Autore: MARTIN BLUMENSON
Categorie: Le battaglie
Tag: #febbraio 1944, #marzo 1944, bombing, cassino, montecassino-abbaziaConosciuti questi sviluppi, Vietinghoff informó il generale
von Senger,
comandante del XIV° Corpo Panzer, che nessun soldato tedesco avrebbe messo piede nel Monastero. Ciò significa – aggiunse -
che il solo edificio sarà risparmiato.
In ottemperanza a tale disposizione, i Comandi tedeschi dichiararono l'Abbazia zona vietata. Tracciarono un cerchio
intorno all'edificio ad una distanza ai circa 200 metri dalle mura e proibirono ai soldati di attraversare tale linea, un
servizio di polizia militare ebbe il compito di far rispettare ai soldati dette disposizioni.
All'Abate fu assicurato che nessuna installazione militare, di nessun tipo, sarebbe stata posta entro i confini
dell’Abbazia.
Ma niente al di fuori delle mura era sacro e, in ottemperanza al piano di operazioni, dal momento che le pendici della
collina non erano zona vietata, le truppe tedesche demolirono tutte le costruzioni esterne al cerchio tracciato onde
creare postazioni di fuoco; allestirono posti di osservazione e piazzole per armi automatiche; inoltre, organizzarono
almeno una riserva di munizioni in una caverna molto vicina alle mura del Monastero.
Ai primi di gennaio le truppe tedesche evacuarono tutti i rifugiati ancora alloggiati nel Monastero; vi rimasero due o
tre famiglie e parecchie persone inferme o troppo malate per essere trasportate. Pur promettendo di continuare a
rispettare l'Abbazia e di escluderne l'uso per scopi militari, essi chiesero anche all'Abate di allontanarsi. L'Abate
rifiutò.
Nel mese di gennaio parecchi colpi di artiglieria danneggiarono incidentalmente il Monastero. Il 5 febbraio un colpo
anomalo cadde all'interno delle mura e uccise un civile italiano. Un violento fuoco di artiglieria diretto sulle posizioni
tedesche delle vicinanze, effettuato nello stesso giorno, consigliò una quarantina di donne a decidersi a chiedere salvezza
nel Monastero; vi furono ammesse durante la notte. Non molto più tardi altri civili, uomini e donne dei dintorni si incamminarono
verso l'Abbazia per rifugiarvisi. L'8 febbraio un centinaio di bombe caddero incidentalmente entro le mura del Monastero.
Non furono effettuati sistematici bombardamenti o concentramenti di fuoco.
L'Abbazia era costituita da una enorme struttura che ricopriva la sommità di Monte Cassino, chiamata anche Collina del
Monastero; essa era uno dei più venerati templi della Cristianità. La sua costruzione era stata iniziata verso il 529 d.C.
sotto S. Benedetto. Fu distrutta dai Longobardi nel VI secolo ed ancora dai Saraceni nel IX secolo; ogni volta l'Abbazia
fu restaurata ma cadde in abbandono dopo il 1071 perché le instabili condizioni dell'Italia ed il grande valore strategico
di Monte Cassino coinvolsero l'Abbazia nelle continue lotte politiche del tempo. Nel XIV secolo un terremoto danneggiò il
Monastero, che venne ancora ricostruito. Fu completato nel XVIII secolo e saccheggiato dalle truppe francesi nel 1799
durante l'invasione del Regno di Napoli. Ancora una volta l'edificio venne pazientemente ricostruito e in tal modo si
ergeva, ai primi di febbraio del 1944, completo e bellissimo.
La pressione tedesca di febbraio contro la testa di ponte di Anzio, costrinse le forze alleate attestate di fronte alla
Linea Gustav a raddoppiare gli sforzi per praticare un'apertura onde penetrare nella Valle del Liri. Il II° Corpo
d'Armata era esausto e perciò venne sostituito, per adempiere a tale compito, dal Corpo neozelandese, comandato dal
generale Freyberg, con la 2ª Divisione neozelandese e la 4ª Divisione indiana alle sue dipendenze.
Le operazioni del Corpo neozelandese avrebbero dovuto seguire lo stesso tracciato segnato dal II° Corpo Americano.
La 4ª Divisione indiana, rilevando la 34ª Divisione doveva conquistare le alture a ridosso della città di Cassino e
sfociare nella Valle del Liri dal nord, molti chilometri oltre il fiume Rapido. La 2ª Divisione neozelandese, più
consistente di una normale Divisione alleata e dotata di molti automezzi, prese posizione nella pianura ad est di Cassino,
all'imbocco della Valle del Liri, con il compito di:
"Freyberg era sicuro che avrebbe vinto la guerra, ma si chiedeva se invece non avrebbe intasato l'intera Valle del Liri con i 15.000 automezzi della Divisione neozelandese".
Ad ogni modo, il generale Clark ebbe il presentimento di futuri contrasti. Egli argomentava:"Questi soldati dei Dominions britannici sono molto orgogliosi delle proprie prerogative. Gli Inglesi hanno riscontrato che è difficile impiegarli in azioni ad alto rischio perché é stata sempre accordata loro una particolare considerazione che noi non avremmo mai concesso ai nostri soldati".
Il 9 febbraio Clark conferì ancora con Freyberg. Il comandante del Corpo d'Armata sollevò qualche obiezione sul fatto che gli edifici del Monastero fossero usati dai Tedeschi e disse che, a suo giudizio, se necessario, si sarebbero dovuti far saltare in aria con il fuoco di artiglieria o con un bombardamento aereo; Clark si riservó di dare a Freyberg un ordine scritto, autorizzandolo eventualmente a far fuoco contro il Monastero se, a giudizio di Freyberg, necessità militari dettassero una tale azione."Desidero che domani mi sia dato l'appoggio aereo onde poter indebolire le posizioni difensive nella zona di Cassino. Desidero vengano compiute tre missioni, ognuna di 12 aerei: gli attacchi dovranno essere eseguiti da aerei tipo "Kittyhawk" con mezza tonnellata di bombe ognuno".
Tutto ciò non era molto per un bombardamento: 36 aerei e 18 tonnellate di alto esplosivo. Ma poiché Clark aveva richiesto un concentramento aereo per il 13 febbraio sulla testa di sbarco, Gruenther dubitava che Freyberg potesse ottenere l'appoggio aereo che desiderava. Inoltre, assicurò Freyberg che il generale Clark avrebbe cercato di ottenere gli aerei per l'appoggio alla Divisione indiana, ma che avrebbe dovuto attaccare con un giorno di ritardo sulla data che originariamente era stata fissata per il 14 febbraio. Freyberg replicò che desiderava avere tutto l'appoggio aereo che poteva avere per il giorno 13 onde indebolire la difesa avversaria."Tre missioni"
aveva detto, era il minimo che richiedeva e, a suo parere, una tale richiesta non era fuori del comune. Gruenther disse che se ne sarebbe occupato immediatamente.Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.