Autore: MARTIN BLUMENSON
Categorie: Le battaglie
Tag: #febbraio 1944, #marzo 1944, bombing, cassino, montecassino-abbaziaEaker, comunque, sostenne che i difensori non avevano ricevuto alcun rinforzo durante la battaglia. Scrisse Eaker:
“Io penso che se fossi rimasto sempre a Washington e non avessi conosciuto profondamente il terreno intorno a Cassino, mi sarei molto meravigliato per quanto era accaduto in questa battaglia”.
Visto che la carta indicava Cassino come una città raccolta ai piedi di una montagna ed a cavalcioni della strada
principale che conduceva nella Valle del Liri aggirando la montagna, perché il Comando Alleato non aveva superato Cassino
facendo una deviazione a sinistra nell'ampia valle? Questo sarebbe stato forse possibile con il tempo asciutto.
Ma il terreno, durante la maggior parte dei primi tre mesi del 1944, era una palude di fango che aveva impantanato non
solo i carri armati e gli automezzi ma anche i fanti. Ecco perché Cassino costituiva un blocco stradale e perché doveva
essere conquistata prima di tentare un'offensiva su larga scala attraverso la valle. Inoltre, i comandanti terrestri
dovevano occupare il massiccio a nord di Cassino, prima di invadere la valle onde impedire all'avversario di far fuoco
alle spalle dell'avanguardia, di lanciare contrattacchi e di usare le alture come posti di osservazione.
Il generale Eaker aveva osservato i carri e la fanteria muoversi verso il margine orientale di Cassino e non poter più
proseguire. Le bombe avevano creato dei tremendi crateri che si erano subito riempiti d'acqua; dovevano perciò essere
superati da ponti oppure riempiti prima che i carri potessero procedere. Inoltre i dirupi ed il terreno circostante non
transitabile, impedivano ai carri di aggirare le buche. Scriveva Eaker:
“Voi ricorderete che io vi avevo avvertito per lettera, prima della battaglia di Cassino, di non aspettarvi da questa operazione uno sfondamento su vasta scala. Quella stima della situazione si e'dimostrata esatta”.
Né era possibile, con le forze a disposizione, truppe
stanche e depresse, prevedere un'avanzata in profondità nella zona di Cassino fino a quando il terreno non si fosse
asciugato. Anche mentre scriveva, Eaker commentava che stava piovendo a catinelle.
Il generale Eaker era consapevole che alcune persone estranee al teatro di operazioni avrebbero attribuito il fallimento
delle azioni terrestri alla mediocre prestazione delle forze aeree. Sulla linea del fronte non c'era una sensazione del
genere. Tenuto in conto il cattivo tempo, i generali Wilson, Devers, Alexander e Clark, consideravano che le forze aeree
avevano fatto tutto il possibile.
Gli ufficiali dell'Aeronautica a Washington furono comprensivi. il generale Giles inviò le sue congratulazioni e
l'assicurazione che il generale Arnold e tutto il personale del Q.G. dell'Aeronautica e dell'Esercito si compiacevano
per la bellissima dimostrazione di potere aereo dato a Cassino. La loro disapprovazione, invece, era diretta contro i
ragazzi del suolo cosi li chiamava Giles, che non ne avevano approfittato. I comandanti delle Unità aeree, egli diceva,
non hanno mai garantito la possibilità di atterrare sul pietrisco e di occupare il terreno, Gli avieri pensavano che le
operazioni terrestri successive al bombardamento non avevano sfruttato che in maniera insignificante il più grande
concentramento di potere aereo del mondo. E' un vero peccato che le nostre forze di terra non si siano spinte in
profondità costituendo una forza di tre o quattro Divisioni in colonna e non abbiano attraversato Cassino o non
l'abbiano aggirata! Io credo che con poche caraffe di whisky della stessa marca adoperata così bene dal generale Grant,
quella situazione avrebbe potuto essere risolta in pochi giorni".
C'era, nondimeno, una persistente sensazione che qualcosa, da qualche parte. fosse andata male. E qualcuno forse da biasimare. Per sconfessare i commenti apparsi sulla stampa che l'insuccesso della battaglia di Cassino fosse dovuto al fiasco della Forza Aerea, il generale Clark mandò al generale Eaker una lettera che affermava categoricamente:
“non condivido questo punto di vista. La tendenza a biasimare l'Aeronautica”,
egli continuava:
“non è stata suggerita dal mio quartiere generale”.
Nessun bombardamento, secondo la sua opinione, avrebbe potuto eliminare dei fanti decisi che occupassero delle buone posizioni difensive In una zona fortificata. Il bombardamento avrebbe potuto essere demoralizzante per breve tempo, ma senza dare risultati duraturi se posizioni fortificate avessero protetto gli uomini dalle esplosioni e dato loro un senso di sicurezza. L'effetto del bombardamento di Cassino, per quanto potente, era stato di una durata relativamente breve ed intermittente.
Il generale Twining scrisse:
“Cassino non è un'accusa contro l'efficacia dei bombardieri pesanti in appoggio diretto della fanteria. La loro abilità nel fare arrivare a terra un colpo da knock out, senza preavviso, è tuttora un vantaggio di cui non gode nessuna altra forma di attacco ma. vi sono dei fattori di limitazione e di controllo sia per questi, come per tutti gli altri tipi di fuoco di appoggio”.
A Cassino la prestazione dei paracadutisti tedeschi fu determinante. Per von Senger, comandante del XIV Corpo Panzer:
“la loro tenacia di ferro e la loro irremovibile fermezza di veri soldati non è crollata nemmeno sotto un concentramento di materiale su fronte ristretto che, probabilmente, non ha avuto precedenti in questa guerra”.
Il loro ottimismo costante, anche durante le fasi più critiche della battaglia, è stato fonte di sorpresa e di emulazione in seno al Corpo d'Armata stesso e al Q.G. dell'Armata. Vietinghoff, comandante della 10a Armata, dichiarò:
“nessuna Unità, tranne la 1a Divisione paracadutisti avrebbe potuto tenere Cassino".
Tre volte le Forze Alleate avevano tentato di spezzare la Linea Gustav ed entrare nella Valle del Liri, e per tre volte avevano fallito: in gennaio con l'attacco frontale attraverso il Rapido, in febbraio nel tentativo di aggirare il contrafforte di Cassino ed in marzo nel tentativo di avanzare tra l'Abbazia e la città. Avrebbero tentato ancora, ma soltanto dopo che il tempo fosse migliorato ed il terreno rassodato e dopo che le truppe esauste si fossero riposate. Soltanto allora, in maggio, essi avrebbero ripreso la lotta.
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