Autore: VALENTINO ROSSETTI
Categorie: Le battaglie
Tag: #marzo 1944, #maggio 1944, cassinoLa terza battaglia di Cassino
Il primo di questi provvedimenti fu l'operazione "Strangle" (strangolamento) delle Forze Aeree alleate che cominciò nel marzo 1944 e si protrasse per mesi. Il compito era di interrompere le vie di comunicazioni delle Armate tedesche dall'Italia settentrionale e dalla Germania. Tuttavia, malgrado i massicci attacchi aerei, non riuscì facile agli alleati di interrompere i rifornimenti al Gruppo di Eserciti di Kesselring. L'operazione "Strangle" fu considerata dal Comando Tedesco come l'anticipo della imminente battaglia decisiva sulla Linea Gustav. Rimaneva soltanto sospesa la domanda su quando e come Alexander avrebbe sferrato la nuova offensiva. Nel caso in cui gli Alleati avessero rinunciato ad altro grosso sbarco, magari a nord di Roma, c'era da temere un vasto e profondo attacco della 5ª Armata americana e dell'8ª Armata britannica contro il centro e l'ala meridionale del fronte di Cassino. Poiché Kesselring stimava in modo particolare il Corpo di Spedizione francese, la sua dislocazione poteva fornire preziose indicazioni sulle possibili intenzioni del Comando alleato. Egli perciò ordinò alla 10ª Armata tedesca di comunicargli immediatamente la nuova posizione del Corpo francese che, nel frattempo, era stato tolto dalla sua precedente zona di attacco.
La 10ª Armata tedesca eseguì in queste settimane diversi raggruppamenti. La 15ª Divisione Panzer Grenadier fu tolta dal fronte. Il suo settore fu preso dal Gruppo di combattimento Bode, un reparto che era composto prevalentemente da aliquote della 305ª Divisione di fanteria. Trasferì il comando generale del XIV° Corpo corazzato dalla costa tirrenica al fiume Liri. Le divisioni tra il Liri e Alfedena negli Abruzzi erano ormai sottoposte al LI° Corpo da montagna (generale Feuerstein). Proteggeva la posizione chiave intorno a Cassino la 1ª Divisione paracadutisti. La città e il monte del Monastero erano tenuti dal 4° Reggimento paracadutisti. Il Reggimento Heilmann chiudeva verso nord-ovest. Suo vicino di sinistra era il Gruppo di combattimento Ruffin, costituito da due battaglioni alpini, sottoposto alla 1ª Divisione paracadutisti. Il 1° Reggimento paracadutisti, al quale erano stati sottoposti in aggiunta due battaglioni di granatieri, stava in profondità come riserva della Divisione.
Anche il XV° Gruppo di Eserciti alleato si preparava alla battaglia decisiva. Il Corpo di Spedizione francese era stato trasferito al corso superiore del Garigliano e aveva occupato la testa di ponte del X° Corpo britannico. Il suo precedente settore nei monti a nord di Cassino era stato preso dal 2° Corpo polacco (generale Anders) mentre il II° Corpo americano, costituito dalle Divisioni 85ª e 88ª statunitensi, era pronto al Garigliano inferiore. il Corpo neozelandese era stato staccato dal XIII° Corpo britannico dietro al quale era pronto il I° Corpo canadese. Il X° Corpo britannico si era avvicinato al Rapido superiore. Così si era adunata la massa dell'8ª Armata britannica nel settore di Cassino, mentre nel settore adriatico c'erano ancora due divisioni britanniche.
Nella tarda serata dell'11 maggio incominciò la poderosa offensiva del XV° Gruppo di Eserciti alleato. Un segnale della BBC di Londra, alle ore 23, diede il via al fuoco di preparazione di 1600 pezzi di artiglieria alleata. A mezzanotte le divisioni della 5ª e dell'8ª Armata passarono all'attacco. Alle prime luci dell'alba, gli aviatori alleati si precipitarono sui loro bersagli al fronte e nel retroterra. Furono eliminati il Quartiere Generale della 10ª Armata tedesca ad Avezzano e il posto di combattimento del XIV° Corpo corazzato ad opera di attacchi con bombardieri pesanti. Il comandante in capo della 10ª Armata, generale colonnello von Vietinghoff e il comandante del XIV° Corpo corazzato, generale von Senger, si trovavano in questo periodo in licenza in Germania. Furono subito richiamati al fronte. Quando entrambi i generali tedeschi arrivarono sul fronte dell'Italia meridionale, la svolta decisiva era già avvenuta nel settore del Corpo di Spedizione francese che, nel frattempo, era stato rafforzato con quattro divisioni.
Nella notte del 12 maggio le truppe del generale Juin sferrarono il loro attacco concentrato contro le posizioni della 71ª Divisione di fanteria tedesca, al Garigliano superiore. Già nella notte la 2ª Divisione di fanteria marocchina era riuscita ad impossessarsi di Monte Faito, tatticamente importante. Con ciò era libera la via per Monte Majo, il pilastro meridionale del cancello d'ingresso per Roma. I Marocchini espugnarono il monte nel pomeriggio del 12. Ora avanzava, a nord della 2ª Divisione marocchina, la 1ª Divisione motorizzata del generale Brosset (entrata di recente in Italia) all'attacco nella Valle del Liri. Essa conquistò il 13 maggio Sant'Andrea, Sant'Ambrogio e Sant'Apollinare, e a nord di questi raggiunse il Liri. Più lontano, nel lato sud, le divisioni di Juin avevano guadagnato terreno. Anche la 4ª Divisione marocchina da montagna, un altro nuovo reparto, e la 3ª Divisione di fanteria algerina, erano penetrate nella Linea Gustav e avevano scacciato la 71ª Divisione tedesca dalle sue postazioni. Castelforte, situata nella Valle dell'Ausente, in alto, era nelle mani della 3ª Divisione di fanteria algerina. Il generale Juin vide arrivare la grossa occasione. Subito egli colpì dal sud nel fianco della 71ª Divisione. La Divisione algerina penetrò nella Valle dell'Ausente, con direzione Ausonia, dove stava l'artiglieria della 71ª Divisione tedesca. La 4ª Divisione marocchina da montagna preparò il suo attacco decisivo obliquo attraverso i Monti Aurunci.
Il II° Corpo americano procedette in avanti più lentamente del Corpo di Spedizione francese. Le Divisioni 85ª e 88ª, che erano arrivate poco prima dagli Stati Uniti, non possedevano nessuna esperienza di combattimento. La battaglia dell'88ª si concentrò prima di tutto intorno alla località di Santa Maria Infante, che si trovava nel settore della 94ª Divisione di fanteria tedesca. Soltanto il 13 maggio la località fu liberata dagli Americani, ai quali porto uno sgravio sensibile la rapida avanzata dei Francesi. I successi dei Francesi costrinsero infatti la 94ª Divisione a rinunziare (14 maggio) alla sua precedente posizione ed a ripiegare su una linea posteriore. La rapida avanzata del Corpo di Spedizione francese favorì in questi giorni anche l'attacco del XIII° Corpo britannico (generale Kirkman), che aveva il compito di varcare il Rapido ed il Gari tra Cassino e lo sbocco del Liri e di avanzare, poi, nella vallata. L'8ª Divisione indiana, attaccante all'ala sinistra del XIII° Corpo (generale Russel), arrivò al di là del corso del fiume. Li, a tergo, i pionieri gettarono due ponti e al mattino del 13 maggio poteva seguire un reggimento canadese di carri armati. Con minor successo combatté la 4ª Divisione britannica (generale Ward) che era stata disposta a sud di Cassino per l'assalto oltre il Rapido. Dopo una forte preparazione di artiglieria, la Xª e la XXVIIIª Brigata riuscirono a conquistare una stretta striscia di terreno oltre il Rapido; però la XXVIIIª Brigata fu ricacciata indietro nello stesso giorno ad opera di un contrattacco tedesco; la Xª Brigata, invece, riuscì ad amplificare la testa di ponte, e nella notte seguente (14 maggio) i pionieri britannici costruirono un ponte sul Rapido.
La 10ª Armata tedesca, di fronte allo sviluppo della situazione generale del fronte di Cassino, si vide costretta a gettare nella battaglia tutte le riserve a disposizione. La 90ª Panzer Grenadier era già, con alcune aliquote, entrata in lotta contro il XIII° Corpo. Furono avvicinati dal settore adriatico altri reparti della 305ª Divisione di fanteria. Entrarono in campo due battaglioni della 114ª Divisione di cacciatori con le riserve di altre divisioni. Le truppe tedesche soffrivano in maniera particolarmente severa sotto gli attacchi concentrati dell'aviazione alleata, la quale non soltanto logorava i difensori ed annientava le loro armi, ma impediva perfino al Comando di fare durante il giorno i movimenti più limitati di truppe sul campo di battaglia e nel retroterra.
Il 14 maggio il XIII° Corpo britannico continuò i suoi attacchi. La 78ª Divisione avanzò verso ovest e raggiunse il 15 maggio la strada Cassino-Pignataro. Nella stessa giornata, la 1ª Divisione francese penetrò dal sud nella Valle del Liri, in S.Giorgio. Nel mezzo di questi successi britannici e francesi, l'ala destra del LI° Corpo da montagna tedesco che confinava con il Liri, incominciò a vacillare. L'8ª Armata utilizzò immediatamente la fortunata possibilità che cominciava a profilarsi e diresse il I° Corpo canadese (generale Burns) alla sua ala sinistra nella battaglia con l'incarico di impadronirsi di Pontecorvo. Il 16 di maggio il generale Burns andò all'attacco e il 18 le sue truppe stavano a Pontecorvo davanti alla linea "Senger Riegel", chiamata dagli Alleati Linea Adolf Hitler. Questa posizione era stata portata sistematicamente a compimento con un lavoro durato dei mesi. Essa andava da Terracina alla costa tirrenica al di là di Pico, obliquamente attraverso la Valle del Liri, fino a Monte Cairo. Lo scopo della Senger-Riegel era quello di arrestare qui, nel caso di uno sfondamento degli Alleati attraverso il fronte di Cassino, l'avanzata nemica.
Mentre le truppe del XV° Gruppo di Eserciti avanzavano già nel settore meridionale del fronte di attacco, il 2° Corpo polacco (generale Anders) non era ancora riuscito ad assolvere il compito di conquistare a nord di Cassino le posizioni tedesche e Monte Cassino. il generale Anders portò il suo attacco con due divisioni e una brigata corazzata. Per ultimo era stata costruita, nelle passate settimane, ad opera dei pionieri, una strada nelle alture a nord-ovest di Monte Cassino. L'attacco della 5ª Divisione polacca, che iniziò la notte tra l'11 e il 12 maggio, si diresse verso Colle S.Angelo. Di lì la Divisione doveva incalzare su Monte Cairo. Ma l'attacco naufragò sotto le perdite severe provocate dal fuoco dell'artiglieria tedesca. Il generale Anders fu costretto, alla sera del 12 maggio, a riportare la sua 5ª Divisione alle posizioni di partenza. Non ottenne un esito migliore la 3ª Divisione polacca. Era, però, riuscito alla XVª Brigata Cacciatori dei Carpazi di questa Divisione, di conquistare con un' azione di sorpresa l'importante Monte Calvario (Quota 593) a nordovest di Monte Cassino. I paracadutisti tedeschi contrattaccarono ripetutamente i Polacchi sulla montagna per tutta la giornata del 12. Il quarto attacco riuscì, malgrado la disperata resistenza dei Cacciatori dei Carpazi. Le perdite del Battaglione polacco, che difendeva la cima di Quota 593, possono dimostrare quanto valorosamente esso abbia combattuto: a mezzogiorno del 12 maggio erano in grado di combattere soltanto un ufficiale e sette soldati. Così il generale Anders, alla sera del primo giorno di attacco, ritirò anche la sua 3ª Divisione. Nei giorni 13 e 14, i Polacchi attaccarono per la quarta volta, senza però pervenire ad alcun successo. Era soltanto l'ostinata resistenza dei paracadutisti e del Gruppo da combattimento Ruffin quella che faceva naufragare gli attaccanti polacchi. Essi soffrirono duramente sotto il fuoco dell'artiglieria tedesca. L'efficacia di quest'ultima era stata palesemente accresciuta per via dell'aspro terreno privo di copertura; inoltre, si era trovata in una favorevole posizione quando, ad opera dei suoi osservatori su Monte Cifalco, alto 947 metri, poté avere la visione totale dell'intera zona di attacco del 2° Corpo polacco. I Polacchi cercavano, mediante nebbie artificiali, di difendersi dalla osservazione che li seguiva dal monte. Ma cio riuscì loro soltanto qualche volta. Così apparve per la prima volta scongiurato il pericolo che sovrastava la 1ª Divisione paracadutisti in questa zona della lotta. Però, lo sviluppo della situazione al fianco destro della Divisione, di fronte al XIII° Corpo britannico che premeva ad ovest, dette motivo ad una preoccupazione maggiore. In data 17 maggio, la 78ª Divisione britannica espugnò Piumarola, e al nord di questa la 4ª Divisione britannica attaccò ad ovest di Cassino fin sulla Via Casilina. Con cio i reggimenti della 1ª Divisione paracadutisti erano separati alle spalle dalle loro linee di comunicazione.
Ancora più minacciosa si presentava la situazione all'ala destra della 10ª Armata tedesca. Lì, il generale Juin raccolse fin dal 13 maggio sotto il comando del generale Guillaume, da aliquote della 4ª Divisione marocchina da montagna e dai suoi "Goumiers", una truppa di assalto di 12.000 uomini e di 4.000 animali da soma. Il 14 maggio, Guillaume venne all'attacco sui Monti Aurunci. Il suo primo obiettivo era Monte Petrella, dominante con i suoi 1533 metri, che si trovava già largamente nel cuore della Linea Gustav. Senza tanto preoccuparsi di quello che poteva accadere ai suoi fianchi, il Gruppo d'assalto Guillaume attaccò impetuosamente attraverso la montagna scoscesa priva di strade, ed espugnò il 16 maggio il Monte Petrella. Subito i Marocchini irruppero su Monte Revola che occuparono nello stesso giorno. Qui, la truppa d'assalto fu rifornita per via aerea. Senza sosta il suo attacco proseguì. Alla sera del 17, essa conquistò Monte Faggeto e pose sotto il suo controllo la strada Itri-Pico, attraversamento obliquo vitale per il XIV° Corpo corazzato tedesco. Anche l'ala destra del Corpo di Spedizione francese fece rapidi progressi. La 3ª Divisione di fanteria algerina ricacciò indietro presso Castelnuovo il 115° Battaglione esploratori tedesco e conquistò, insieme con aliquote della 2ª Divisione di fanteria marocchina, Ausonia, tatticamente importante. Gli Algerini incalzarono in direzione di Esperia, ma furono temporaneamente fermati da un contrattacco del 200° Reggimento Panzer Grenadier (90ª Divisione). Purtroppo, già al 17 maggio conquistarono Esperia, mentre nella stessa giornata la prima Divisione francese entrava in possesso di Monte Oro. Al 19, i Francesi stavano immediatamente a sud di Pico. L'attacco di sfondamento dei Francesi, oltremodo accorto e sferrato con abilità, aveva già con la conquista di Monte Petrella deciso la battaglia a favore degli Alleati.
Il XIV° Corpo corazzato tedesco era battutto in maniera schiacciante. Il generale von Senger, che era ritornato dalla Germania il 17 maggio, aveva gettato il 20 maggio la 26ª Divisione corazzata, abilissima in battaglia, nel settore della 71ª Divisione recentemente annientata, ma neanche la 26ª Divisione poteva più mutare la situazione. Anche la 94ª Divisione di fanteria tedesca era in attesa dell'inevitabile disfatta. Minacciata dai Francesi che avanzavano speditamente ai fianchi e alle spalle, essa impegnò una cruenta e disperata lotta contro il II° Corpo americano. Il 17 maggio gli Americani conquistarono Formia, situata sulla costa; poco più tardi guadagnarono Itri e al 19 maggio entrarono in possesso di Monte Grande che dominava da ovest la strada Itri-Pico.
Una settimana dopo i soldati del II° Corpo americano tendevano la mano ai loro camerati del VI° Corpo nella testa di sbarco di Anzio.
Nota dell’Autore:
Questo lavoro è debitore nei confronti di molti testi consultati, che ne hanno permesso la stesura. In particolare al
volume: BOEMLER R., Monte Cassino, Castoldi e Baldini, Milano, 1964.
Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.