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IL BOMBARDAMENTO DELL'ABBAZIA DI MONTECASSINO E DELLA CITTA' DI CASSINO
Data: 24-07-2002Autore: MARTIN BLUMENSONCategorie: Le battaglieTag: #febbraio 1944, #marzo 1944, bombing, cassino, montecassino-abbazia
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Conosciuti questi sviluppi, Vietinghoff informó il generale von Senger, comandante del XIV° Corpo Panzer, che nessun soldato tedesco avrebbe messo piede nel Monastero. Ciò significa – aggiunse - che il solo edificio sarà risparmiato.
In ottemperanza a tale disposizione, i Comandi tedeschi dichiararono l'Abbazia zona vietata. Tracciarono un cerchio intorno all'edificio ad una distanza ai circa 200 metri dalle mura e proibirono ai soldati di attraversare tale linea, un servizio di polizia militare ebbe il compito di far rispettare ai soldati dette disposizioni.
All'Abate fu assicurato che nessuna installazione militare, di nessun tipo, sarebbe stata posta entro i confini dell’Abbazia.
Ma niente al di fuori delle mura era sacro e, in ottemperanza al piano di operazioni, dal momento che le pendici della collina non erano zona vietata, le truppe tedesche demolirono tutte le costruzioni esterne al cerchio tracciato onde creare postazioni di fuoco; allestirono posti di osservazione e piazzole per armi automatiche; inoltre, organizzarono almeno una riserva di munizioni in una caverna molto vicina alle mura del Monastero.
Ai primi di gennaio le truppe tedesche evacuarono tutti i rifugiati ancora alloggiati nel Monastero; vi rimasero due o tre famiglie e parecchie persone inferme o troppo malate per essere trasportate. Pur promettendo di continuare a rispettare l'Abbazia e di escluderne l'uso per scopi militari, essi chiesero anche all'Abate di allontanarsi. L'Abate rifiutò.
Nel mese di gennaio parecchi colpi di artiglieria danneggiarono incidentalmente il Monastero. Il 5 febbraio un colpo anomalo cadde all'interno delle mura e uccise un civile italiano. Un violento fuoco di artiglieria diretto sulle posizioni tedesche delle vicinanze, effettuato nello stesso giorno, consigliò una quarantina di donne a decidersi a chiedere salvezza nel Monastero; vi furono ammesse durante la notte. Non molto più tardi altri civili, uomini e donne dei dintorni si incamminarono verso l'Abbazia per rifugiarvisi. L'8 febbraio un centinaio di bombe caddero incidentalmente entro le mura del Monastero. Non furono effettuati sistematici bombardamenti o concentramenti di fuoco.

L'Abbazia era costituita da una enorme struttura che ricopriva la sommità di Monte Cassino, chiamata anche Collina del Monastero; essa era uno dei più venerati templi della Cristianità. La sua costruzione era stata iniziata verso il 529 d.C. sotto S. Benedetto. Fu distrutta dai Longobardi nel VI secolo ed ancora dai Saraceni nel IX secolo; ogni volta l'Abbazia fu restaurata ma cadde in abbandono dopo il 1071 perché le instabili condizioni dell'Italia ed il grande valore strategico di Monte Cassino coinvolsero l'Abbazia nelle continue lotte politiche del tempo. Nel XIV secolo un terremoto danneggiò il Monastero, che venne ancora ricostruito. Fu completato nel XVIII secolo e saccheggiato dalle truppe francesi nel 1799 durante l'invasione del Regno di Napoli. Ancora una volta l'edificio venne pazientemente ricostruito e in tal modo si ergeva, ai primi di febbraio del 1944, completo e bellissimo.

La pressione tedesca di febbraio contro la testa di ponte di Anzio, costrinse le forze alleate attestate di fronte alla Linea Gustav a raddoppiare gli sforzi per praticare un'apertura onde penetrare nella Valle del Liri. Il II° Corpo d'Armata era esausto e perciò venne sostituito, per adempiere a tale compito, dal Corpo neozelandese, comandato dal generale Freyberg, con la 2ª Divisione neozelandese e la 4ª Divisione indiana alle sue dipendenze.
Le operazioni del Corpo neozelandese avrebbero dovuto seguire lo stesso tracciato segnato dal II° Corpo Americano. La 4ª Divisione indiana, rilevando la 34ª Divisione doveva conquistare le alture a ridosso della città di Cassino e sfociare nella Valle del Liri dal nord, molti chilometri oltre il fiume Rapido. La 2ª Divisione neozelandese, più consistente di una normale Divisione alleata e dotata di molti automezzi, prese posizione nella pianura ad est di Cassino, all'imbocco della Valle del Liri, con il compito di:

  • concorrere all'azione della Divisione indiana;
  • tenersi in misura di attraversare il fiume Rapido a nord di Sant'Angelo per contribuire alla conquista di Cassino;
  • aprire la strada nella Valle del Liti ad una incursione della 1ª Divisione corazzata.
Il generale Freyberg predispose l'attacco per il 13 febbraio; erano pero necessarie buone condizioni atmosferiche che consentissero un efficace appoggio aereo e un agevole movimento dei carri armati.
Per rinforzare il fianco sinistro dei Corpi d'Armata nella zona di Sant'Angelo, il generale Alexander trasferì la 78ª Divisione Inglese dall'8ª Armata alla 5ª. Ma l'abbondante neve caduta sul versante adriatico e sugli Appennini, rallentó il movimento della Divisione che non giunse nella zona di Cassino che il giorno 17.

Il generale Freyberg chiese al generale Keyes di trattenere la 36ª Divisione alle dipendenze del II° Corpo su Monte Castellone fino a che il Corpo neozelandese non fosse passato attraverso le posizioni difensive di Cassino. Fu anche autorizzato da Keyes a trattenere il 133° Reggimento di fanteria della 34ª Divisione nell'angolo nord-est di Cassino fino a quando la Divisione indiana non avesse conquistato le alture assegnatele. Inoltre, il II° Corpo di artiglieria doveva appoggiare l'attacco neozelandese. Era certo che il numero dei pezzi americani avrebbe rinforzato efficacemente i tre reggimenti di artiglieria leggera ed i cinque di medio calibro del Corpo di artiglieria neozelandese; anche l'artiglieria in organico alla Divisione indiana ed a quella neozelandese, avrebbero contribuito a neutralizzare le difese tedesche.

Il generale Freyberg aveva una figura autoritaria e la reputazione e il prestigio di un eroe della prima Grande Guerra; durante il secondo conflitto mondiale aveva comandato unità dislocate nell'isola di Creta e aveva combattuto molto bene nella campagna del deserto in Nordafrica. Durante un incontro con il generale Clark, avvenuto il 4 febbraio per discutere i compiti assegnati al suo Corpo, Freyberg impressionò lo stesso Clark per la decisione, l'energia, l'aggressività e l'ottimismo, elementi questi che portarono il comandante della 5ª Armata a formulare una distorta riflessione.

Pensava Clark:

"Freyberg era sicuro che avrebbe vinto la guerra, ma si chiedeva se invece non avrebbe intasato l'intera Valle del Liri con i 15.000 automezzi della Divisione neozelandese".

Ad ogni modo, il generale Clark ebbe il presentimento di futuri contrasti. Egli argomentava:

"Questi soldati dei Dominions britannici sono molto orgogliosi delle proprie prerogative. Gli Inglesi hanno riscontrato che è difficile impiegarli in azioni ad alto rischio perché é stata sempre accordata loro una particolare considerazione che noi non avremmo mai concesso ai nostri soldati".

Il 9 febbraio Clark conferì ancora con Freyberg. Il comandante del Corpo d'Armata sollevò qualche obiezione sul fatto che gli edifici del Monastero fossero usati dai Tedeschi e disse che, a suo giudizio, se necessario, si sarebbero dovuti far saltare in aria con il fuoco di artiglieria o con un bombardamento aereo; Clark si riservó di dare a Freyberg un ordine scritto, autorizzandolo eventualmente a far fuoco contro il Monastero se, a giudizio di Freyberg, necessità militari dettassero una tale azione.
Il comandante della 4ª Divisione indiana, generale di brigata F.S. Tuker, dopo aver studiato il problema dello sfondamento della Linea Gustav nella zona di Cassino, non aveva alcun dubbio: il Monastero era un vero ostacolo da superare, le condizioni dei soldati americani rilevati da quelli della sua divisione lo illuminarono sulle reali difficoltà del suo compito. Le unitá americane, nel loro sforzo di conquistare Monte Cassino, erano ridotte in molti casi nella loro efficienza combattiva. Pattuglie di soldati isolati, gelati, logorati e pur indomabili, erano aggrappati alle posizioni che avevano strappato al nemico.

La resistenza tedesca, le difficoltà del terreno e le condizioni del tempo contribuivano a far si che le posizioni difensive tedesche sembrassero inespugnabili. Impressionante per la sua quadrata simmetria, si ergeva a circa 600 metri sul livello del mare il Monastero dei benedettini quasi a simboleggiare l'imbattibilità della linea difensiva tedesca. Dal momento che il Monastero dominava tutte le vie di accesso alla Valle del Liri, Tuker decise che esso dovesse essere distrutto prima dell'attacco. Egli chiese al suo comandante di Corpo, generale Freyberg, che venisse disposto un bombardamento aereo.
In relazione alla richiesta di Tuker, Freyberg telefonò al Q.G. della 5ª Armata. Assente Clark, in ispezione alla testa di sbarco di Anzio, ricevette la telefonata Gruenther, suo Capo di Stato Maggiore. Questi segnó nel diario tutti i fatti che seguirono. Nel corso della conversazione telefonica, che ebbe inizio alle 19.00 del 12 febbraio, Freyberg disse:

"Desidero che domani mi sia dato l'appoggio aereo onde poter indebolire le posizioni difensive nella zona di Cassino. Desidero vengano compiute tre missioni, ognuna di 12 aerei: gli attacchi dovranno essere eseguiti da aerei tipo "Kittyhawk" con mezza tonnellata di bombe ognuno".

Tutto ciò non era molto per un bombardamento: 36 aerei e 18 tonnellate di alto esplosivo. Ma poiché Clark aveva richiesto un concentramento aereo per il 13 febbraio sulla testa di sbarco, Gruenther dubitava che Freyberg potesse ottenere l'appoggio aereo che desiderava. Inoltre, assicurò Freyberg che il generale Clark avrebbe cercato di ottenere gli aerei per l'appoggio alla Divisione indiana, ma che avrebbe dovuto attaccare con un giorno di ritardo sulla data che originariamente era stata fissata per il 14 febbraio. Freyberg replicò che desiderava avere tutto l'appoggio aereo che poteva avere per il giorno 13 onde indebolire la difesa avversaria.

"Tre missioni"

aveva detto, era il minimo che richiedeva e, a suo parere, una tale richiesta non era fuori del comune. Gruenther disse che se ne sarebbe occupato immediatamente.
Insieme al generale Brann, capo ufficio operazioni della 5ª Armata, e al tenente colonnello John W. Hansborough, ufficiale addetto all'aeronautica dell'Armata, egli verificò quali obiettivi il Quartiere Generale del Corpo d'Armata neozelandese avesse chiesto che venissero bombardati tramite le normali richieste di appoggio aereo ed accertò quali unità aeree fossero disponibili per l'indomani mattina sul fronte di Cassino.

Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.

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