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A partire da un suo articolo del 2003 e con l'aggiunta di nuove informazioni e immagini, Roberto Molle ci ripropone questo argomento.


GUERRA PSICOLOGICA A CASSINO

Sin dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale, fu subito chiara l’importanza che poteva avere la "Propaganda".

Vennero istituiti appositi uffici, annessi peraltro ai servizi di spionaggio, che si occupavano di questa attività, che poi sarebbe stata chiamata "guerra psicologica".
Questi apparati si occupavano di preparare i testi dei messaggi da inviare agli eserciti opposti; messaggi che potevano essere trasmessi tramite dei foglietti lanciati sulle truppe avversarie, oppure letti alla radio o ancora diffusi con megafoni direttamente sul campo di battaglia.

A Cassino l'impiego di questi metodi di "convinzione" venne certamente favorito dalla sostanziale immobilità del fronte per oltre 5 mesi; ottenere la defezione dei soldati o comunque fiaccarne la volontà combattiva con questi metodi, poteva ridurre la resistenza del nemico e quindi diminuire lo sforzo combattivo.
L’obiettivo principale di questi messaggi era infatti quello di demoralizzare i soldati, inviandogli notizie, vere o false che fossero, per deprimere il loro morale, tentando di convincerli a passare alla parte opposta e quindi ad arrendersi al nemico.

Durante la battaglia di Cassino il metodo di "sparare" sulle truppe avversarie dei foglietti propagandistici, fu utilizzato in modo diffuso da entrambi gli schieramenti, tant’è che ancora oggi, a distanza di oltre 60 anni, è possibile rinvenire questi messaggi.
I foglietti venivano inseriti nei proietti di artiglieria, svuotati del loro esplosivo, oppure inseriti in piccoli calibri come ad esempio, nelle bombe da fucile; quindi venivano "sparati" direttamente sulle linee nemiche; più raramente i foglietti venivano aviolanciati.

Da parte tedesca abbiamo vari volantini che furono inviati alle truppe coloniali francesi, con l’intento di convincere i soldati a ribellarsi ai comandanti francesi, raccontando di episodi, perlopiù inventati, che si verificavano nelle colonie.
Eccone un esempio:

Un volantino piuttosto famoso è quello inviato dai tedeschi ai soldati italiani del I Raggruppamento Motorizzato; parimenti si vuole spingere gli Italiani a combattere al fianco dei tedeschi, passando le linee, contando sul fatto che molti di questi soldati avevano la famiglia nei territori ancora occupati dalle forze nazi-fasciste.

I tedeschi scrissero anche molti messaggi destinati alle truppe anglo-americane presenti nel teatro di battaglia di Cassino. Spesso erano caratterizzati da disegni grotteschi, con i quali si prendevano in giro i comandati supremi, come Roosevelt e Churchill, mentre in altri si metteva in risalto la invalicabilità della linea Gustav ed il fatto che il continuare nel tentativo di passare sarebbe costato molte vite alleate.

Gli alleati invece puntavano sull'informazione. Era fondamentale infatti informare i soldati tedeschi del pessimo andamento della guerra e sulla loro reale situazione militare.
Il soldato tedesco era pesantemente condizionato dalla propaganda nazista, che evitava accuratamente di citare cosa accadeva in patria e sugli altri teatri di guerra.
Nel 1944 infatti le sorti del conflitto erano già segnate e la sconfitta dell'Asse era solo questione di tempo, ma i soldati tedeschi continuavano a combattere con tenacia. Era quindi necessario arrivare al soldato tedesco direttamente e informarlo dell’avanzata dell’Armata Rossa verso la Germania, parlargli dei terribili bombardamenti a tappeto delle città tedesche, riportargli dello sbarco ad Anzio delle truppe alleate; tutte notizie che avrebbero dovuto demoralizzarlo e forse spingerlo al più presto alla resa.

Un altro esempio è questo volantino, contenuto insieme ad altri in una ogiva da 75 mm rinvenuta qualche anno fa vicino al fiume Melfa a Roccasecca.
Grazie al sig. Greco Antonio sono venuto in possesso di un esemplare e ho fatto eseguire la traduzione.

Sulla prima facciata si legge:

"Divisioni alleate sbarcate alle porte di Roma! Spezzate posizioni costiere tedesche. Aggirata la principale linea di combattimento. Inizia la grande battaglia di accerchiamento!"

sulla seconda facciata:

"Alleati sbarcati presso Roma! Forti divisioni della 5ª Armata con carri armati ed artiglierie pesanti si trovano ora tra te e Roma. La linea principale di combattimento a sud è aggirata. Il nemico è davanti a te e alle tue spalle. La battaglia a sud diventa una battaglia di accerchiamento. Sotto la protezione di pesanti unità navali e sovrastante forza aerea alleata si chiude inesorabilmente un cerchio. In un sol colpo la tua posizione è diventata disperata. Ogni tentativo di fuga può portare a perdite sanguinose, come a Stalingrado. Il futuro più vicino ti porta una Stalingrado insanguinata e senza senso o il passaggio spietato sotto le forche caudine dei bombardamenti degli aerei anglo-americani, oppure una resa ordinata come a Tunisi".

E' evidente l'intendimento degli alleati. Dato in testo del messaggio, è possibile datare l'impiego del volantino tra la fine di gennaio e il febbraio 1944, all'indomani cioè dello sbarco di Anzio.

Gli americani usarono questo sistema anche per avvertire coloro che si trovavano nell'Abbazia di Montecassino dell'imminenza del bombardamento, allo scopo di allontanare i civili e i monaci.
Nella fattispecie però il messaggio era poco chiaro ed esplicito e fu inviato solo due giorni prima del bombardamento.

Le testimonianze riportano che un volantino fu raccolto da padre Agostino il quale, dopo essersi consultato con l'Abate, si recò negli scantinati dell'Abbazia per avvertire i civili; questi non compresero bene l'importanza dell'avvertimento e pensarono che fosse un trucco dell'Abate per allontanarli dall'Abbazia, dubbio supportato anche dal fatto che i monaci dissero che in ogni caso essi non sarebbero andati via.
Purtroppo in molti decisero di rimanere, con le conseguenze che conosciamo.

Raccolta di immagini « Propaganda e Informazione »

Dati articolo

  • Titolo: GUERRA PSICOLOGICA A CASSINO
  • Autore: ROBERTO MOLLE
  • Sezione generalista: Riflettori su...
  • Data di pubblicazione sul sito: 24-01-2008
  • Visitatori che hanno letto questo articolo: 2409
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