DIARIO DI GUERRA - Sergente A.U.C. Gino Damiani
Data: 26-09-2002Autore: ERNESTO DAMIANICategorie: TestimonianzeTag: #gennaio 1944, #febbraio 1944, #marzo 1944, #aprile 1944, #maggio 1944, #giugno 1944, #post giugno 1944, bersaglieri, italia
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DIARIO DI GUERRA - Sergente A.U.C. Gino Damiani
8ª Compagnia Bersaglieri A.A., 29° Battaglione Bersaglieri ciclisti, 4° Reggimento Bersaglieri, 1° Raggruppamento Motorizzato.

Premessa

Era da lungo tempo che meditavo di dattiloscrivere gli appunti scritti a mano, che formano il diario di guerra di mio padre quale membro del Corpo Italiano di Liberazione, che combattè per liberare l’Italia dai Tedeschi invasori. Ho preso finalmente la decisione di farlo, stimolato dalla scoperta del sito internet DAL VOLTURNO A CASSINO e dopo avere verificato la disponibilità a pubblicare il diario in forma di articolo. La professionalità di questo sito mi garantisce che questo diario, per me ovviamente di grande valore sentimentale, verrà utilizzato nella maniera migliore possibile.

In questo diario è raccontata su base giornaliera, la storia di un anno e mezzo di vita di uno dei tanti giovani, classe 1922, che si trovarono a rischiare, e talvolta a perdere, la vita, in uno dei momenti più tormentati della storia d’Italia, sperando di contribuire alla rinascita politica e morale del proprio paese. E’ storia raccontata non dal punto di vista dei Comandanti, che volavano alto come gli uccelli, ma dal punto di vista dei cittadini-soldati, che strisciavano, e spesso non metaforicamente, sul terreno, come i vermi.

La trascrizione è fedele. Le note hanno l’unico scopo di aiutare la lettura, chiarendo per quanto possibile il contesto storico in cui si svolgevano i fatti, e fornendo informazioni aggiuntive su fatti e persone. Hanno anche lo scopo di dimostrare la veridicità di quanto descritto da mio padre.
Al di là della documentazione degli eventi bellici che coinvolsero mio padre in quel periodo e in quella zona del fronte, che ha indubbio interesse per lo storico, in questi appunti anche il lettore comune potrà trovare motivi di profondo interesse: coraggio e paura, depressione ed allegria, romanticismo e passione amorosa, cameratismo e antipatia, amor di patria, fame, fatica fisica e spirituale, dolore fisico e morale. Lo spettro completo delle emozioni comuni a tutti gli uomini è espresso in questo diario di guerra, perché la guerra è storia di uomini.

Mio padre faceva parte del 29° Btg. Bersaglieri. Le ultime righe del suo Diario sono rivolte ai compagni d’arme, che avevano attraversato quei giorni assieme a lui. Nel diario sono citati nomi di amici, ufficiali, commilitoni. Spero vi sia ancora qualcuno di loro che possa rileggersi in questi appunti e magari essere stimolato a trascrivere i propri ricordi di quel periodo. I ricordi non costano mai poco, ma certamente il prezzo pagato per quei ricordi è stato molto alto, ed è per questo che varrebbe la pena di conoscerli in maniera approfondita, prima che vadano persi per sempre. Spero anche che qualcuno possa riconoscersi nei volti, emozionanti, dei giovani, che sono ritratti nelle foto che formano l’album fotografico allegato al testo (pagina 10).

A differenza degli altri paesi, dove i veterani usano formare associazioni e mantenere stretti i legami tra di loro, in Italia, questo non usa, o usa poco. Sarebbe bello se i compagni d’arme di mio padre volessero associare le loro memorie, magari sotto forma di libro, e così riunirsi una volta ancora e di più, come in quelle foto.

Gino Damiani

Nato a Pratola Peligna, classe 1922, Gino Damiani si era diplomato presso il liceo classico "Tito Livio" dell'L'Aquila. Chiamato alle armi nell’aprile 1941, era stato lasciato in congedo illimitato provvisorio fino al 1943, periodo questo che aveva sfruttato per iscriversi all’Università di Roma "La Sapienza", dove aveva iniziato a seguire i corsi di Giurisprudenza. Studente universitario come tutti gli A.U.C., fu richiamato alle armi nel dicembre del 1942, e comandato a presentarsi nel febbraio del 1943, prima al Distretto militare di Chieti, e poi al Deposito del 49° Rgt. Ftr. ad Ascoli Piceno, da dove fu infine avviato al 9° Btg. d’Istruzione del 5° Corso d’addestramento A.U.C. . L’8 settembre lo colse a Grottaglie, da dove iniziò la sua storia come Volontario del "Raggruppamento scuola Curtatone e Montanara", del “1° Raggruppamento motorizzato" e del "Corpo Italiano di Liberazione". Alla fine del ciclo operativo nel luglio 1944, dopo essere stato promosso Sottotenente di complemento nell’ottobre 1944, fu trasferito nel dicembre dello stesso anno all’8° Gruppo Btg. Comando, III Btg. Servizi. Era in questa posizione l’8 maggio 1945, quando fu ufficialmente dichiarata la cessazione dello stato di guerra sul territorio italiano.

Collocato in congedo nel gennaio 1946, finalmente tornato ad una vita normale per quanto consentito dalle rovine della guerra, nell’ottobre dello stesso anno si sposò, si laureò in Legge a Roma nel 1949, cominciò a lavorare al Ministero delle Finanze. Entrò a far parte dell’Avvocatura dello Stato. Ebbe conferito il diploma d’onore in riconoscimento della sua partecipazione alla Guerra di Liberazione, sia dallo Stato italiano che dagli Alleati, nonchè la Croce al merito di guerra nel 1950. Nominato tenente ad anzianità nel 1964 e capitano nel 1965, moriva a Pordenone il 6 ottobre 1966, per le conseguenze di una epatite virale contratta durante la guerra.

Aveva 44 anni.

Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.

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