e privo di fronzoli sono conservati reperti trovati nella zona o donati da veterani e una spendida raccolta di fotografie dell'epoca.

Un grazie particolare a Roberto e a tutti gli amici dell'Associazione.

Riccardo Corsini.

Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.

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