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I POLACCHI SUL FRONTE DI CASSINO
Data: 24-07-2002Autore: JAN E. JUREKCategorie: Le battaglieTag: #maggio 1944, diadem-op, polonia, unità-reparti
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La conquista di Montecassino

Quando giunse il grande momento, il comandante del II Corpo d'Armata polacco, generale Anders, potendo scegliere il modo più adatto per assolvere il compito affidatogli, diede l'ordine di attaccare. Erano le ore 23 dell'11 maggio 1944. In quel momento una cortina di fuoco ininterrotto, distesa simultaneamente da circa 1600 cannoni alleati, attraversava la penisola italiana da Acquafondata fino alle rive del Tirreno, contro le posizioni tedesche.

L'assalto da parte delle due Divisioni polacche, sostenute dai carri armati, ebbe inizio all'una dopo la mezzanotte del 12 maggio.

Il II Battaglione della 3ª Divisione Carpazi conquistò nella notte la contesa Quota 593, proseguendo la marcia per espugnare successivamente la falda di Quota 569 dopo una serie di attacchi notturni; il I Battaglione attaccava la gola di Masseria Albaneta. All'alba altri morti e feriti giacevano sul campo quando incominciò il contrattacco tedesco. Il II Battaglione, martellato incessantemente da questi contrattacchi, a corto di forze e di munizioni, abbandonò le pendici di Quota 569 verso mezzogiorno del 12 maggio e la sera si ritirò anche da Quota 593. Ricevuto l'ordine di abbandonare la lotta, dell'eroico Battaglione non restavano che poche decine di uomini. La stessa sorte toccò al I Battaglione, la cui 3ª Compagnia restò sulla gola di Masseria Albaneta, tra le due alture, fino a mezzogiorno e giorno successivo.

Nel settore dela 5ª Divisione Kresowa, una parte delle forze attaccanti riusciva a raggiungere le falde di Sant'Angelo, oltrepassando la Cresta del Fantasma, nonostante l'uragano di fuoco tedesco. Ma alle prime luci dell'alba, i resti di queste forze ripiegarono su di essa e vi si attestarono saldamente. Contemporaneamente il XVIII Battaglione che avrebbe dovuto proseguire l'attacco a Colle Sant'Angelo, perdeva il collegamento e raggiungeva la Cresta del Fantasma alle sei del mattino per affrontare le casematte tedesche non ancora espugnate. Il comandante della Vª Brigata decise di proseguire l'attacco con due reparti rinforzati da due battaglioni (XVI e XVIII) e da uno squadrone di carri armati.
Il XVIII Battaglione verso le ore 13.30, decimato fortemente, assieme ad una parte del XIII venne respinto verso Quota 706. Sulla Cresta del Fantasma rimasero, fino alla notte fra il 12 e 13 maggio, alcuni elementi della Vª Brigata, di copertura.

Il primo attacco polacco, quindi, finiva con un insuccesso e gravi perdite. Il 12 maggio il generale Leese, comandante dell’8ª Armata britannica si recò al Comando del generale Anders. Egli giudicò, tuttavia, che:

"Con i suoi combattimenti del 12 maggio il II Corpo Polacco aveva impegnato tutte le forze nemiche sulla posizione chiave di Montecassino, attirando il fuoco di artiglieria da altri settori ed impedendo al nemico di utilizzare le sue riserve, tanto più che nel corso dell'azione, battaglioni freschi della Iª Divisione paracadutisti erano giunti in linea a sostituire reparti già logori. Le posizioni erano presidiate con un numero di soldati doppio del normale. Ottenendo ciò il Corpo d'Armata polacco aveva assolto il compito affidatogli nei confronti del XIII Corpo britannico attaccante nella vallata del Liri, che fu cosi in grado di varcare il fiume e stabilire le teste di ponte necessarie per la costruzione dei passaggi e portare innanzi altri rinforzi di uomini e materiali".

D'accordo con il comandante dell'8ª Armata, si decise di aspettare il momento opportuno per un secondo attacco invece di riprenderlo immediatamente, e comunque in dipendenza dei progressi effettuati dal XIII Corpo britannico, non volendo che il II Corpo polacco combattesse una battaglia isolata. Non furono però interrotti i preparativi per le successive azioni. La 3ª Divisione Carpazi venne rinforzata da due squadroni di carri armati, una compagnia di genieri d'assalto e da una batteria di cannoni motorizzati. La 5ª Divisione Kresowa, da una compagnia di Commandos polacchi e da uno squadrone del 15° Reggimento Lancieri (Maori), uno squadrone di carri armati, una compagnia di genieri d'assalto e da una batteria di cannoni motorizzati.

Dopo un periodo di alcuni giorni trascorsi in combattimenti di posizione, peraltro assai duri, fu fissata l'ora del secondo attacco: alle ore 7.00 del 17 maggio. Il piano era stato concepito in base alle esperienze concrete del primo attacco anche se nelle sue linee di massima era rimasto invariato.
Il giorno prima, inaspettatamente il XVI Battaglione della 5ª Divisione Kresowa riuscí ad aprire sulla sera una falla nello schieramento tedesco sulla Cresta del Fantasma, nella parte settentrionale. Tale breccia veniva poi allargata in direzione sud dal XV Battaglione. Il giorno successivo, ancor prima dell'alba, proseguiva allora l'attacco e più particolarmente da parte del XIII e XVII Battaglione contro Sant'Angelo. Il XIII Battaglione alle 10.30 conquistava da solo la vetta del Colle ma la riperdeva verso le 14.00, mentre il XVII Battaglione si impadroniva di una vetta a circa 250 metri a nord di Sant'Angelo. Intanto il XV e il XVIII Battaglione proseguivano l'azione intesa a snidare le posizioni tedesche che sovrastavano le vie di sbocco a sud. La vetta a 250 metri a nord di Sant'Angelo di cui si parla più sopra, era in mano polacche, ma la vetta principale non fu raggiunta nonostante un combattimento estenuante durato per l'intera giornata.
Data la carenza di retroguardie, reparti di artiglieria furono impiegati come fanteria, unitamente ad un Battaglione di genieri, a reparti di autisti e di artieri. Queste forze così riorganizzate erano pronte a scendere in lotta il 18 maggio.

Il 17 maggio nel settore della 3ª Divisione Carpazi, il peso dell'attacco gravava sulla IIª Brigata. Il IV Battaglione aveva conquistato una serie di postazioni ma senza riuscire ad arrivare a Quota 593. Dalle pendici occidentali di questa quota provenivano particolarmente insidiosi i colpi dell'artiglieria tedesca. Le perdite causate da queste azioni erano gravose e costringevano a continui tamponamenti dei vari settori colpiti. Nella notte tra il 17 e il 18 maggio il IV Battaglione era attestato a difesa delle posizioni conquistate a mezzogiorno. Intanto il VI° Battaglione attaccava parallelamente Masseria Albaneta, avanzando con i carri armati lungo le pendici di Quota 593. Furono gradatamente liquidate tutte le casematte tedesche e il Battaglione giunse così sulla soglia rocciosa a 150 metri circa dalle pareti di Masseria Albaneta. I carri armati, tuttavia, furono in grandissima parte distrutti dalle mine.
Prevedendo la ritirata dei Tedeschi e i loro conseguenti tentativi di cercarsi un passaggio, la 3ª Divisione organizzò sbarramenti di fuoco sulla strada del Monastero in direzione ovest e provvide a bonificare i campi minati davanti a Masseria Albaneta.
Abbandonando il materiale pesante solo una piccola aliquota di Tedeschi riuscì nella notte tra il 17 e il 18 maggio a ritirarsi in direzione nord-ovest lungo il ciglione a sud di Masseria Albaneta sulla vetta di Villa S.Lucia.
La mattina del 18 maggio il VI° Battaglione irruppe tra le rovine delle costruzioni di Albaneta mentre il V° Battaglione si impossessava di nuovo e questa volta definitivamente della Quota 593. Una pattuglia del V° Battaglione attuava il collegamento con un distaccamento britannico. Il 12° Reggimento Lancieri Podolsky, insospettito dall’inusuale silenzio che gravava su tutta la zona, fece entrare le sue pattuglie nel Monastero alle 10.00 del mattino, provenienti dagli avamposti del Colle d'Onofrio. La guarnigione tedesca, ridotta ormai a pochi uomini, si arrese. La bandiera polacca e quella inglese furono issate sulle rovine del Monastero.

Dopo le gravi perdite del 17 maggio e la conseguente stanchezza, la 5ª Divisione trovava molto duro iniziare un nuovo attacco il 18 maggio. Il XIV° Battaglione combatteva con difficoltà a Sant'Angelo per conquistarne la sommitá. Soltanto nel pomeriggio dello stesso giorno, e solo dopo l'arrivo del Reparto di commandos polacco, con i resti dei Battaglioni XV° e XVII° e con l'aiuto ai carri armati, fu possibile organizzare un attacco sistematico. Prima delle ore 20.00 i Commandos avevano conquistato quasi tutta la parte nord della cima di Sant'Angelo, mentre i resti dei Battaglioni riorganizzati alla svelta, presero la parte sud della sommità che portava alla Quota 575. Nella notte, mentre alcune pattuglie polacche venivano mandate nella località Villa S.Lucia, altre attuavano il collegamento con la 6ª Divisione corazzata britannica, nei pressi di S.Scolastica.
I Tedeschi si ritirarono dalle scarpate e, al mattino del 19 maggio, le truppe polacche si impossessavano delle collinette, da Quota 575 a Quota 505, presso Sant'Angelo. Le truppe di ricognizione confermarono la difesa tedesca della sola città di Piedimonte.

Così il 19 maggio, tutto il gruppo montagnoso di Monte Cassino era nelle mani dei Polacchi. Tale conquista. spianò la strada all'avanzata del XIII° Corpo britannico e del I° Corpo Canadese, costringendo di conseguenza i Tedeschi a ritirarsi fino alla Linea Hitler dove le fortificazioni non erano state ultimate e la consistenza difensiva era di molto inferiore a quella della Linea Gustav.

Il momento decisivo di questa fase della battaglia fu il 17 maggio, giorno della sconfitta dei Tedeschi su Quota 593 e su Colle Sant'Angelo. La rottura della difesa tedesca su questa catena montagnosa facilitó gli attacchi del XIII° Corpo britannico verso il settore Piedimonte-Aquino, per cui fu impedito anche il trasferimento delle riserve tedesche dal settore polacco a quello francese di S.Oliva - Monte Faggeto.

Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.

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