Autore: VALENTINO ROSSETTI
Categorie: Le battaglie
Tag: #marzo 1944, #maggio 1944, cassinoLa prima battaglia di Cassino (17 gennaio – 7 febbraio)
Il X° Corpo britannico al Garigliano aveva il compito di condurre un’offensiva che aprisse da sud la Valle del Liri alla 5ª Armata americana, spianandole la via verso Roma. Qui si trovava il settore decisivo dell’intero sbarramento difensivo: la Linea Gustav. Nella vallata si immette da sud-est la Strada Statale n. 6 (la Via Casilina), la strada principale che la 5ª Armata americana seguiva nmella sua avanzata. Per la 10ª Armata tedesca e per il XIV° Corpo corazzato (generale von Senger-Etterlin), la via Casilina era invece il cordone ombelicale dal quale passavo tutti i rifornimenti per il fronte tedesco di Cassino.
Le battaglie combattute finora avevano reso palese che la 5ª Armata perfettamente motorizzata e provvista di fortissimi mezzi corazzati, a causa del territorio montuoso dell'Italia meridionale, non aveva potuto utilizzare appieno la sua superiorità sui reparti corazzati e veloci. Queste difficoltà sarebbero finite per la 5ª Armata quando si fosse riuscito ad ottenere l'accesso alla Valle del Liri. A quel punto per il generale Clark, si sarebbe aperta una via diretta, al cui termine c’era Roma, la capitale italiana Tutto ciò era ben presente anche al feldmaresciallo Kesselring che ebbe quindi rafforzare in maniera particolare proprio questa parte della Linea Gustav. Il “cancello d'ingresso per Roma”, così gli alleati definivano la Valle del Liri, sarebbe però rimasto inaccessibile alle divisioni degli alleati fino a quando essi non avessero conquistato almeno uno dei due monti che si ergevano a guardia appunto dell’ingresso della valle: il Monte Majo, a sud della Valle del Liri e il Monte Cassino, sul lato nord, la cui base fiancheggia per un lungo tratto la via Casilina.
Tali presupposti erano chiari anche ai tedeschi i quali curarono particolarmente il dispositivo di difesa nell'ambito di queste due montagne. Tuttavia Kesselring, conscio delle pesanti battaglie che si sarebbero svolte in quei luoghi, cercò di adottare delle misure per non coinvolgere l'Abbazia Benedettina che occupa appunto la cima del Monte Cassino Da questo monte scendeva verso il fiume Rapido la parte anteriore del fronte difensivo tedesco fino al confine orientale di Cassino e ai piedi delle alture poste a nord della città. I posti di osservazione dell'artiglieria tedesca furono allestiti soltanto ai pendii inferiori di Monte Cassino. I tedeschi non pensarono mai di utilizzare per gli apprestamenti di difesa la vicinanza diretta dell'Abbazia, né tanto meno gli edifici dell'Abbazia stessa. Per questa ragione Kesselring aveva disposto intorno al monastero una zona di interdizione con un raggio di trecento metri, proibita ad ogni soldato tedesco; appositi cartelli avvertivano del divieto. La difesa del fronte di Cassino, da Alfedena fino al Golfo di Gaeta, era assegnata al XIV° Corpo corazzato tedesco. Alla destra del Corpo appoggiata al fiume Garigliano vi era la 94ª Divisione di fanteria, ancora poco esperta al combattimento (generale Pfeiffer, e più tardi il generale Steinmetz), con anche una postazione sui Monti Aurunci. La 15ª Divisione Panzer Grenadier controllava l'accesso alla Valle del Liri, con la parte sinistra a sud di Cassino. Nella città di Cassino si trovava la 44ª Divisione di fanteria Hoch und Deutschmeister (generale Dr. Franck), che doveva proteggere il settore da Cassino fino alla Valle del Belmonte. Al settore di sinistra, da Monte Cifalco fino a nord-ovest, c'era la 5ª Divisione da montagna.
Il 15 gennaio 1944, il II° Corpo americano (generale Keyes) aveva conquistato Monte Trocchio a sud-est di Cassino. Il monte offriva delle ottime possibilità di osservazione nel settore della 15ª Panzer Grenadier e della 44ª Divisione di fanteria, fino a penetrare nella Valle del Liri. Ora il generale Clark doveva procedere rapidamente. L’inizio dell’operazione Shingle, con lo sbarco delle truppe americane ad Anzio, a sud di Roma e ampiamente alle spalle del fronte di Cassino, era stabilito per il 22 gennaio. Per quella data l’offensiva sul fronte di Cassino dovevano essere in pieno svolgimento al fine di sottrarre le riserve tedesche dalla zona di Roma e aumentare le possibilità di successo dello sbarco. A ciò si aggiunge che la rapida apertura della Valle del Liri avrebbe permesso alla 5ª Armata di collegarsi al VI° Corpo americano presso Anzio.
Il 17 gennaio il generale McCreery, con il X° Corpo britannico, passò all'offensiva sul Garigliano. Egli disponeva della 46ª e della 56ª Divisione britanniche; ricevendo inoltre di rinforzo la 5ª Divisione britannica spostata dal settore adriatico. L'attacco di McCreery cominciò la sera del 17 dopo una forte preparazione di artiglieria. La 5ª Divisione, situata all'ala sinistra del Corpo, al primo assalto, ricacciò indietro oltre il Garigliano gli avamposti tedeschi da combattimento. Poi attestò la sua XIIIª Brigata a nord della Via Appia, oltre il fiume; e nella giornata del 18 prese, l'uno dopo l'altro, Minturno e Tufo. Lo stesso giorno anche l'attacco della 56ª Divisione britannica, a nord della 5ª Divisione, sortì un esito favorevole. Le sue truppe avevano potuto attraversare il Garigliano senza serie difficoltà. Esse erano penetrate in profondità nelle posizione del 276° Reggimento di granatieri tedesco. Verso sera, la 56ª Divisione faceva avanzare già i primi carri oltre il fiume. La 46ª Divisione britannica si batté, invece, meno felicemente. Essa aveva il compito di recarsi, da tutte e due le parti, da S.Ambrogio sul Garigliano e proteggere, durante la sua ulteriore avanzata, il fianco sinistro del Il Corpo americano il quale, il 20 gennaio, doveva passare all'attacco contro il corso inferiore del Rapido per lo sfondamento diretto della Valle del Liri. L'attraversamento del fiume da parte della 46ª Divisione non riuscì però in nessun lungo. Tutti i suoi tentativi furono respinti e fu costretta a sospendere gli attacchi il 18 gennaio.
Di fronte alla 5ª e alla 56ª Divisione, la 94ª Divisione di fanteria tedesca incappò in una situazione critica. Qui, la 94ª Divisione già alla prima giornata di combattimento era stata respinta dalla sua posizione nella montagna priva di ogni riparo. Per il XIV° Corpo corazzato tedesco era evidente l'imminente pericolo che, inevitabilmente, si sarebbe aggravato con le ulteriori avanzate del X° Corpo britannico: esso minacciava la rottura nella Valle del Liri da sud-est e, conseguentemente, il crollo del fronte di Cassino. Per risolvere questa difficile situazione, erano necessarie nuove truppe. Ma né il XIV° Corpo corazzato né la 10ª Armata disponevano di riserve sufficienti. Una ulteriore spinta in avanti del X Corpo britannico avrebbe potuto essere decisiva per le sorti della campagna. Kesselring decise di inviare al Garigliano lo Stato Maggiore del I° Corpo paracadutisti (generale Schlemm), costituito in Italia nell'autunno del 1943, per poter normalizzare la situazione con un contrattacco. Pose agli ordini di Schlemm la riserva strategica che fino ad allora era stata concentrata intorno a Roma e consisteva della 29ª e della 90ª Divisione Panzer Grenadier. Se gli Alleati avessero effettivamente sbarcato presso Roma, sarebbe rimasto sempre del tempo per rivolgersi a questo nuovo focolaio di pericolo.
Il generale Schlemm ordinò il contrattacco della 29ª Panzer Grenadier, alla quale sottopose il 276° Reggimento di granatieri e il 194° di artiglieria della 94ª Divisione di fanteria, contro la 56ª Divisione britannica che avanzava verso Ausonia. Al pomeriggio del 20 gennaio, la 29ª Divisione attaccò battaglia. Al primo assalto ricacciò indietro, verso est, su Castelforte la 56ª Divisione britannica. Il contrattacco della 29ª Divisione colpì direttamente la 56ª nel momento sfavorevole in cui essa si spostava in avanti per poter sostenere la fanteria britannica nella sua ulteriore avanzata. Adesso, i fanti inglesi si trovavano improvvisamente esposti al contrattacco tedesco senza protezione di artiglieria. Con quest'azione della 29ª Divisione fu scongiurato l'incombente pericolo all'ala destra dello schieramento tedesco. Intanto la 90ª Divisione, per la prima volta in battaglia, costituì uno stabile fronte di difesa contro la 5ª Divisione britannica nella zona di Minturno, anche se non riusci ad evitare che la 5ª Divisione si impossessasse di Monte Natale a nord-ovest di Minturno.
La 46ª Divisione britannica intanto riuscì ad oltrepassare il Garigliano ed espugnò Monte Juga malgrado la tenace resistenza della 90ª Panzer Grenadier. Contemporaneamente, il VI° Corpo americano (generale Lucas) la mattina del 22 gennaio aveva sbarcato ad Anzio due divisioni rafforzate con il compito di guadagnare terreno verso nord e di bloccare la via Casilina, la via di rifornimento del fronte tedesco di Cassino. Poiché le riserve strategiche dell'Esercito erano impegnate al Garigliano, il generale Lucas non incontrò al momento dello sbarco nessuna resistenza degna di nota da parte dei Tedeschi. Kesselring modificò nuovamente e rapidamente la disposizione delle sue unità. Egli richiamò dal fronte di Cassino lo Stato Maggiore del I° Corpo paracadutisti e la 29ª Divisione Panzer Grenadier e le impegnò senza indugiare sul fronte di Anzio. La situazione sul Garigliano, dove il XIV° Corpo corazzato tedesco aveva riassunto il comando, sembrava per il momento stabilizzata.
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