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I POLACCHI SUL FRONTE DI CASSINO
Data: 24-07-2002Autore: JAN E. JUREKCategorie: Le battaglieTag: #maggio 1944, diadem-op, polonia, unità-reparti
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Le battaglie di Cassino ricordavano per intensità ed asprezza quella di Verdun della prima Guerra Mondiale.

La prima battaglia di Cassino (gennaio-febbraio 1944), collegata con le operazioni di sbarco ad Anzio, aveva impegnato tre Corpi d'Armata:

  • al fianco destro il Corpo di Spedizione francese (generale Juin), con il compito di aggirare il massiccio di Monte Cassino dalle montagne del nord;
  • al centro il II Corpo d'Armata americano (generale Keyes) doveva attaccare da tutti e due i lati la Via Casilina in direzione di Aquino;
  • al fianco sinistro il X Corpo d'Armata britannico (generale McCreery), con il compito di conquistare i Monti Aurunci e incalzare fino al corso centrale del fiume Liri.
In questa prima fase dell'offensiva, il Corpo di Spedizione francese e quello americano non riuscirono ad attraversare il fiume Rapido e si fermarono sulla riva destra. Il X Corpo britannico, invece, attraversò il Garigliano e si inoltrò fino alle soglie dei Monti Aurunci.

La seconda fase cominciò dopo lo sbarco del VI Corpo americano ad Anzio (22 gennaio). Il Corpo francese riuscì a prendere Monte Belvedere e Colle Abate, ma subito dopo un violento contrattacco tedesco lo arrestó impedendogli ulteriori progressi in quel settore di fronte. Ugualmente sfortunato fu il II Corpo Americano, le cui truppe scelte erano avanzate inizialmente fino a Colle Sant'Angelo, Masseria Albaneta e il massiccio di Monte Cassino; esse, però, dovettero ritirarsi su Monte Castellone e una propaggine chiamata Testa di Serpe, dove furono sostituite dal Corpo neozelandese (generale Freyberg). Soltanto il X Corpo britannico mantenne le sue posizioni vicino alla foce del Garigliano.

Il secondo grande attacco contro Monte Cassino fu sferrato dalle Forze neozelandesi assieme a Reparti indiani. Il mattino del 15 febbraio circa 250 aerei entrarono in azione su Monte Cassino in appoggio alle truppe terrestri, e la sera gli Inglesi attaccarono Quota 593 a nord del Monastero. Si distinse particolarmente il Reggimento Royal Sussex che lasciò sul terreno 142 morti e fu costretto a ritirarsi. Reparti Indiani occuparono Quota 593 nella notte tra il 17 e il 18 febbraio, ma i contrattacchi tedeschi ben presto riuscirono a riconquistare le posizioni perdute.

Il terzo attacco contro Monte Cassino che si protrasse per undici giorni dal 15 al 26 marzo, fu sferrato di nuovo dal Corpo neozelandese di cui facevano parte una Divisione di fanteria neozelandese, una Brigata corazzata neozelandese e la 4ª Divisione indiana, per un totale di nove Brigate. Prima della azioni delle truppe di terra c'era stato un massiccio bombardamento sulla città di Cassino della durata di tre ore e mezza. Il terreno della battaglia venne seminato di caduti e di detriti; gli Alleati conquistarono a fatica alcune posizoni importanti ma il Monte Cassino e una parte della cittá restarono saldamente nelle mani dei Tedeschi.
Ancor prima della fine della terza offensiva il Comando Supremo Alleato dei fronte italiano decise un piano di più vasto raggio. Esso fu comunicato il 2 aprile ai comandanti delle Armate nel seguente modo:

"Distogliere l'attenzione sui preparativi di invasione dell'Europa Occidentale; rompere le posizioni difensive della Linea Gustav e della Linea Hitler fra il Mar Tirreno e il gruppo montagnoso di Monte Cairo; unire, quindi, le forze con quelle americane sulla testa di ponte di Anzio".

Con un secondo piano il Comando Supremo del fronte intendeva occupare Roma, rompere le posizioni dell'Appennino ligure-toscano e, attraverso la Pianura Padana, raggiungere le Alpi prima dell'inverno.

In questo dispositivo lo scopo dell'8ª Armata britannica consisteva nella prima fase di spezzare le linee difensive del nemico lungo il fiume Liri e avanzare verso Roma.
Il generale Oliver Leese, comandante dell'8ª Arinata britannica, il giorno 11 aprile, ordinò al generale Anders una duplice azione: la prima aveva lo scopo di isolare la regione del massiccio del Monastero da nord-ovest e ottenere il controllo della Strada n.6 fino al collegamento con il XIII Corpo britannico per attaccare in seguito il Monastero di Monte Cassino; nella seconda fase si doveva arrivare alla Linea Hitler, a nord della Strada n.6, e quindi sferrare un altro attacco per circondarla dal nord. Contemporaneamente il XIII Corpo britannico con il I Corpo Canadese avrebbe attaccato a sud del II Corpo polacco, mentre il X Corpo britannico avrebbe organizzato un finto attacco presso Atina, al fianco nord dei Polacchi.
Dal 22 aprile il II Corpo d'Armata polacco dette il cambio al XIII Corpo britannico nel settore di difesa sotto Monte Cassino. Quindi le posizioni polacche erano sistemate a partire dalle rovine della città di Cassino a nord verso le alture di Monte Castellone, Sant'Angelo e Colle d’Onofrio, invece, erano in mano ai Tedeschi.
In precedenza era emersa l'importanza di Monte Cassino come caposaldo difensivo. Fino a quando esso restava in mano tedesca, la penetrazione e l'avanzamento nella vallata del Liri non avrebbero permesso una ulteriore avanzata né la possibilità di difendere a lungo lo spazio conquistato. I momentanei successi della fanteria, senza il sostegno dell'artiglieria, erano stati assai effimeri anche perché i rifornimenti potevano essere avviati a destinazione soltanto con immense perdite. Era quindi necessario bloccare Monte Cassino da settentrione per arrivare in tal modo a dominare la strada che scorre ai piedi del monte nella Valle del Liri.
Non era sufficiente l'isolamento del Monastero per abbattere le difese tedesche, ma era indispensabile impadronirsene. Infatti, l'altura di Monte Cassino formava un sistema di difese complementari ove era impossibile conservare una posizione senza il possesso delle altre. Per occupare il Monastero era indispensabile possedere Quota 593, Sant'Angelo e la gola che separa queste due alture (Masseria Albaneta); avanzando ancora verso occidente, era indispensabile conquistare prima Pizzo Corno e Piedimonte.

Il generale Anders, tenendo in considerazione i sopraddetti elementi per una futura azione, decise di attuare il piano in due fasi: attaccare prima con tutte le forze in direzione di Colle Maiola - Masseria Albaneta, rompere le difese tedesche su Quota 593 e su Colle Sant'Angelo per ottenere in tal modo predominio della Strada n. 6 e l'isolamento del Monastero, e, quindi, conquistare il Monastero stesso. Successivamente si sarebbe sferrato un attacco su Pizzo Corno - Piedimonte. A tale scopo le Divisioni polacche furono ordinate nel seguente modo:
  • la 3ª Divisione dei Tiratori Carpazi, appoggiata dalla IVª Brigata Corazzata polacca, avrebbe attaccato Quota 593, Quota 569 e Masseria Albaneta; indi il Monastero;
  • la 5ª Divisione di fanteria Kresowa avrebbe avuto come obiettivi La Cresta del Fantasma, Sant’Angelo e alcune quote vicine; poi avrebbe incalzato nella vallata del Liri contro la Strada n.6.
Il XIII Corpo britannico era schierato tra Cassino e il Liri, il Corpo di Spedizione francese e il II Corpo americano dal Liri al mar Tirreno.
I distaccamenti polacchi d'avanguardia già si trovavano a contatto con l'avversario, spesso addirittura a poche decine di metri.

I Tedeschi, intanto, colpivano senza tregua da ogni parte: di fronte, a tergo, ai lati. I rifornimenti di viveri e mezzi si svolgevano cosí in mezzo ad enormi difficoltà e comunque solo nelle ore notturne. Il campo di battaglia era cosparso di cadaveri e di carogne di muli delle precedenti azioni; all'intorno la terra era bruciata.

Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.

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